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  1. #31
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Rexal Visualizza Messaggio
    Uellà, attenzione. Non ricoprivo il ruolo del manager in cerca di profitto, tutt'altro. Mediavo solo tra due comunità, ma è il riflesso di ciò che può accadere tra realtà ben più forti. Voleva essere solo un esempio limite di ciò che potrebbe accadere laddove si dia tutto per scontato. Solo che preferivo usare i soldi del budget in opere per cui non avevo bisogno di consulenti piuttosto che in vitalizi per i capi della comunità in vantaggio. Lì l'acqua c'era, ma dove non c'è che fai? Li fai morire fino a che non decidono di emigrare?
    Sono cazzi di chi ha poca acqua. Gheddafi ha fatto un acquedotto gigantesco per prendere un fiume d'acqua dal deserto, e lo abbiamo fatto noi.

    Tutte queste discussioni sull'acqua non sono per portarla agli assetati, di cui a nessuno frega niente.
    Sono finalizzate a metterti la carta prepagata al rubinetto, a te, non ai pakistani o ai senegalesi. Tu hai un conto in banca o un reddito da spolpare, non loro.

    Ma voi ancora credete alle balle dell'efficienza, della mano invisibile, delle leggi del mercato...
    Ma quanto ce lo devono aprire il didietro prima di ribellarci?

  2. #32
    Ex Donald ed ex Max50
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Mi sembra che si stia facendo una tremenda confusione fra proprietà delle fonti idriche e gestione dell'acqua stessa.
    La proprietà delle risorse idriche è e resta pubblica , dato che fiumi , laghi , sottosuolo sono di proprietà dello stato o comunque di enti pubblici.
    Diversa è la gestione , vale a dire la possibilità anche per un privato di organizzare la captazione dell'acqua e la sua distribuzione.
    Mi sembra che molti qui contestino tale possibilità , attribuendo alla cosa intenti speculativi e monopolistici.
    Vorrei ricordare che l'acqua , al pari di altri beni essenziali , è soggetta alle discipline della commissione antitrust , quindi non sono possibili fenomeni di eccessiva speculazione o addirittura accaparramento.
    Si hanno , a livello internazionale , esempi di grandi società che hanno alle spalle una grandissima esperienza di efficienza nella distribuzione a costi contenuti , con un profitto per la società stessa (vedi ad esempio , per fare nomi , Veolia , Lyonnaise des eaux ecc.).
    Per contro , nel nostro paese , si hanno esempi numerosi di aziende pubbliche che danno un servizio di distribuzione approssimativo e a costi altissimi.
    Serenamente , da cittadino , io preferisco una gestione di una società privata , alla quale posso chiedere il rispetto di certe condizioni , pena la revoca della concessione.
    Per contro , se il bene è gestito da un ente pubblico , io cittadino nulla posso fare , dato chwe non ho mezzi coercitivi , se non la sterile lamentela per il disservizio e il costo (vedi ad esempio , il caso della Sicilia , dove la distribuzione idrica è saldamente in mano ad un ente pubblico pletorico di personale , ma dove l'acqua in molti posti arriva qualche ora al giorno , e costa tantissimo).
    Sono questioni più che altro di buon senso , e bisogna evitare di nascondersi dietro facili schemi ideologici.
    PS : esistono comunque anche esempi di società pubbliche che gestiscono bene il servizio : l'importante , ripeto è non barricarsi dietro il dogma della gestione pubblica dell'acqua a prescindere , che non lascia alternative ed è solo foriero di lottizzazioni partitocratiche e sindacatocratiche dei suoi consigli di amministrazione.
    Chissà perchè ci si dimentica sempre che nei servizi si deve mettere al centro il cittadino e le sue esigenze.

  3. #33
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Sono cazzi di chi ha poca acqua. Gheddafi ha fatto un acquedotto gigantesco per prendere un fiume d'acqua dal deserto, e lo abbiamo fatto noi.

