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  1. #31
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Una domanda:
    nei casi in cui c'è già presenza di privati cosa succederà? Si ritireranno o riusciranno a restare anche senza la "remunerazione del capitale investito", visto che, come ho scritto nel precedente commento, se gli investimenti migliorano la qualità o sono relativi ad "opere e adeguamenti necessari" le entrate che li bilanciano possono comunque essere ricavate dalle tariffe?

  2. #32
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    In linea di principio io sarei pure d'accordo. Nel senso che i beni essenziali, come l'acqua, dovrebbero essere distribuiti alla cittadinanza dallo stato a prezzo di costo.

    Finchè però le cose non staranno così, è necessario in qualche modo configurare la soluzione che sia la più conveniente per il cittadino, sulla base della realtà dei fatti. Con questo referendum si è fatta la solita cosa all'italiana, cioè applicare un principio giusto ad una situazione nella quale questa applicazione invece che migliorare le cose le peggiora.

    Un po' come pedonalizzare il centro storico di una grande città senza prima aver stilato e messo in atto un valido piano di trasporto pubblico che possa sopperire efficacemente a quello privato, lasciando quindi mezza città a piedi.

    Per cui adesso le riparazioni alle conduttore che la Hera doveva fare con i soldi degli investitori le farà con quelli dei bolognesi, che si vedranno di logica conseguenza aumentare la bolletta. Con tanti saluti ai beoti che festeggiano perchè "hanno vinto".
    Gli "investimenti" servono per adeguare/manutenzionare rete idrica e depuratori. La prima esiste (a Roma) dal 312 Avanti Cristo, i depuratori (legge Merli) dal 1972. Per cui diciamo che i privati arrivano buoni ultimi, e che gli investimenti sono sempre stati pubblici, e le commesse per costruzione, adeguamento e manutenzione sono state sempre fatte ai privati, con regolari gare di appalto.

    Quello che si voleva cambiare era appunto il diritto degli enti pubblici a fare gli investimenti, in base a una concezione ideologica dello "Stato minimo". In base a questa ideologia "tutto deve generare profitto a vantaggio di un privato", e "lo Stato non deve sottrarre al privato possibilità di profitto".

    Invece finora (fino al 1989/90) lo Stato poteva intervenire dove riteneva opportuno nel caso dei servizi pubblici essenziali (acqua, strade, ferrovie, sanità, istruzione etc) senza che questo rappresentasse un vulnus ideologico ed economico dell'interesse privato.
    Nella fattispecie l'investimento di 70 ml€ lo farà l'ente pubblico finanziandosi ad esempio alla cassa depositi e prestiti (o dove meglio gli conviene), affiderà i lavori per gara d'appalto pubblica e fornirà il servizio "al costo" (compreso ovviamente il costo del finanziamento che graverà sul costo a metro cubo).

    Attraverso il meccanismo del "debito pubblico" però questo finanziamento attivato dall'ente pubblico andrà contabilizzato a "debito pubblico" e quindi incorrerà negli strali della UE e della BCE, che sono appunto i depositari dell'ideologia dello "Stato minimo".
    Va da se che per giustificare una posizione che è solo ideologica (ma funzionale a corposi interessi finanziari) poi ci sia bisogno di dire che i Comuni sono retti da furfanti, che il sistema di assegnazione pubblica è criminale, che il Sindaco è comunque un delinquente, e che l'interesse dei cittadini coincide con l'interesse degli investitori privati, controllati del resto dalla famosa "mano invisibile" che gli vieta crimini e ribalderie in uso ai Sindaci e gli enti pubblici.

    Tutte cazzate.
    Ci sono settori dove la gestione pubblica funziona meglio di quella privata (appunto da 312 AC ci porta l'acqua dentro casa), in altri va molto meglio il privato (industria, commercio e servizi a valore aggiunto)
    Questa sorta di comunismo alla rovescia che imperversa nel paese da venti anni ha generato impoverimento, miseria e precariato.
    Gli italiani lo hanno capito benissimo e gli hanno votato contro per circa il 95%.

    Per cui aggiustassero questi cavolo di tubi e facessero questi cavolo di depuratori, come si è sempre fatto.
    Ma voi non volete affidarvi alla mano invisibile? No, finora ci ha fregato e gli abbiamo votato contro. Se portava questi vantaggi mirabolanti che si diceva avremmo votato a favore.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  3. #33
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Gli "investimenti" servono per adeguare/manutenzionare rete idrica e depuratori. La prima esiste (a Roma) dal 312 Avanti Cristo, i depuratori (legge Merli) dal 1972. Per cui diciamo che i privati arrivano buoni ultimi, e che gli investimenti sono sempre stati pubblici, e le commesse per costruzione, adeguamento e manutenzione sono state sempre fatte ai privati, con regolari gare di appalto.

