Venti carri allegorici a tema con musica, drag queens e go go boys, circa 200.000 partecipanti attesi dagli organizzatori, accomunati dallo slogan: «Liberi tutti, libere tutte». Si presenterà così la parata del Gay Pride che sabato 13 giugno superate le polemiche sul percorso, torna nella Capitale. L'appuntamento è fissato alle 15.30 a piazza della Repubblica da cui un'ora dopo il corteo partirà per arrivare a piazza Navona passando per piazza Venezia. Il carro del Comitato RomaPride 2009 sarà completamente fasciato con il logo della manifestazione e lo slogan «Liberi tutti, Libere tutte», oltre al riferimento all'EuroPride che si terrà a Roma nel giugno 2011, organizzato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

STONEWALL - Sul carro del Comitato il richiamo a Stonewall, nel quarantennale della rivolta newyorchese che la comunità lgbtq riconosce come il momento di nascita del movimento lesbico, gay, bisessuale, transessuale-transgender e queer. A ricordo di quel momento l'animazione in perfetto stile anni Sessanta-Settanta che condurrà il corteo per le strade del centro di Roma. Il carro Mario Mieli-Muccassassina sarà ispirato al tema «Papi Gay» per ricordare che - hanno ribadito gli organizzatori - «la volgarità è quella dell'attuale politica, non di gay, lesbiche e transessuali che sfilano in piazza per i diritti». Per il presidente del Circolo Mario Mieli Rossana Praitano, è importante che «dopo le innumerevoli peripezie tecniche e burocratiche il RomaPride ha finalmente ottenuto un percorso degno della manifestazione. Il Mario Mieli, in nome e per conto del Comitato RomaPride 2009, che raccoglie oltre trenta sigle di associazioni lgbtq, ha saputo tener testa ai dinieghi della Questura, che voleva per noi un percorso brevissimo, risibile ed inaccettabile». Lungo il percorso, che si snoderà per piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, piazza Madonna di Loreto, piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, Largo Argentina, Corso Vittorio Emanuele, «il Comune» spiegano gli organizzatori «ha assicurato alla manifestazione bagni, acqua ed un servizio di ambulanze».

LUCCHETTI - «Dopo l'episodio denunciato dai ragazzi americani abbiamo deciso di dedicare il carro del Gay Pride di domani, sabato 13 giugno, a tutte le coppie di lesbiche e gay, che continuamente devono subire discriminazioni o violenze per il solo fatto di volersi amare. Questo clima invivibile deve cambiare, 'Roma deve tornare città aperta a tutti». Lo dichiara in una nota Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. «Invitiamo, per questo, tutti ad attaccare, sia durante il Pride, che in serata alla Gay Street, un lucchetto in un apposito spazio che verrà allestito, per simboleggiare, come nel celebre film, che l'amore, anche gay, è eterno. Abbiamo rilevato grazie alle segnalazioni ricevute» dichiara Daniele Stoppello legale di Arcigay Roma «che nella zona dove sono accaduti i fatti (via del Biscione) vi sono delle telecamere di videosorveglianza pubblica, invitiamo pertanto l'Amministrazione comunale e/o le autoritá competenti a rendere disponibili i filmati al più presto al fine di poter rilevare eventuali indizi per riconoscere gli aggressori.» «I ragazzi aggrediti - continua Marrazzo - in queste ore contatteranno l'ambasciata americana per chiedere formale intervento e supporto nella ricerca degli aggressori». I ragazzi, che per motivi di sicurezza hanno scelto di non essere al Pride, hanno consegnato una lettera a Fabrizio Marrazzo, chiedendogli di leggerla per loro ai manifestanti.

L'ADESIONE DEL XI MUNICIPIO - «IL 13 giugno finalmente a Roma si svolgerà il Gay Pride, manifestazione che quest'anno, come non mai, ha avuto un percorso che è poco definire travagliato: due mesi di trattative, 12 incontri, tre divieti ufficiali ed un ricorso al Tar». È quanto si legge in una nota diramata dall'assessore municipale Carla Di Veroli. «Sentiamo» afferma la giunta del municipio Roma XI «l'obbligo di essere presenti a questa manifestazione e di dare la nostra adesione ufficiale perché crediamo fermamente che in una società che ambisce a definirsi civile si debbano difendere e promuovere il diritto di tutte e di tutti a vivere liberamente le proprie scelte sessuali. È importante inoltre che in questa città si ribadisca la libertà di manifestare nel rispetto degli articoli 17 e 21 della nostra Costituzione soprattutto in un momento come questo, in cui si moltiplicano gli episodi di violenza e di intolleranza come quello accaduto la notte tra il 6 e il 7 giugno a Campo de' Fiori ai danni di una coppia gay. Invitiamo i cittadini e le cittadine del municipio Roma XI e della città tutta a partecipare al Gay Pride perché siamo convinti che sia il modo migliore per ribadire la nostra solidarietà per gli episodi di omofobia accaduti e per sostenere le battaglie per la difesa ed il raggiungimento di pari diritti civili delle persone gay, lesbiche e transgender». La ascelta di aderire è molto apprezzata dall'Arcigay. «È la prima volta che una intera giunta di un municipio aderisce al Gay Pride: è un segnale positivo per tutti i cittadini di Roma», dichiara Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma.


Venti carri per il Gay Pride romano - Corriere Roma