Andrea Scanzi è uno dei pochi giornalisti stimabili, scrive cose verissime.
La vittoria di Pisapia e De Magistris sarebbe un colpo strategico essenziale anche per noi del 5 Stelle, sposterebbe l'asse del Paese verso temi che a noi stanno a cuorehefico:
Ballottaggio? Proviamoci (anche tu, Grillo) | Andrea Scanzi | Il Fatto Quotidiano
Grillo finge di non capire la specificità di Milano e Napoli. Non sono città qualsiasi, per posizione strategica e per natura dei candidati giunti al ballottaggio. Giuliano Pisapia, al di là di essere un picchiatore, l’Anticristo e il responsabile di mille colpe raccolte nella meravigliosa pagina facebook di Red Ronnie (uno dei tanti Furbissimi puerilmente divinizzati dalla Sinistra Fabiofazista), è bella persona. Pulita, ponderata, lucida. E’ arrivato al ballottaggio contro il volere della nomenklatura Pd e grazie all’intuizione di Nichi Vendola e del popolo delle Primarie. E’ vero, suole chiamare Roberto Vecchioni come frontman alle feste, che è un po’ come chiedere alla Gegia in infradito di uscire nuda dalla torta durante un’orgia, ma è difetto perdonabile: provvederemo celermente a regalargli dischi di Led Zeppelin, Screaming Trees e Pearl Jam.
Battere Berlusconi nella sua città, con un candidato veramente di sinistra, sarebbe una spallata esiziale al berlusconismo e contemporaneamente una lezione definitiva al Pd. Come a ribadirgli: Il futuro è qui, non nell’inseguimento del quasi irrilevante ed equivoco Terzo Polo.
Napoli è un’occasione ancora più straordinaria. So bene che Grillo, dopo averlo appoggiato alle Europee del 2009, ha litigato con Luigi De Magistris, rinfacciandogli di avere abbandonato il Parlamento Europeo a favore di una poltrona da sindaco. Lo so bene, ma non è motivo sufficiente per abbandonare a se stesso “l’ex amico”. Oltretutto De Magistris, quando parla, ha questa arroganza meravigliosa da Ispettore Callaghan, da Gunny: da Giustiziere Incazzoso che non perdona. Tratti che lo rendono adorabilmente fastidioso – quindi simpaticissimo.
Ad Arezzo, la mia vecchia città dove ho votato per l’ultima volta, ho scelto M5S. Lo rifarei. Vedere i grillini terza forza cittadina è stato molto divertente (e bello). A Milano e Napoli, però, non avrei avuto dubbi. Men che meno al ballottaggio.
E’ un’occasione unica. C’è la possibilità di scegliere candidati stimabili, che rappresentano non solo e non tanto il polveroso mondo di Botteghe Oscure, ma la società civile. Il popolo viola, quello di Salvatore Borsellino. Quello degli indignati, dei delusi esigenti, di coloro che vorrebbero appartenere nuovamente a un progetto politico. Perché non appoggiarli?
Perdere Milano, a questo punto, sarebbe terrificante: sarà una settimana lunghissima, costellata da colpi sotto la cintura, armi segrete e mosse disperate (quindi quasi sempre empie) dei droidi berlusconiani.
Perdere Napoli farebbe meno male, ma solo perché De Magistris parte oggettivamente sfavorito.
Domenica prossima, proviamoci. Piddini, vendoliani, dipietristi. Sì, anche grillini. Diamo la spallata al berlusconismo e al cosentinismo. Senza turarsi il naso, ma con convinzione.
Regaliamo nuovi dolori ai Belpietro e agli Stracquadanio, ai La Russa e ai Gasparri, ai Capezzone e agli Amicone (chi?).
Il paese è allo stremo e il treno non passerà una seconda volta. Proviamoci.




hefico:
Rispondi Citando
