di A. Sallusti prima.pg de ilgiornale.it di oggi 21 05 2011
Il presidente del Consi*glio Silvio Berlusconi non molla.
Per tre gior*n*i i giornaloni si sono in*terrogati su che cosa avreb*be fatto in questi giorni pri*ma del ballottaggio. Si sono interrogati a modo loro, ov*viamente, e cioè cercando di convincere i loro lettori che il premier si sarebbe ti*rato indietro.
Ecco, ieri Ber*lusconi ha risposto due vol*te: in cinque interviste televi*sive ha parlato di elezioni, di Milano, della tenuta del governo e del futuro del Pae*se. Ha dimostrato di non vo*ler tirarsi per nulla indietro, anzi: è andato, cioè, all'at*tacco della sinistra e dei suoi candidati, raccontan*do agli italia*ni e s*oprattut*to agli elettori che andran*no alle urne domenica 29 e lunedì 30, che disastro sarà se città come Napoli e Milano sa*r*anno ammi*nistrate dal centrosini*stra.
Siccome della catastro*fe del Pd in Campania abbia*mo già avuto la prova negli ultimi dieci anni, si è con*c*entrato sul capoluogo lom*bardo. Parlando di Giulia*no Pisapia ha usato toni for*ti, ha definito il suo mondo «estremista».
Ha parlato da falco, con buona pace di quanti negli ultimi giorni avevano filosofeggiato sulle strategie da adottare in cam*pagna elettorale.
Ha lancia*to l'allarme sul*le frequenta*zioni del candidato comuni*sta e dei rapporti con i centri sociali, quei centri sociali che tante volte hanno mes*so a ferro e fuoco la città con il benestare dei leader della sinistra locale e nazionale.
Con le sue parole, il premier ha dato una scossa anche al centrodestra, ancora un po' intontito dal risultato del primo turno e troppo auto*critico sui toni usati in cam*pagna elettorale.
C'è da pro*vare a salvare Milano, ha fat*to capire Berlusconi, e non è tempo di centellinare le parole.
Il primo risultato, il pre*mier l'ha ottenuto subito, addirittura prima che le in*terviste andassero in onda: il Pd, e in particolare il suo segretario Bersani, hanno reagito lamentandosi dell'eccessiva esposizione me*diatica e hanno evocato gli spettri di fantomatici regi*mi.
Proprio loro che subi*to dopo* il pri*mo turno del*le ammini*s*trative han*no parlato di Berlusconi fi*nito, di avvi*so di sfratto al premier, di chiusura di un'epoca.
Be*ne, si metta*no d'accordo con loro stes*si, i signori della sinistra: o Berlusconi non fa più presa sui cittadini e quindi è inno*cuo per loro, oppure è anco**ra il leader più forte, popola*re e deciso di questo Paese e quindi resta una minaccia enorme per chi ha la pre*sunzione di poter governa*re l'Italia senza avere un' idea, un programma e uno straccio di carisma.
Guar*dando quello che ha detto il premier e soprattutto la rea*z*ione di Bersani ho la sensa*zione che a sinistra preval*ga la seconda ipotesi: han*no cantato vittoria troppo presto e adesso tornano ad avere paura.
saluti




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