SPRECHI D'ITALIA; ROMA CITTÀ BUIA, PUGLIA PERDE ACQUA
Data: Monday, 26 January @ 21:43:13 CET
Argomento: Contatto con il territorio
(ANSA) - ROMA, 26 GEN - In media l'Italia spreca il 30,1% delle sue risorse idriche tra falle nei tubi e prelievi abusivi con un picco in Puglia dove l'acquedotto pugliese non fattura oltre la metà dei volumi: È quanto emerge da una ricerca svolta dall'Ufficio studi di Mediobanca per conto della Fondazione Civicum su costi, qualità ed efficienza delle principali controllate comunali secondo la quale in cinque anni (tra il 2003 e il 2007) sarebbero stati persi 2,1 miliardi di euro solo sugli sprechi delle risorse idriche.
La ricerca che sarà presentata mercoledì a Milano evidenzia Roma come la città più buia con solo 59 punti luce per 1.000 abitanti (poco più della metà di Milano e Torino illuminate da 100 punti luce per 1.000 abitanti e un terzo rispetto a Bergamo e Brescia) e una media di 9,5 giorni necessari per cambiare una lampada spenta (1-2 giorni nelle altre città). A Roma risulta poco efficiente anche la rete elettrica con 49,1 minuti persi per utente nel 2007 (Acea in miglioramento rispetto al 2001 ma ancora lontana dai 27,9 minuti persi per utente dall'Aem Milano e soprattutto dagli 8,7 dell'Asm di Brescia). L'Acea ha pagato dal 2002 al 2007 penalità all'Autorità per 17,5 milioni di euro, superiori alla somma di tutti gli incentivi incassati dagli altri operatori (15 milioni). Le aziende esaminate nel quinquennio sono state 39, tre delle quali non hanno risposto al questionario (Acea di Roma, Save e Acquedotto pugliese). Per Acea e Save (Aeroporto di Venezia) si tratta di società quotate ed è stato possibile recuperare parte delle informazioni. Civicum sottolinea come soprattutto quello dell'acqua sia un settore nel quale ci sono sprechi impressionanti. Solo per il 2007 sarebbero andati persi per falle nei tubi e prelievi abusivi 800 milioni di metri cubi. Se si considera una media di 0,50 euro al metro cubo si tratta di 2,1 miliardi in cinque anni. Chi spreca di più come l'acquedotto pugliese (50,3%, dato 2006) ha le tariffe più alte (0,86 euro nel 2006 scesa a 0,60 nel 2007). L'Acea di Roma è seconda classificata come spreco di acqua con il 35,4% di risorse non fatturate mentre la MM di Milano perde appena il 10,3% di acqua. Acquedotto pugliese ha anche la perdita maggiore per abitante (183 litri al giorno) seguito dalla rete veneziana (179) che scavalca la rete romana dell'Acea (133 litri persi al giorno per abitante). Lo spreco di acqua si traduce in mancati introiti soprattutto per l'Acquedotto pugliese (930 milioni in meno in cinque anni, a tariffe 2007) e per l'Acea (362 milioni) mentre la MM di Milano ha perso nel periodo solo 10 milioni. (ANSA). TL 26-GEN-09
***SANTORI al Comune, Rialzati ROMA ! - SPRECHI D'ITALIA; ROMA CITTÀ BUIA, PUGLIA PERDE ACQUA
Acqua buttata via. Per due miliardi e mezzo di euro - S.Rizzo - Corriere della Sera - 13-10-09
Il record Le perdite dell'Acquedotto pugliese, la struttura idrica pi grande d'Europa, sono pari al
50,3% dell'acqua immessa in rete
ROMA Due miliardi e 464 milioni di euro. Ovvero, una somma pari a quella necessaria ogni anno per
compensare l'abolizione dell'Imposta comunale sugli immobili decretata dal governo di Silvio Berlusconi.
Per recuperarla sarebbe sufficiente chiudere bene i rubinetti, tappare i buchi delle condutture, staccare le
sanguisughe e far pagare gli evasori. Perché due miliardi e 464 milioni di euro è esattamente il valore
dell'acqua potabile che in dodici mesi si perde nel nostro Paese.
Per colpa delle infrastrutture fatiscenti buttiamo via il 30,1% delle risorse idriche. C'è da dire che non si
scherza nemmeno altrove: in Francia, per esempio, le perdite sono il 26%, mentre in Gran Bretagna e
Spagna viene disperso il 22% circa dell'acqua immessa nella rete, contro il 6,8% appena della Germania.
I livelli italiani, tuttavia, sono davvero inarrivabili.
Ogni anno si immettono nella nostra rete circa 7,8 miliardi di metri cubi di acqua ma ne arrivano a
destinazione poco pi di 5,4 milioni. Il resto «evapora» per colpa delle perdite fisiche ma anche dei prelievi
abusivi. Seguendo purtroppo sempre lo stesso copione, anche in questo settore i servizi funzionano
meglio al Nord che al Sud. Basti pensare che nelle regioni meridionali le perdite superano il 37,4%, a
fronte del 23,4% nel Nord Ovest e del 26,7% nel Nord Est. Addirittura clamoroso il caso della Puglia,
dove il 46,3% dell'acqua non arriva ai rubinetti. Si tratta di gran lunga del dato pi eclatante: peggiore di
quello della Sardegna (43,2% di perdite), dell'Abruzzo (40,9%) e della Campania (36,8%).
