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  1. #1
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    Non politici ma statisti
    DI MARIO SECHI

    La questione fiscale è il vero nocciolo del problema italiano. Il nostro Paese non cresce. E ieri a Santa Margherita la plastica immagine dei nostri dilemmi è venuta fuori alla grande: la Marcegaglia chiede meno tasse, Tremonti dice che non si può fare, Berlusconi sta in mezzo al guado mentre sale l’alta marea.


    La gente va a votare con il portafoglio in mano. E la questione fiscale è il vero nocciolo del problema italiano. Il nostro Paese non cresce. Al di là della tostissima battaglia ad personam che The Economist conduce contro il Cav, nel report dell’ultimo numero del settimanale britannico i numeri del nostro anemico Pil parlano chiaro, la bassa partecipazione delle donne al lavoro è un problemone, il costo del lavoro un affare irrisolto, la voracità del fisco è sempre quella - giusto per usare uno slogan coniato da Giulio Tremonti contro l’allora ministro Vincenzo Visco - del Conte Dracula all'Avis. Ieri a Santa Margherita la plastica immagine dei nostri dilemmi è venuta fuori alla grande: la Marcegaglia chiede meno tasse, Tremonti dice che non si può fare, Berlusconi sta in mezzo al guado mentre sale l’alta marea. Tutti sono dominati dalla paura: Confindustria dalla perdita di rappresentanza dell’associazione in un mondo che s’è allargato per tutti e ristretto per noi; il ministro dell'Economia teme il giudizio dell’Europa e delle agenzie di rating; il presidente del Consiglio teme di perdere le elezioni del 2013, ammesso che in queste condizioni ci arrivi. Presi in questa tenaglia di timori e visioni di cortissimo respiro, tutti dimenticano che l’Italia resta agli ultimi posti nei ranking mondiali della crescita economica negli ultimi dieci anni, della ricerca, dell’istruzione, dell’innovazione. Un Paese che nelle classifiche appare senza futuro, ma in realtà avrebbe ancora, nonostante tutto, incredibili risorse da sfruttare e genio da vendere. Ma su un per niente impossibile Rinascimento Italiano insieme alla paura pesa un altro sentimento, il pessimismo. L’establishment aristo-borghese e l’opposizione neoluddista nel comune obiettivo di mandare al tappeto Berlusconi hanno dispensato alla massa un ultradosaggio di pessimismo e letteratura declinista. Il risultato è un micidiale cocktail di noia e occlusione della speranza che è diventato un mood del Paese, in particolare dei giovani. A questi ultimi invece andava raccontata la dura verità sulla globalizzazione e data una possibilità seria, grazie a leggi e contratti efficaci, di trovare un lavoro non fisso per forza - tutti saremo molto più precari - ma ben retribuito senza essere ipertassato e taglieggiato dallo Stato. La diagnosi è chiara: quella del governatore di Bankitalia Mario Draghi è la più seria, più dura nella via indicata, ma anche la più bella da cogliere per chi ama mettersi in gioco. Il nostro Marlowe ieri ha spiegato come si può avere un fisco dal volto umano e tagliare la spesa inutile, i privilegi della casta e della burocrazia che serve solo a se stessa. Si parte da qui. Le riforme fiscali a costo zero non esistono. Penso che Tremonti abbia davanti a sé una doppia prova: 1. saper uscire dalla fase della "manutenzione" dei conti per imboccare la fase della "crescita"; 2. trovare il coraggio per uscire dall’eterna promessa e provare a giocarsi la leadership del blocco sociale moderato. Così dimostrerà di avere la stoffa del numero uno. Le mezze misure sono uno spreco di tempo e denaro, il prolungamento dell'agonia. L’Italia ha un disperato bisogno di esser presa per mano e condotta in un’era di Rinascimento. Signori, servono statisti. Amici, serve coraggio.


    Di Mario Sechi

    12/06/2011

    Il Tempo - Politica - Non politici ma statisti

    *******************

    La butto lì.
    I super pagati della maggioranza, al governo e non, potrebbero tagliare per un po' i loro lauti stipendi vivendo con 2000 euro al mese... un già LAUTO stipendio per la gente normale.
    Giusto per RI-avvicinarsi agli italiani.
    Ultima modifica di acquazzurra; 12-06-11 alle 08:58

  2. #2
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    Coraggio e buona volontà.
    I have a DREAM!