    Tutte queste discussioni sull'acqua non sono per portarla agli assetati, di cui a nessuno frega niente.
    Sono finalizzate a metterti la carta prepagata al rubinetto, a te, non ai pakistani o ai senegalesi. Tu hai un conto in banca o un reddito da spolpare, non loro.

    Ma voi ancora credete alle balle dell'efficienza, della mano invisibile, delle leggi del mercato...
    Ma quanto ce lo devono aprire il didietro prima di ribellarci?
    Per precisare , il famoso acquedotto di gheddaffi lo hanno costruito imprese Coreane.

  4. #34
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Mi sembra che si stia facendo una tremenda confusione fra proprietà delle fonti idriche e gestione dell'acqua stessa.
    La proprietà delle risorse idriche è e resta pubblica , dato che fiumi , laghi , sottosuolo sono di proprietà dello stato o comunque di enti pubblici.
    Diversa è la gestione , vale a dire la possibilità anche per un privato di organizzare la captazione dell'acqua e la sua distribuzione.
    Mi sembra che molti qui contestino tale possibilità , attribuendo alla cosa intenti speculativi e monopolistici.
    Vorrei ricordare che l'acqua , al pari di altri beni essenziali , è soggetta alle discipline della commissione antitrust , quindi non sono possibili fenomeni di eccessiva speculazione o addirittura accaparramento.
    Si hanno , a livello internazionale , esempi di grandi società che hanno alle spalle una grandissima esperienza di efficienza nella distribuzione a costi contenuti , con un profitto per la società stessa (vedi ad esempio , per fare nomi , Veolia , Lyonnaise des eaux ecc.).
    Per contro , nel nostro paese , si hanno esempi numerosi di aziende pubbliche che danno un servizio di distribuzione approssimativo e a costi altissimi.
    Serenamente , da cittadino , io preferisco una gestione di una società privata , alla quale posso chiedere il rispetto di certe condizioni , pena la revoca della concessione.
    Per contro , se il bene è gestito da un ente pubblico , io cittadino nulla posso fare , dato chwe non ho mezzi coercitivi , se non la sterile lamentela per il disservizio e il costo (vedi ad esempio , il caso della Sicilia , dove la distribuzione idrica è saldamente in mano ad un ente pubblico pletorico di personale , ma dove l'acqua in molti posti arriva qualche ora al giorno , e costa tantissimo).
    Sono questioni più che altro di buon senso , e bisogna evitare di nascondersi dietro facili schemi ideologici.
    PS : esistono comunque anche esempi di società pubbliche che gestiscono bene il servizio : l'importante , ripeto è non barricarsi dietro il dogma della gestione pubblica dell'acqua a prescindere , che non lascia alternative ed è solo foriero di lottizzazioni partitocratiche e sindacatocratiche dei suoi consigli di amministrazione.
    Chissà perchè ci si dimentica sempre che nei servizi si deve mettere al centro il cittadino e le sue esigenze.
    La Legge Galli prevede consorzi pubblico-privato dove è il privato a fare il prezzo. Non mi sta bene.

    Il privato, se può fare i prezzo, specula, agisce in funzione degli interessi degli azionisti e dei manager e in danno degli utenti.
    Basta riferirsi al disastro californiano delle aziende elettriche private.

    Non nego che fra i soggetti pubblici ci siano esempi di eccellenza e di vera infamia, ma non è affidandoci alla "mano invisibile" che si risolvono i problemi della gestione delle risorse idriche, è da matti.

    Io direi:
    - proprietà dell'acqua e degli acquedotti sia "sempre" pubblica (e quindi i costi di captazione e manutenzione)
    - gestione del servizio sia pubblica che privata, secondo la convenienza, con regolari gare d'appalto e contratti massimo quadriennali.
    - capitolati d'oneri e capitolati tecnici definiti e approvati da un organismo super partes a livello nazionale (perchè è proprio sui capitolati d'oneri e tecnici che si fanno gli impicci, si favorisce di fatto questo e quello, si creano i presupposti per l'inefficienza, il clientelismo e le mazzette)
    - finirla con le gare "al massimo ribasso", che favoriscono solo i furfanti.