Citando dati della Fondazione Civicum il dossier della Confartigianato sottolinea come il problema pi
annoso sia quello che riguarda l'Acquedotto pugilese, la struttura idrica pi grande d'Europa. Nel 2006 le
perdite dell'Acquedotto pugliese sarebbero state pari al 50,3% dell'acqua immessa nella rete. Ragion per
cui questa azienda figura netta- mente in testa a una classifica che vede al secondo posto la romana
Acea, la quale nel 2007 avrebbe registrato perdite per ben il 35,4% del totale. In fondo alla lista si trova
la Mm di Milano, con il 10,3% appena.
L'Acea è tuttavia l'azienda con il pi elevato fatturato per dipendente, guidando in questo caso una
graduatoria che pone all'ultimo posto la napoletana Arin. Ogni lavoratore della divisione idrica della
municipalizzata romana produce un fatturato di 256.800 euro, il 20,5% pi della media nazionale, contro i
159.800 euro dell'azienda napoletana. L'Acea è anche una di quelle che praticano per l'acqua le tariffe
inferiori. Pi basse, secondo i dati del 2007, anche rispetto all'Arin: 99 centesimi al metro cubo per la
società napoletana contro 8i centesimi per quella romana. Al contrario, il costo pi caro del servizio è
quello dell'Acquedotto pugliese. Commenta il dossier della Confartigianato: «L'azienda con le maggiori
perdite di rete e una pi bassa produttività del lavoro offre tariffe per il ciclo integrato (acqua potabile,
fognatura e depurazione) del 77,8% pi elevate rispetto ad Acea, azienda nella quale si riscontra la
produttività del lavoro pi elevata. Mm Milano è l'azienda che mostra la minore perdita d'acqua in rete e
nel contempo offre la tariffa del ciclo integrato pi bassa».
Al Sud, infine, si riscontra il record dell'evasione. Almeno è quello che si desume dai ricavi per abitante,
appena superiori a 8o euro l'anno nelle regioni meridionali, a fronte di 93,1 euro al Nord e 126 euro al
Centro.
http://www.studiliberali.it/uploads/...0MILIARDI..pdf
L’acquedotto pugliese perde acqua e……… soldi
E’ forse illusorio pensare un giorno di avere notizie confortanti e rassicuranti di provenienza Acquedotto Pugliese.
Nel settore, quasi sempre si parla di difficoltà nell’approvvigionamento idrico (solitamente legate alla scarsa disponibilità di invasi) e meno di aspetti di carattere finanziario, che per lo più finiscono “ammantati“ nei pastoni delle relazioni di bilancio.
Ora sono anche quest’ultimi a farsi largo, a dimostrazione che non si riesce a dar pace ad una grande azienda che meriterebbe di prendere il largo in acque tranquille per il bene dei pugliesi.
E’ di questi giorni la notizia (fonte Corriere Economia) secondo cui l’Acquedotto Pugliese rischia di perdere 4-500 milioni di euro di finanziamenti europei per l’ammodernamento della rete, a causa di ritardi burocratici e veti locali.
E’stato lo stesso amministratore unico, Ivo Monteforte, a farci sapere che non è stato possibile mettere in esecuzione le opere per colpa della “ burocrazia rivelatasi molto vischiosa e dai veti incrociati che bloccano qualsiasi possibilità di andare avanti “.
Tra quelle indispensabili e ferme c’è il dissalatore di Manduria che potrebbe dissetare una buona parte del Salento. L’iter è bloccato da una lunga disputa con la Amministrazione comunale del luogo e da alcune associazioni ambientalistiche.
Morale : perdurando questo stato di cose, il finanziamento potrebbe essere stornato a beneficio di Bruxelles, con evidenti danni per l’ente stesso, del territorio e della popolazione.
E’ la solita storia dei danni che ci facciamo con le nostre mani, salvo poi a mobilitarci tutti (a chiacchiere) quando giungono le crisi legate alla mancanza di acqua.
C’è da chiedersi: c’è qualcuno chiamato a dar conto di tali inadempienze burocratiche o di veti incrociati, come li chiama il massimo responsabile dell’A.P.?
Ci sarà pure un responsabile o responsabili di tale situazione paradossale, come tante altre simili, quasi fotocopia che sono disseminate lungo l’arduo e lungo percorso della nostra burocrazia?
C’è da chiedersi quando ci sarà una sorta di pacificazione di gestione per un ente – lo A.P. – che pure ha grosse potenzialità in larga misura inespresse (chi scrive ha conosciuto managers di assoluto valore messi elegantemente nel cantuccio dell’inoperosità di fatto !).
C’è da chiedersi se tutto questo non dipenda dalle incursioni della politica, che ne condiziona l’attività in modo esageratamente invadente e dannoso, come abbiamo visto prima. C’è da chiedersi se non è il caso di privatizzarlo per consentirgli di esprimersi liberamente, in maniera agile sul mercato dell’acqua, senza quei laccioli della sudditanza che sinora, tra l’altro, ha fatto terra bruciata attorno a tanti validi amministratori , alcuni dei quali hanno gettato la spugna per incompatibilità proprio con la classe dirigente politica di tutti i colori.
Antonio Di Muro
data pubblicazione: 29/04/2008 –
Lucerabynight.it L’acquedotto pugliese perde acqua e……… soldi
Lo sa niki vendola - l'omosessuale che auspica libero sesso dei bambini, fra loro e con gli adulti - che nella regione da lui gestita l'acquedotto perde la metà dell'acqua che trasporta?
Anziché venire a nord della Linea Gotica a favorire l'invasione meridionale, islamica e gitana, farebbe bene a risolvere i problemi della sua soleggiata terra.
PS. Lo sa il gay vendola come i musulmani trattano i gay e i pedofili?




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ostridicolo:
