Secondo me se la giocano in entrambe le città.
Più che Sechi, sentivo Zucconi un paio di giorni fa, dire di aver letto sondaggi recenti che indicavano una sfida voto a voto a Milano


Secondo me se la giocano in entrambe le città.
Più che Sechi, sentivo Zucconi un paio di giorni fa, dire di aver letto sondaggi recenti che indicavano una sfida voto a voto a Milano
Ultima modifica di hidetoshi777; 28-05-11 alle 10:33


Anagramma di Mariastella Gelmini:
La galleria mi smentì (S. Bartezzaghi)
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Anagramma di Mariastella Gelmini:
La galleria mi smentì (S. Bartezzaghi)
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Anche se non li avesse comprati i leghisti non lo mollano. In primo luogo perché hanno sviluppato un sistema di potere localee in stile DC che senza il PdL perderebbero quasi immediatamente (perfino in Veneto, che dicono sia la loro base, hanno circa un quarto dei voti). Perso quello perderebbero un mucchio di consensi.
Inoltre sai bene che c'è un effetto recupero da destra dei delusi del PdL che se si staccassero sparirebbe. Insomma: alla lega non conviene mollare silvio, almeno finché gli garantirà quei due benefici. Benefici che Milano o no per ora può ancora dargli.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


E a Napoli per Silvio
più fischi che applausi
In piazza: Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in piazza del Plebiscito, a Napoli, con il cantante Gigi D'Alessio e con il candidato sindaco del Pdl Gianni Lettieri
Il Cavaliere duetta con D'Alessio, promette di non acquistare Hamsik e assicura: niente crisi anche se perdo ai ballottaggi
È vero, sì, va bene, ha scelto Napoli: però che delusione. E infatti avete mai visto Berlusconi rinunciare al solito «bagno di folla» tra il lungomare e piazza del Plebiscito? Oppure trattenersi dal salutare la gente con tanti ciao ciao mentre l’auto sfreccia (si fa per dire, trattandosi di Napoli...) per le vie del centro città? O addirittura - inedito tra gli inediti - entrare col folto seguito all’Hotel Vesuvio dal garage, cioè dalla porta di servizio? Sì, va bene, ha scelto Napoli: ma c’è qualcosa che non va. Come se tra la sua Milano e la Napoli che sembrava sua, Silvio Berlusconi avesse scelto il male minore. Una scelta quasi obbligata, insomma, compiuta con umore nero e tradottasi, alla fine, nel disastro dell’apparizione sul palco di piazza Plebiscito, accolto con qualche applauso, molti fischi e tanti spazi vuoti. Ha duettato con Gigi D’Alessio, ha promesso che non comprerà Hamsik, ma non ha convinto del tutto la piazza.
Del resto, la situazione è quella che è: sia sul piano politico che su quello dello stato della città. Le ultimissime rilevazioni continuano a dire di un De Magistris nei panni della lepre e Gianni Lettieri - un po’ a sorpresa - in quelli dell’inseguitore. Il clima si è notevolmente appesantito nelle ultime ore: scambi di accuse grevi intorno a voti comprati e venduti, annunci di ricorso alla magistratura, il comitato elettorale di Lettieri dato alle fiamme a Santa Lucia. E questo venerdì di fine maggio s’è anche incaricato di ricordare - a chi lo avesse dimenticato nella concitazione elettorale - che impresa sarà governare Napoli da lunedì in poi: un intero quartiere, quello di Chiaia, svegliato nella notte dal tritolo col quale il racket ha fatto saltare in aria il bar Guida, nell’elegante via dei Mille; e poi la morte in ospedale, dopo giorni di agonia, del turista americano scippato in via Marina, trascinato per terra e ridotto in fin di vita: un altro ottimo spot per la città, che ormai maledice, avvertendone la macabra ironia, il vecchio motto che recita «vedi Napoli e poi muori»...
Che la situazione sia tesa e il risultato assai incerto, se non perfino compromesso, lo si avvertiva con inedita nettezza ieri nella hall del Vesuvio, dove i maggiorenti del Pdl si sono riuniti in attesa del Cavaliere. Nessuna traccia del candidato sindaco («debole», secondo la sentenza di Berlusconi), organizzazione affidata al noto e discusso Cosentino, molta meno gente del solito e una «papi girl», Francesca Pascale, prima guardata con sospetto e poi indirizzata ai piani alti dell’albergo, dov’era stata bloccata una suite per Berlusconi. L’idea che il presidente del Consiglio limitasse il suo sostegno a Lettieri ad una comparsata e a qualche battuta durante il concerto di Gigi D’Alessio, è parsa a molti un pessimo segnale. Ma questo è stato il massimo concesso alla sua Napoli da Berlusconi: uno che - ed è questo quel che preoccupa i suoi fan, quaggiù - sa bene come, dove e quanto spendersi. Il premier ha confermato di avere allo studio un provvedimento per fermare l’abbattimento delle case abusive e ha escluso una crisi anche in caso di doppia sconfitta. Ma oltre non è andato.
Del resto non può essere considerata semplicemente una smargiassata la battuta con la quale Luigi De Magistris ha salutato l’arrivo di Berlusconi in città: «E’ venuto a sostenermi. Dirà di nuovo che i napoletani sono senza cervello se votano per me e i napoletani si vendicheranno votandogli contro». Può essere. Ma può anche essere che, alla fine, la voglia di cambiamento tout court prevalga, l’alternanza appaia la scelta migliore e Luigi De Magistris perda la sua sfida: che all'inizio - va comunque detto - sembrava più una provocazione che una cosa seria. A giudicare dal clima di ieri - che vale quel che vale, naturalmente - non pareva però questa l’aria che tira in città. E perfino i «concerti contrapposti» trasmettevano questa sensazione...
Nella grande piazza Plebiscito, folla per D’Alessio e Sal da Vinci. Però «tutta gente - si sentiva dire in giro - che a votare manco ci andrà». Sul lungomare, in un clima più festoso, bandiere e giovani per Arbore, Teresa de Sio e i 99 Posse. La sfida dei concerti, insomma, l’ha vinta il centrosinistra. Magari è un segnale. Anche se i più anziani tra i sostenitori di De Magistris, incrociando le dita, ricordavano il vecchio detto «piazze piene, urne vuote». Fosse ancora davvero così, si potrebbe serenamente dire che la corsa dell’ex pm è finita ieri sera, mentre il sole calava sul lungomare...
LASTAMPA.it: E a Napoli per Silvio più fischi che applausi


a Napoli Euromedia che è il sondaggista più vicino a B. De Magistris 58 contro Lettieri 42
Gli unici che possono spostare i voti con la compravendita sono i camorristi, ma sono troppi perché a differenza di Milano non c'è una diminuzione dei votanti al ballottaggio ma addirittura un aumento.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Scusa ma dove sono usciti sti sondaggi?
"Voi non avete fermato il vento gli fate solo perdere tempo"
www.forumviola.it


Tutte le corse clandestine() danno Pisapia certo e Demagistris avanti.
Studi e Proiezioni Elettorali: Nuove corse clandestine: si conferma il predominio Ferrari/Toro Rosso a Milano, Napoli e Cagliari
http://www.notapolitica.it/
Il fatto poi che il corruttore amico dei mafiosi sta togliendo valore nazionale al voto dopo averlo caricato come non mai è segno infallibile che DM e Pisapia partono favoriti..
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Ultima modifica di stefaboy; 28-05-11 alle 11:05
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)