  5. #35
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Sono cazzi di chi ha poca acqua. Gheddafi ha fatto un acquedotto gigantesco per prendere un fiume d'acqua dal deserto, e lo abbiamo fatto noi.

    Tutte queste discussioni sull'acqua non sono per portarla agli assetati, di cui a nessuno frega niente.
    Sono finalizzate a metterti la carta prepagata al rubinetto, a te, non ai pakistani o ai senegalesi. Tu hai un conto in banca o un reddito da spolpare, non loro.

    Ma voi ancora credete alle balle dell'efficienza, della mano invisibile, delle leggi del mercato...
    Ma quanto ce lo devono aprire il didietro prima di ribellarci?
    Guarda che nel caso dell'acqua sono d'accordo con te, eh.
    "Bad karma"

  6. #36
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Mi sembra che si stia facendo una tremenda confusione fra proprietà delle fonti idriche e gestione dell'acqua stessa.
    La proprietà delle risorse idriche è e resta pubblica , dato che fiumi , laghi , sottosuolo sono di proprietà dello stato o comunque di enti pubblici.
    Diversa è la gestione , vale a dire la possibilità anche per un privato di organizzare la captazione dell'acqua e la sua distribuzione.
    Mi sembra che molti qui contestino tale possibilità , attribuendo alla cosa intenti speculativi e monopolistici.
    Vorrei ricordare che l'acqua , al pari di altri beni essenziali , è soggetta alle discipline della commissione antitrust , quindi non sono possibili fenomeni di eccessiva speculazione o addirittura accaparramento.
    Si hanno , a livello internazionale , esempi di grandi società che hanno alle spalle una grandissima esperienza di efficienza nella distribuzione a costi contenuti , con un profitto per la società stessa (vedi ad esempio , per fare nomi , Veolia , Lyonnaise des eaux ecc.).
    Per contro , nel nostro paese , si hanno esempi numerosi di aziende pubbliche che danno un servizio di distribuzione approssimativo e a costi altissimi.
    Serenamente , da cittadino , io preferisco una gestione di una società privata , alla quale posso chiedere il rispetto di certe condizioni , pena la revoca della concessione.
    Per contro , se il bene è gestito da un ente pubblico , io cittadino nulla posso fare , dato chwe non ho mezzi coercitivi , se non la sterile lamentela per il disservizio e il costo (vedi ad esempio , il caso della Sicilia , dove la distribuzione idrica è saldamente in mano ad un ente pubblico pletorico di personale , ma dove l'acqua in molti posti arriva qualche ora al giorno , e costa tantissimo).
    Sono questioni più che altro di buon senso , e bisogna evitare di nascondersi dietro facili schemi ideologici.
    PS : esistono comunque anche esempi di società pubbliche che gestiscono bene il servizio : l'importante , ripeto è non barricarsi dietro il dogma della gestione pubblica dell'acqua a prescindere , che non lascia alternative ed è solo foriero di lottizzazioni partitocratiche e sindacatocratiche dei suoi consigli di amministrazione.
    Chissà perchè ci si dimentica sempre che nei servizi si deve mettere al centro il cittadino e le sue esigenze.
    Intrallazzo fra pubblico e privato è cosa comunisssima.
    Anzi, direi la norma.
    Si privatizza finchè c'è margine.
    Si riaffida alla mano pubblica ,quando occorre rifinanziare.
    Quindi non c'è prevalenza del modello, in nessun senso.
    Qui, però, si tratta di acqua: il riflesso è immediato e la risposta è no.
    Giù le zampe. E magari fossero zampe.
    Bisognerà / bisognerebbe / bisogna - uscire da questo gorgo osceno che postula l'interesse privato più degno di tutela.
    Tanto quanto - se è rispettoso delle condizioni dell'affido.
    Certo è lecito chiedersi perchè l'andamento dell'opinione pubblica , sia in merito, altalenante?
    Concedo che la corruzione pubblica sia più abbondante.
    E quella privata più intensiva.
    Sono questioni più che altro di buon senso , e bisogna evitare di nascondersi dietro facili schemi ideologici.
    Gli schemi non sono facili o difficili.
    Il buon senso suggerisce spesso soluzioni insensate.
    Il buon senso di chi?
    Il mio buon senso suggerisce che il tuo sia pessimo: chissà perchè?

  7. #37
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    L´acqua e´ un bene come tutti gli altri cioe´ bisogna lavorare per ottenerlo
    I diritti sono cosa diversa

    Citazione Originariamente Scritto da AldoVincent Visualizza Messaggio
    L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Dopo l’immondo meeting dell’acqua di Istambul dove nel comunicato finale si definiva l’acqua una necessità e non un diritto, e dopo che persino il nostro Tremonti ha fatto passare una legge che stabilisce che l’acqua è una merce, ci è preso a tutti un momento di stanca, come ai piddini dopo le elezioni. Eppure noi non siamo stati battuti! Ricordo a tutti CHE NOI SIAMO COME L’ACQUA che cede ma mai recede. Perché il fuoco si può spegnere ma l’acqua non si può fermare.
    E noi non ci fermiamo.

    Ricordo ai pochi che non lo sappiano che questo famoso Consiglio Mondiale dell’Acqua che si è svolto ad Istambul, si riunisce ogni tre anni sotto l’egida della Banca Mondiale (bella roba!) ed è legato ai privati detentori e proprietari dei rubinetti mondiali dell’acqua. Hanno ragione loro, tutte multinazionali con sede in Svizzera, a dichiarare che l’acqua è una merce e non un diritto fondamentale dell’Uomo, ma abbiamo ragione pure noi ad opporci a questa ingiustizia.

    Per farla breve:
    A Roma, il 27 Giugno 2009
    Assemblea Nazionale dei Comitati Territoriali del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. Un’assemblea nazionale per definire i prossimi passi del movimento per l’acqua Un’assemblea nazionale per farlo tutte/i assieme.
    Maggiori informazioni qui:
    Forum italiano dei movimenti per l'acqua

    Se siete su Facebook aderite ai gruppi in difesa del diritto all’acqua.

    MAMMA !
    mamma.am/

  8. #38
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da dusseldorf Visualizza Messaggio
    e chi se ne fotte delle zone dove non c'è l'acqua , che muoiano , in Europa l'acqua non manca davvero e non voglio che diventi uno strumento di potere magari di qualche multinazionale con sede in Svizzera e proprietari in Israele!!!!!
    Concordo:giagia:
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  9. #39
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    L´acqua e´ un bene come tutti gli altri cioe´ bisogna lavorare per ottenerlo
    I diritti sono cosa diversa
    Non v'è peggior schiavo di chi non vede le sue catene...
    Possibile che una sgualdrinella come Paris Hilton, solo perchè figlia di un ricco e corrotto oligarcha finanziario possa spendere e spandere, addirittura comprar case per i suoi cani e spendere 20.000 dollari in alcolici con quel fighetto impomatato di Cristiano Ronaldo, e noi comuni mortali fra un po' dovremmo farci guerra per ottenere l'acqua...mi sembra di essere tornato ai tempi dei servi della gleba e dei signori feudali ( vabbè, allora c'era anche un po' più di moralità)
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  10. #40
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    Predefinito Riferimento: L’Acqua è un diritto e non una merce!

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Non v'è peggior schiavo di chi non vede le sue catene...
    Possibile che una sgualdrinella come Paris Hilton, solo perchè figlia di un ricco e corrotto oligarcha finanziario possa spendere e spandere, addirittura comprar case per i suoi cani e spendere 20.000 dollari in alcolici con quel fighetto impomatato di Cristiano Ronaldo, e noi comuni mortali fra un po' dovremmo farci guerra per ottenere l'acqua...mi sembra di essere tornato ai tempi dei servi della gleba e dei signori feudali ( vabbè, allora c'era anche un po' più di moralità)
    Non è che sembra...siamo proprio servi della gleba solo che ci piace non vederlo o ammetterlo.

 

 
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