  3. #3
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    ...forse arriverà un tempo...forse..
    ma intanto solo uomini che sempre guardano
    a loro stessi; con i loro soliti pregi e sovente solo difetti...
    ogn'uno con le proprie convinzioni
    chissà forse con un proprio sogno,
    e come spesso la nuova divinità a derturpare aspirazione
    il denaro a sconvolgere sempre più il vivere umano
    un' immenso totem sollevato nell' ombellico del mondo
    e tutti incofutabilmente a guardare ad esso......
    Il fare per un bene comune: "ben altra cosa.."
    Azzzzzzl' uomo a svendersi perdendo il contatto
    con il domani...azzzzzil tutto e subito!!!......
    azzzzl' uomo sull' uomo e sempre atavicamente allo stesso modo
    evolvere involvere stravolgere ecco la nostra bravura..
    AzzzzzAttila Destriero e Arco in 1605 anni...conobbi..:gratgrat:
    ..non politici ma statisti.....ma pur sempre uomini..
    IO ho un sogno e lo custodisco in una teca di ghiaccio...
    Ultima modifica di attila621; 12-06-11 alle 10:58
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    Credete che io non voglia raddoppiare le pensioni, dimmezzate coll'€?
    Certo che si.
    Ghiotto d'aragoste io le metterei nel paniere della spesa solo se costassero un quarto.
    Mai stato alle maldive, due settimane a 135€ me le farei volentieri.

    Sogni di yure di fine primavera.

    Tremonti potrebbe far qualcosa?

    Ma siccome yure non é scemo.sa benissimo che morirà senza aver ottenuto tutto ciò e mi rassegno.

    Pagare meno tasse? Si potrebbe; sono convinto che tremonti potrebbe abbassare di un € le tasse a tutti ma io neppure me ne accorgerei.

    A me basterebbe soltanto che agli onorevoli venisse dato soltanto il triplo della mia pensione, ai magistrati pure.
    che a santoro venisse fatto pagare il 78% di quanto preso dalla rai.

    Che si dimezzasse il numero dei parlamentari, che si togliessero le province.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    ...Giulio Tremonti, torna a parlare della riforma fiscale e precisa: "Voglio farla, ho le idee chiare e ci penso da un anno. Il problema è dove trovare i meccanismi finanziari"...

    ...Tagliare i costi della politica "Trovo sia giustissimo che per tutti gli incarichi pubblici in Italia non si prenda di più della media europea. Non è più accettabile". È quanto ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti parlando alla Festa della Cisl. "Non è più accettabile - ha aggiunto - che le cariche pubbliche in Italia abbiano un costo differenziale rispetto all’Europa. Se la moneta è comune, la politica deve essere comune". Con questa operazione, ha spiegato il ministro, non si fanno "grandi i numeri, ma la legittimazione della riforma fiscale deve venire anche da un forte taglio dei costi della politica, così si è legittimati nel chiedere i sacrifici alla gente. Ci vuole comunque cautela: è difficile chiedere ai capponi di votare per l’anticipo del Natale". "Prima del 18 giugno rendiamo pubblici i lavori dei tavoli di studio" sul fisco. È quanto ha annunciato il ministro Giulio Tremonti parlando alla Festa Cisl. "Non è mai stata fatta in Italia - ha spiegato - una ricerca di questo tipo su un mondo che in trent’anni è diventato un caos. Lì non troverete le ipotesi sulla riforma, che spettano alla politica, ma un lavoro straordinario fatto da più di cento persone per più di cinquecento pagine di dati e tabelle. È il lavoro più importante fatto sul fisco dal dopoguerra"...


    Riforma fisco, Tremonti: voglio farla E Bossi: "I soldi li abbiamo trovati..." - Economia - Pagina 2 - ilGiornale.it del 12-06-2011
    Ultima modifica di acquazzurra; 13-06-11 alle 08:02

  6. #6
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Che si dimezzasse il numero dei parlamentari, che si togliessero le province.
    Per quanto mi riguarda sarebbe il caso di pensare anche al Quirinale. Costa TROPPO!

    [ ... ] Risulta dalla nota del Colle che il personale complessivo è di 2181 dipendenti.
    Di questi, gli addetti di ruolo alla Presidenza ammontano a 1095 unità. Tra loro ci sono 108 dipendenti in diretta collaborazione con i vertici della Presidenza: e poi 1086 militari - tra loro i 297 corazzieri - e addetti alla polizia e alla sicurezza. Un organico superiore di 587 unità a quello del 1998. Questo apparato - e la manutenzione dell’immenso palazzo che fu dei Papi e dei re d’Italia, nonché dei suoi giardini - imporrà quest’anno una spesa di 235 milioni di euro: il che in valori monetari depurati dell’inflazione significa il 60 per cento in più rispetto a dieci anni or sono, e il triplo rispetto a vent’anni or sono. Il bilancio di previsione è inferiore d’un milione di euro a quanto stabilito dal bilancio pluriennale dello Stato, 3,23 per cento di aumento anziché 3,5. Cioè si spenderà un pochino meno di quanto previsto, ma più che l’anno prima.
    L’unica voce praticamente stabile [ ... ] è quella dell’appannaggio presidenziale, fermo a 218.407 euro (e soggetto, per una decisione presa a suo tempo da Oscar Luigi Scalfaro, alla normale tassazione).

