Per un caso del destino al governo dello stato italiano si son trovati tre personaggi che hanno ciascuno un proprio grande ideale.
Vi è Berlusconi, che ha l'ardente desiderio di diventare il Presidente della repubblica italiana, dopo l'attuale che secondo qualcuno è l'ultimo dei Savoia al potere.
L''altro ramo dei Savoia si è dato alla professione del guitto.
Vi è Bossi che crede nel suo ideale Palladiano ricavato dalla sua terra, sede periferica del Frankismo ( Toeplitz) e di sette, e desidera essere considerato nei libri della Storia come l'unico vero difensore di roma come sede della culture delle retrologge.
Sede occupata grazie alla unificazione della penisola italica con la grande colonia europea della Padania.
Poi vi è Tremonti, che nel suo intimo si sente un Premio Nobel, per come ha enunciato la teoria sulla strategia di salvare le monete che dovrebbero morire causa l'economia, non essendovi più le guerre militari che servivano empiricamente a equilibrare molti poteri economici.
Tremonti ha enunciato la grande teoria che lo Stato non è in antitesi ai cittadini, ma sono una cosa unica.
Ossia i debiti dello stato devono far media con i debiti dei cittadini in rapporto all'economia produttiva della società.
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Da questa teoria toccherà poi ai “”politici di mestiere”” passare all'atto pratico.
Se i debiti fanno media si possono intersecare, e pertanto nel fare la media per stabilizzare il debito pubblico, questo deve essere spalmato sui cittadini, (operazione che per paura di contraccolpi non si è ancora mai applicato in modo sistematico) : LA PATRIMONIALE.




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,in nome di quale dio ci sarebbe poi da chiederselo :sofico: .