    Quello che si voleva cambiare era appunto il diritto degli enti pubblici a fare gli investimenti, in base a una concezione ideologica dello "Stato minimo". In base a questa ideologia "tutto deve generare profitto a vantaggio di un privato", e "lo Stato non deve sottrarre al privato possibilità di profitto".

    Invece finora (fino al 1989/90) lo Stato poteva intervenire dove riteneva opportuno nel caso dei servizi pubblici essenziali (acqua, strade, ferrovie, sanità, istruzione etc) senza che questo rappresentasse un vulnus ideologico ed economico dell'interesse privato.
    Nella fattispecie l'investimento di 70 ml€ lo farà l'ente pubblico finanziandosi ad esempio alla cassa depositi e prestiti (o dove meglio gli conviene), affiderà i lavori per gara d'appalto pubblica e fornirà il servizio "al costo" (compreso ovviamente il costo del finanziamento che graverà sul costo a metro cubo).

    Attraverso il meccanismo del "debito pubblico" però questo finanziamento attivato dall'ente pubblico andrà contabilizzato a "debito pubblico" e quindi incorrerà negli strali della UE e della BCE, che sono appunto i depositari dell'ideologia dello "Stato minimo".
    Va da se che per giustificare una posizione che è solo ideologica (ma funzionale a corposi interessi finanziari) poi ci sia bisogno di dire che i Comuni sono retti da furfanti, che il sistema di assegnazione pubblica è criminale, che il Sindaco è comunque un delinquente, e che l'interesse dei cittadini coincide con l'interesse degli investitori privati, controllati del resto dalla famosa "mano invisibile" che gli vieta crimini e ribalderie in uso ai Sindaci e gli enti pubblici.

    Tutte cazzate.
    Ci sono settori dove la gestione pubblica funziona meglio di quella privata (appunto da 312 AC ci porta l'acqua dentro casa), in altri va molto meglio il privato (industria, commercio e servizi a valore aggiunto)
    Questa sorta di comunismo alla rovescia che imperversa nel paese da venti anni ha generato impoverimento, miseria e precariato.
    Gli italiani lo hanno capito benissimo e gli hanno votato contro per circa il 95%.

    Per cui aggiustassero questi cavolo di tubi e facessero questi cavolo di depuratori, come si è sempre fatto.
    Ma voi non volete affidarvi alla mano invisibile? No, finora ci ha fregato e gli abbiamo votato contro. Se portava questi vantaggi mirabolanti che si diceva avremmo votato a favore.
    pure l'ideologia " il pubblico è a prescindere meglio del privato" è comunque una ideologia
    a mio avviso si poteva pensare di modificare la legge, in modo tale che l'acqua comunque rimaneva pubblica, ma i privati possono finanziarci sopra, concorrere con lo Stato per lavorare per questo servizio, rispettando i patti e dando la possibilità al pubblico di diminuire il carico fiscale

    anche se devo ammettere che come succede dalle mie parti, AcquaLatina che è diventata privata ora dà un servizio scadente e sono aumentati comunque i costi del servizio
    ma è anche vero che pure prima la cosa non era migliore
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #34
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    pure l'ideologia " il pubblico è a prescindere meglio del privato" è comunque una ideologia
    a mio avviso si poteva pensare di modificare la legge, in modo tale che l'acqua comunque rimaneva pubblica, ma i privati possono finanziarci sopra, concorrere con lo Stato per lavorare per questo servizio, rispettando i patti e dando la possibilità al pubblico di diminuire il carico fiscale

    anche se devo ammettere che come succede dalle mie parti, AcquaLatina che è diventata privata ora dà un servizio scadente e sono aumentati comunque i costi del servizio
    ma è anche vero che pure prima la cosa non era migliore
    Appunto, per cui come al solito la mano invisibile non funziona. Avremmo avuto un generale aumento dei prezzi dell'acqua in base all'esigenza del privato di massimizzare i profitti, e tutta la paccottiglia liberista tipo lavati fra le 2 e le 3 di notte e risparmi 3 centesimi; La politica della micragna estesa al rubinetto con il fine inconfessato di farlo aprire con la carta prepagata, come tentarono di fare in sudafrica una ventina di anni fa.

    Adesso il nodo è politico.
    - Gli enti pubblici saranno autorizzati a finanziarsi per fare adeguamento/manutenzione dei servizi idrici?
    - Oppure prevale l'aspetto ideologico per cui si lascia andare tutto in rovina perchè "lo deve" fare il privato, ad onta di qualsiasi referendum?

