Roma, 20-05-2011
Ci sarebbe un equivoco semantico dietro il polverone sul nazismo sollevato da Lars von Trier a Cannes: a sostenerlo e' lo stesso regista danese in un'intervista allo Spiegel, in cui rivela che il suo riferimento all'essere "nazi" si riferiva al termine con cui viene chiamato in Danimarca chi ha origini tedesche come lui.
"Ho un cognome ebraico molto famoso in Danimarca", ha ricordato Von Trier, assicurando di non poter essere antisemita avendo "visitato tutti i campi di sterminio", un'esperienza che lo ha portato a considerare "l'Olocausto il crimine peggiore nella storia dell'umanita'".
Il guaio in cui e' incappato sarebbe nato dal fatto di aver scoperto di avere "origini tedesche e in Danimarca i tedeschi li chiamano 'nazi', anche se la cosa e' stupida: io non sono dunque ebreo, ma un 'nazi', in altre parole un tedesco".
Quando gli viene chiesto come si spiega la durissima reazione del festival nei suoi confronti, dopo le dichiarazioni da lui fatte in conferenza stampa, Lars von Trier va giu' duro e dichiara che a Cannes "questo argomento e' evidentemente molto delicato, dal momento che i francesi nel corso della loro storia si sono comportati in modo particolarmente crudele nei riguardi degli ebrei".
Sullo slancio il regista danese ha espresso anche la propria condanna per i bombardamenti su Tripoli, pur sottolineando di non amare per nulla Gheddafi. "E' assolutamente idiota bombardare Tripoli, anche se Gheddafi non mi piace affatto. L'Onu non e' stata creata per diffondere il liberalismo americano, ma per impedire le guerre". Poi ha frenato, aggiungendo: "Adesso forse e' meglio se parliamo del mio film".
Mi sa di cazzata in extremis :sofico:




e da Giordano Bruno discese Francesco Bruno..
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iango:
