
Originariamente Scritto da
Cabraizinho
Forma di Governo
Mi permetto di proporre un correttivo basilare e due differenti ipotesi di riforma.
Partiamo da un presupposto. Allo stato attuale il Governo è debole e svuotato di competenze e non ho paura di dire che se ne potrebbe tranquillamente fare a meno. Non a caso tempo addietro mi espressi in favore di una tale riforma. E' pur vero che l'esecutivo può fingere da
pungolo per l'attività legislativa delle Camere. Ricordo peraltro come l'edera si sia storicamente caratterizzata quale forza parlamentarista e legata ad una legge elettorale proporzionale. Mi muoverò quindi lungo questa direttrice.
Il correttivo minimo è rappresentato dalla
sfiducia costruttiva. I governi pirriani sono storicamente deboli e si può quindi ritenere ragionevole una misura che ne renda più agevole la sopravvivenza.
Questo correttivo si sposerebbe in maniera magistrale con il
Presidenzialismo Alternante di Sartori - meglio noto come Sartorellum. Mi si dirà: scusa, ma non è il sistema attualmente in uso? No. Lo dico chiaramente: quello attuale è un papocchio senza capo nè coda.
Ho qui di fianco a me il libro di Sartori nel quale ne spiega il funzionamento - che per comodità riassumerò in pochi punti.
- Elezione diretta del Presidente
- Ogni Legislatura si caratterizza un massimo di x Governi Parlamentaristi (poniamo due)
- In seguito alla caduta del secondo Governo del Parlamento si sfocia in un esecutivo Presidenziale che ha il compito di portare a termine la legislatura.
- Il Governo del Presidente è un Governo Presidenzialista vero, del quale il Pres. potrà nominare e revocare a piacimento i propri ministri senza possibilità del Parlamento di sfiduciare nè l'esecutivo nella sua interezza nè tantomeno i singoli componenti (gli LRini della vecchia generazione avranno capito a chi e cosa alludo)
- Per evitare il rischio di una congiura Presidenziale volta a danneggiare sistematicamente i governi del Parlamento si introduce l'incompatibilità tra l'incarico di Parlamentare e di Ministro.
Si noti peraltro come il passaggio dal primo al secondo governo parlamentare verrebbe gestito dall'introduzione della sfiducia costruttiva. Non dico che siamo in presenza del sistema perfetto, ma quasi quasi...
Seconda opzione che suggerirei è quella del
Governo del Direttorio sul modello svizzero (per cui rimando all'
apposita pagina di Wikipedia). Peraltro so che questo sistema ha estimatori anche a sinistra - per info chiedere a John Galt

Ad ogni modo mi sento di suggerire l'introduzione di un vero Sartorellum, che oltre a garantire la governabilità, credo possa essere votato con un notevole grado di trasversalità :giagia:
Modifiche all'Architettura Costituzionale
Il bicameralismo allo stato attuale vive grossi problemi. La nascita del Senato ha definitivamente spostato il fulcro del gioco verso la politica reale. Coloro i quali erano anche nella vecchia POL ricorderanno come l'esperienza ludica si risolvesse esclusivamente in un fare e disfare continuamente la Carta, quindi il passo in avanti è netto e sotto gli occhi di tutti.
Peraltro con la futura introduzione di PIR Ciy che dovrebbe avere competenze relative al lato economico della simulazione, bisogna fare i conti con una Camera che ormai ha poco senso. Questo è il motivo per il quale riporto l'interessante proposta di
Manfr circa la trasformazione della Camera in
Commissione Affari Costituzionali. Suggerirei una commissione direi di 7/9 membri assegnati in quota proporzionale ai seggi ottentui al Senato: essi verrebbero poi nominati dai rispettivi partiti di provenienza, che potrebbero quindi assegnare tali posti ai rispettivi
tecnici.
In tal modo si potrebbe anche risolvere la problematica relativa all'eccessivo numero di voti che l'utenza dovrebbe esprimere (con l'introduzione di PIR City si giungerebbe a quattro: Presidente, due Camere e Consiglio Comunale... decisamente troppo

).
Ovviamente con tale trasformazione il sistema diverrebbe praticamente monocamerale: la fiducia ad un esecutivo verrebbe votata dal solo Senato, che vederebbe comunque salvaguardate le proprie prerogative potendo approvare o respingere le modifiche Costituzionali che lo vedrebbero parte in causa.
Di carne al fuoco ne ho messa, ora a voi la parola
