Pedofilia e religione hanno sempre marciato insieme per una serie di concause.
Nei tempi antichi: la facilitata consanguineità dei genitori nelle piccole comunità determinava la nascita di infanti non in grado di esistere alle avversità della vita.
Presso i popoli di pelle nera si dava al padre la responsabilità di eliminare chi non era ritenuto, per malformazioni, di sopravvivere, la natura meno matrigna permetteva di portare avanti più facilmente la prole e pertanto la eliminazione di un figlio era meno traumatica.
Nei popoli di pelle chiara, sorti in ambiente più ostili, la sopravvivenza dei figli era più complessa, e per l'uomo diventava più difficile spegnere la vita da lui creata ( anche se necessario).
Pertanto nelle popolazioni mediterranee di pelle bianca l'eliminazione dei bambini deformati veniva delegato a chi aveva il potere, che nei millenni passati era rappresentato dalla casta religiosa.
Solo la religione aveva la autorevolezza morale (???) di uccidere un figlio di una madre.
Il sacrificio dei bambini fu una delle basi mistiche delle religioni sviluppatesi in quelle società agricole dove un certo benessere aveva naturalmente selezionato i maschi adulti, contrari ad uccidere.
Tuttavia, la necessità di dover selezionare i propri figli in funzione delle loro malformazioni, rimase sempre un istintivo e sotterraneo impulso ancestrale dell’uomo con la pelle chiara.
Non a caso nella Bibbia, nella sua allegoria emblematica, Dio chiede ad Abramo di sacrificargli il primogenito Isacco, il pretesto era provare la fedeltà di Abramo, ma in fondo con quell’ordine Dio voleva verificare se il Patriarca conservava degli impulsi comportamentali tipici della stirpe negra. Abramo non era solo il capostipite di un popolo, ma era anche il fondatore di una religione; con quell’ordine (poi revocato) di uccidere il figlio, Dio volle una conferma della sua capacità nel portare avanti una religione, non solo come fondatore, ma anche come capo della casta sacerdotale.
Abramo, acconsentendo ad uccidere il proprio figlio, dimostrò apertamente di saper affrontare uno dei compiti fondamentali della religione verso i neonati handicappati. Con il suo gesto, non solo diede una garanzia a Dio, ma diede l’esempio ai lettori della Bibbia, considerato il libro sacro per eccellenza. In questo ordine dato da Dio, si riassume il metodo comportamentale della religione ebraica, l’ultima religione sumerica che conservò il compito di regolare la vita dei neonati.
Persino la religione cristiana, considerata un’eresia sumerica, è guidata da un Dio che per salvare ed aiutare il suo progetto migliore, ossia l'umanità, manda suo figlio a morire sulla croce.




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