    [ ... ] Raffaele Costa scrisse nel suo libro «L’Italia dei privilegi» che la regina Elisabetta II d’Inghilterra dispone di 300 dipendenti, il re di Spagna di 543, il presidente Usa di 466, l’imperatore del Giappone di mille all’incirca. Ma proviamo a esaminare i casi di presidenze vicine all’italiana, ossia la tedesca e la francese. Ho fatto ricorso, per avere dati recenti e precisi, alla cortesia dei colleghi Salvo Mazzolini (Berlino) e Alberto Toscano (Parigi).
    In Germania il presidente della Repubblica - attualmente Horst Kohler - ha, come il nostro, compiti soprattutto di rappresentanza e di garanzia, ma rispetto al nostro più affievoliti. Lo si può paragonare ai sovrani scandinavi. Il potere vero spetta al cancelliere. Ecco allora le informazioni di Mazzolini: «Nel 2006 sono stati stanziati per le spese della Presidenza diciannove milioni 354mila euro. Questa cifra è comprensiva di tutto, stipendio del presidente e del personale, spese ordinarie e straordinarie, viaggi all’estero, manutenzione delle due residenze (Bonn e Berlino). Il presidente ha uno stipendio annuo netto di 199mila euro, e dispone inoltre d’uno straordinario (78mila euro nel 2006) per spese di rappresentanza e interventi di vario tipo. Gli organici della presidenza ammontano a 160 unità tra consiglieri, funzionari, impiegati, personale addetto alla manutenzione e alla sicurezza. Il numero dei dipendenti è fissato per legge. «Meno d’un decimo di quella del Quirinale la spesa tedesca, molto meno d’un decimo il personale».
    Il presidente francese non è una figura rappresentativa e notarile: ha un forte ruolo operativo - e in settori come quello degli esteri e della difesa prevalente - nella politica francese. L’Eliseo di Jacques Chirac - ancora per poco - non è un osservatorio o un luogo di verifiche, è una plancia di comando. Ecco il ragguaglio di Toscano: «Effettivi della Presidenza: 941 persone di cui 365 militari. Tra quei 941 gli addetti al Capo dello Stato, alla sua famiglia, alla sua abitazione e alle sue relazioni personali sono 192 di cui 29 militari; gli addetti ai servizi della presidenza sono 749 di cui 336 militari. La presidenza include le sedi staccate o di vacanza di palazzo Marigny (accanto all’Eliseo), castello di Rambouillet, forte di Bregancon e altri immobili. Tra questi un appartamento, vicino alla torre Eiffel, dove Mitterrand ospitava la madre di Mazarine, la sua figlia segreta.
    La dotazione del presidente della Repubblica, comprese le spese di rappresentanza e di viaggio, è di un milione 736mila euro. Aggiungendo le retribuzioni del personale si arriverà per il 2007 a circa 32 milioni di euro, in lieve calo sul 2006. Inoltre sono previsti «fondi speciali» per oltre cinque milioni di euro annui. Il Presidente paga l’Irpef su un salario mensile lordo di 6627,45 euro. Lasciato l’Eliseo Mitterrand ebbe 4300 euro mensili della pensione di ex presidente e 4400 euro mensili di altre pensioni: gli spettavano inoltre, come ex, lo stipendio per due addetti al segretariato, una guardia del corpo, auto blu e autista». La disparità enorme tra la spesa per l’Eliseo - 32 milioni di euro - e la spesa per il Quirinale - 235 milioni lascia supporre che in Francia alcune voci importanti siano contabilizzate a parte. Poco più di un anno fa un’inchiesta di Nouvel Observateur sostenne che i bilanci dell’Eliseo erano truccati, e che la spesa era tripla di quella resa nota, ossia 90 milioni di euro. La cifra parve ai francesi mostruosamente alta.-
    Perché il Quirinale è così caro?
    Intanto perché la politica e la burocrazia italiana tendono a dimensionarsi, nei piani alti, al livello delle cinque stelle lusso. Ci comportiamo - o meglio loro si comportano - come un Paese straricco. Parlamentari ed europarlamentari sono i più pagati d’Europa, i consiglieri regionali sfiorano - e in Sicilia raggiungono o superano - la retribuzione sontuosa di deputati e senatori, il governatore della Banca d’Italia è il banchiere centrale meglio retribuito del mondo - tranne pare Hong Kong -, anche nelle propaggini manageriali della politica non si scherza e chi guida l’Alitalia in bancarotta incassa più di chi guida la Lufthansa. Si sciala nelle retribuzioni, si sciala nell’assegnazione di personale anche se da ogni ufficio pubblico si levano strazianti invocazioni perché «gli organici non sono completi». Qualche giorno fa s’è accennato all’istituzione d’una «autorità» per la tutela dei diritti dei detenuti, e veniva ventilato un organico di cento (cento!) dipendenti. A far che?
    Torniamo al Quirinale. Per strutturare una presidenza che è forte per la stabilità - sette anni - ma debole per l’ambito decisionale potevano essere seguite due strade: un Quirinale leggero e un Quirinale pesante. L’opzione della leggerezza era suggerita dal fatto che il Presidente della Repubblica «non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni» tranne che per Alto Tradimento o per attentato alla Costituzione. Nessun suo atto è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti (e s’è visto quale diatriba giuridica sia stata inscenata per la grazia a Sofri e altri).
    È stata invece prescelta, non disinteressatamente, la formula della pesantezza, e d’un fatato universo quirinalizio dove per esempio all’ufficio postale - Raffaele Costa dixit - erano adibite 16 persone. Il Quirinale così messo in piedi è una sorta di bonsai - ma anche un bonsai può essere gigantesco - che riproduce quasi tutte le varietà della selva burocratica italiana. Tre boiardi stanno alla sommità della piramide, il segretario generale e i suoi due vice. Ci sono poi i consiglieri, ciascuno di loro è un miniministro a capo di un miniministero: consigliere per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali (ministro della Giustizia), consigliere diplomatico (ministro degli Esteri), consigliere militare (ministro della Difesa), consigliere per gli affari interni (ministro dell’Interno) e così via. Il tocco quirinalizio fa lievitare le retribuzioni. Chi è «comandato» al Quirinale da altre amministrazioni riceve, anche se le sue mansioni in sostanza non cambiano, una vistosa gratifica monetaria (successivamente avrà anche, il più delle volte, gratificazioni di carriera).
    [ ... ]

    Da l'articolo de IlGiornale "Ma quanto ci costa il Quirinale"
    di Mario Cervi

    Quanto costa il quirinale - sprechi italiani - quali sono i costi del quirinale
    Ho preso DUE MAALOX.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    Dai dipendenti ai giardini.

    I costi del Colle Libro-inchiesta dei giornalisti del Corriere: spese cresciute del 61% in 10 anni, fermo lo «stipendio» del Presidente
    Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella

    Dai dipendenti ai giardini. I costi del Colle - Corriere della Sera
    Ultima modifica di acquazzurra; 13-06-11 alle 08:17

  8. #8
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    certo che 218.000 euro lordi fanni 110.000 euro netti, il portiere della Cremonese Paoloni guadagna 10.000 euro piu' del presidente della Repubblica, non mi sembra giusto.
    Ultima modifica di brunik; 13-06-11 alle 08:24

  9. #9
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    *********

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    ***********************

  10. #10
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    Predefinito Rif: Non politici ma statisti

    ... Secondo un’elaborazione dei dati del Ministero degli interni, aggiornati al 12 ottobre 2007, il numero complessivo degli amministratori e degli eletti dell’ente territoriale PROVINCIA risulta sfiorare le 4.000 unità di cui circa 2900 consiglieri, circa 50 tra Presidenti e vicepresidenti, circa 100 presidenti della Giunta, oltre 900 assessori.
    Il costo annuale dei SOLI compensi di questo “esercito” di eletti è superiore a 50.000.000 di euro
    considerando che la retribuzione mensile di un presidente varia tra 4.000 e 7.000 € ( a seconda del numero di abitanti della provincia considerata), quella di un vice-presidente tra 3.000 e 5.200 €, quella di un assessore tra 2.700 e 4500 € cui si devono aggiungere i gettoni di presenza dei semplici consiglieri. A questi vanno aggiunti i costi relativi alla gestione degli organi elettivi: edifici, personale specifico, auto “blu”, rimborsi, spese di rappresentanza, …

    Riduciamo i costi della politica
    Ultima modifica di acquazzurra; 13-06-11 alle 08:26

 

 
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