NEL VICENTINO
Multa di 587 mila euro
«Esattore sequestrato»
Sanzione per le quote latte non rispettate. La denuncia di Equitalia: «Il nostro dipendente è stato liberato dopo cinque ore». L’allevatore controdenuncia: istigazione al suicidio
Mirko Pozzan (Galofaro)
LONIGO (Vicenza) - Una cartella esattoriale da 587 mila euro consegnata ad un allevatore vicentino che non ha rispettato le cosiddette quote latte. Da una parte Equitalia che denuncia («hanno sequestrato un nostro dipendente per 5 ore»), dall’altra gli allevatori che replicano («vi denunciamo per istigazione al suicidio»). Sono stati momenti di altissima tensione ieri mattina in un'azienda agricola di via Sabbionara a Lonigo quando un dipendente dell'agenzia di riscossione si è presentato ai cancelli della ditta per notificare la super cartella di pagamento. Quando l'uomo ha mostrato i documenti all'allevatore questo ha chiamato a raccolta gli amici del «Milk Warriors» dei Cospa, e altri conoscenti dalle fattorie vicine, che lo hanno circondato chiedendo spiegazioni. Un'accesa discussione, finita con il lunotto dell'auto del dipendente di Equitalia in frantumi e placata solo dall'arrivo di 30 carabinieri e della Digos. Un braccio di ferro che sembra però non destinato a finire visto che da una parte l'agenzia di riscossione ha annunciato di «aver attivato i propri legali per valutare le opportune azioni da intraprendere », mentre gli allevatori minacciano di accogliere d'ora in avanti tutti gli esattori in questo modo, rilanciano, tramite il loro presidente Vilmare Giacomazzi, una contro querela per abuso d'ufficio e istigazione al suicidio. Verso le 9,30 di ieri Paolino Zanellato, esattore di Equitalia, ha bussato alla fattoria di Mirko Pozzan per consegnargli la super multa.
Sequestrato l'esattore delle tasse
In quel momento l'allevatore lo avrebbe invitato ad entrare chiamando a raccolta con il cellulare i suoi amici. Da lì in poi è scattato il parapiglia con l'arrivo sul posto di Eugenio Rigodanzo, allevatore e amico, che da quanto è stato ricostruito dai carabinieri avrebbe sferrato una gomitata al lunotto dell'Alfa 147 di Zanellato. E mentre la discussione si faceva sempre più accesa proprio Pozzan ha chiamato i carabinieri: «Venite qui subito, non rispediamo delle nostre azioni, questo qui rischia». E nel frattempo il dipendente di Equitalia è rimasto in «ostaggio» fino a quando non sono intervenuti i militari. I carabinieri si sono interposti così a difesa dell’impiegato. L’allevatore destinatario della maxi-multa si è calmato però solo quando dalla Equitalia gli è stato spedito un fax che attestava la titolarità del credito da riscuotere in capo alla Agea. «Siamo stanchi di questa situazione - tuona Pozzan circondato dai colleghi - sapevamo che erano in arrivo questo cartelle. La settimana scorsa ad un nostro collega è arrivata una multa da 500 mila euro. Cosa possiamo fare? Solo con l'udienza del 15 aprile 2015 in Cassazione sapremo la verità sulle quote latte nel frattempo questi provano a prendesi i nostri soldi. Non abbiamo aggredito nessuno, ma come si fa a rimanere calmi quando arrivano una multa di questo tenore? Vediamo se ci consegneranno ancora queste cartelle, siamo qui ad aspettare».
Nell'azienda Pozzan poco dopo anche il rappresentante dei «guerrieri del latte», leader storico dei Cospa, che ha parlato di un intervento illegittimo di Equitalia in vista dell'ultimo grado del processo. «Sono azioni che mirano ad espropri, Agea non ha dati certi e queste multe solo illegittime. Sono arrivate anche cartelle da 4 milioni di euro. E questa non è istigazione al suicidio per un allevatore che lotta per rimanere a galla facendo un mare di debiti? Ci sono tanti allevatori che lottano per sopravvivere e questa mazzata potrebbe essere la molla per far scattare situazioni drammatiche. Lunedì saremo in procura a Padova per presentare la nostra querela». Equitalia invece torna a condannare la violenza rivolta verso i propri dipendenti. «Questa è l’ulteriore dimostrazione di come strumentalizzazioni ed esasperazione dei toni possano scatenare azioni assurde fuori controllo e soprattutto indirizzate nei confronti di soggetti assolutamente estranei al merito della pretesa. Siamo preoccupati per l’escalation di questi episodi che mettono a repentaglio la sicurezza del personale, a cui va la massima solidarietà e l’assicurazione che l’azienda sarà sempre vicina anche in termini materiali. Ribadiamo che le responsabilità relative a multe, tributi e contributi sono da ricercare altrove e non possono ricadere sugli agenti della riscossione e sui loro dipendenti. Abbiamo dato disposizione a nostri legali di valutare le opportune azioni da intraprendere». Sulla vicenda i carabinieri hanno informato anche il pubblico ministero di turno Marco Peraro.
Tommaso Quaggio
Romina Varotto
20 maggio 2011(ultima modifica: 21 maggio 2011)
Multa di 587 mila euro «Esattore sequestrato» - Corriere del Veneto
Finalmente i padani iniziano la RIVOLTA FISCALE contro questo stato mafioso!!
Spero sia solo un inizio, se tutti gli imprenditori padani taglieggiati dallo stato mafioso si organizzassero così e facessero così, allo stato itagliano resterebbero pochi mesi di sopravvivenza!!




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