Nella concezione del popolo russo lo zar è l'incarnazione dello Stato [...] Egli non è il capo dell'esercito, né l'eletto del popolo, non il capo dello Stato o il rappresentante dell'amministrazione, e nemmeno il sentimentale Landesvater o bon père du peuple [...] Lo zar è lo Stato stesso - ideale, benevolo - e allo stesso tempo, la sua severa espressione. Egli è superiore a tutto, posto oltre tutti i dubbi e le dispute, e per questa ragione, inviolabile. Per questa ragione, inoltre, è imparziale nei confronti di tutti: tutti sono uguali davanti a lui anche se sono diversi tra loro. Lo zar deve essere senza peccato. Se le cose vanno male per il popolo, in errore sono i suoi amministratori, non lui. Se gli ordini dello zar sono duri per il popolo, questo significa che è stato sviato. Egli non può volere niente di male per il popolo [...] Nei tempi più duri e difficili, quando si dovette riprendere la vita politica quasi da capo, il popolo russo, prima di tutto, restaurò l'autorità zarista.
K.K. KavelinPensieri e annotazioni sulla storia russa (1866)




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