    Si dice a Bruxelles e alla BCE che abbiamo deciso diversamente dalla "direttiva", o ci si rimette a pecora nell'interesse di Veolia o chi per lei?
    Gli "eletti" rappresentano la volontà dei cittadini?
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  5. #35
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    io sono a favore di una collaborazione pubblico privato

    purchè la tariffa venga decisa dal pubblico (che deve essere obbligatoriamente in maggioranza quindi), le gare trasparenti e veramente libere (non come previsto dalla ronchi), i bilanci trasparenti in modo da poter giudicare quali sono gli apporti dei privati e calcolare se i profitti che il pubblico concede loro sono regali o giustificati, e in tal caso il cittadino può cambiare amministrazione s è insoddisfatto.

    col vecchio sistema i comuni facevano prima ad indebitarsi con le banche, pagavano interessi più bassi del 7% e ce li scaricavano in bolletta, facendoci pagare meno...
    Ultima modifica di zlais; 15-06-11 alle 14:49
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  6. #36
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    La direttiva dice che i servizi devono essere dati con gara, ma da qui all'obbrobrio del decreto Ronchi ce ne passa, non si vieta mica l'in-house. Basterebbe già tornare al decreto Ronchi senza la previsione che si debba svendere il 40% delle quote ai privati nel caso si tenga l'in house e senza la retribuzione assicurata del 7% ma solo con la copertura del capitale investito.:giagia:

  7. #37
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    La direttiva dice che i servizi devono essere dati con gara, ma da qui all'obbrobrio del decreto Ronchi ce ne passa, non si vieta mica l'in-house. Basterebbe già tornare al decreto Ronchi senza la previsione che si debba svendere il 40% delle quote ai privati nel caso si tenga l'in house e senza la retribuzione assicurata del 7% ma solo con la copertura del capitale investito.:giagia:
    a mio parere togliere l'obbligo del 40% non basta, bisogna mettere un obbligo di partecipazione pubblica oltre il 50%.

    il resto viene da sè, non si potranno fare regali nè puttanate eccessive con le tariffe o gli appalti, perchè la responsabilità finale sarà degli amministratori locali, anche di fronte agli elettori.
    Ultima modifica di zlais; 15-06-11 alle 14:54
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
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  8. #38
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    [QUOTE=Rasputin;2210944]Ma vedi, io non credo che i privati facciano abbassare di molto le bollette, ci sono vari casi in giro per la Penisola di cui saprai.[quote]

    Già...forse pero' sarebbe il caso di restituire la tasse usate per gestire gli acquedotti una volta passati ai privati visto che le bollette coprono una esigua parte dei loro costi. O no?

  9. #39
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Appunto, per cui come al solito la mano invisibile non funziona. Avremmo avuto un generale aumento dei prezzi dell'acqua in base all'esigenza del privato di massimizzare i profitti, e tutta la paccottiglia liberista tipo lavati fra le 2 e le 3 di notte e risparmi 3 centesimi; La politica della micragna estesa al rubinetto con il fine inconfessato di farlo aprire con la carta prepagata, come tentarono di fare in sudafrica una ventina di anni fa.

    Adesso il nodo è politico.
    - Gli enti pubblici saranno autorizzati a finanziarsi per fare adeguamento/manutenzione dei servizi idrici?
    - Oppure prevale l'aspetto ideologico per cui si lascia andare tutto in rovina perchè "lo deve" fare il privato, ad onta di qualsiasi referendum?

    Si dice a Bruxelles e alla BCE che abbiamo deciso diversamente dalla "direttiva", o ci si rimette a pecora nell'interesse di Veolia o chi per lei?
    Gli "eletti" rappresentano la volontà dei cittadini?
    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    io sono a favore di una collaborazione pubblico privato

    purchè la tariffa venga decisa dal pubblico (che deve essere obbligatoriamente in maggioranza quindi), le gare trasparenti e veramente libere (non come previsto dalla ronchi), i bilanci trasparenti in modo da poter giudicare quali sono gli apporti dei privati e calcolare se i profitti che il pubblico concede loro sono regali o giustificati, e in tal caso il cittadino può cambiare amministrazione s è insoddisfatto.

    col vecchio sistema i comuni facevano prima ad indebitarsi con le banche, pagavano interessi più bassi del 7% e ce li scaricavano in bolletta, facendoci pagare meno...
    diciamo che volevo più o meno rispondere come zlais
    io infatti sono favorevole a una collaborazione pubblico-privato
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    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  10. #40
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    Predefinito Rif: Primi effetti del referendum

    Citazione Originariamente Scritto da Gino Cerutti Visualizza Messaggio
    Una domanda:
    nei casi in cui c'è già presenza di privati cosa succederà? Si ritireranno o riusciranno a restare anche senza la "remunerazione del capitale investito", visto che, come ho scritto nel precedente commento, se gli investimenti migliorano la qualità o sono relativi ad "opere e adeguamenti necessari" le entrate che li bilanciano possono comunque essere ricavate dalle tariffe?
    No... il pubblico prende la maggioranza della quota del capitale...
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

 

 
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