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    Predefinito Milano 22 marzo 2014: Conferenza su San Simonino

    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    www.centrostudifederici.org

    24 marzo, festa di san Simonino di Trento

    Cari Amici,
    dopo un lungo silenzio riprende l’invio di notizie e aggiornamenti delle attività del Comitato San Simonino. Per prima cosa vorremmo rassicurare tutti gli aderenti al comitato, che l’attività non è stata abbandonata nonostante il periodo di silenzio.
    Come spesso accade, una volta spenti i riflettori mediatici sul libro Pasque di Sangue anche l’interesse per il Comitato San Simonino è passato un po’ in secondo piano.
    Questo non vale però per i promotori del comitato, che, non hanno mai pensato di ricercare la via per il ristabilimento del culto tramite la polemica sui mezzi d’informazione.
    I nemici della Fede per tutto questo periodo non hanno smesso d’infangare il nome di San Simonino; associazioni e istituzioni, cercano di far passare l’equazione San Simonino = antisemitismo (con l’immancabile collegamento al nazismo), tramite articoli di giornale, conferenze e spettacoli.
    Siamo coscienti che sia un’impresa molto ardua cercare di sensibilizzare le persone “comuni” su un tema come questo, poiché la venerazione del Santo manca da più di quarant’anni dovendo considerare inoltre il periodo di profonda crisi nella chiesa e di conseguenza dei cattolici che stiamo attraversando.
    Per questo motivo il comitato tende a svolgere la propria attività all’interno di quella comunità cristiana di cui fa parte e che è sicuramente più sensibile e ricettiva al tema. Riteniamo necessario conoscere più profondamente noi stessi, per primi, la vicenda di San Simonino, riscoprirne la venerazione che fino al 1965 era molto sentita dalla popolazione trentina ed in alcune zone del bresciano, ma che ad un tratto è stato tolta dal martirologio e le reliquie del Santo sono state nascoste per una scellerata e anticattolica volontà ecumenica.
    Per finire, invitiamo tutti a mantenere i contatti con noi, a seguirci nelle nostre attività ed inviarci qualsiasi tipo di segnalazione o notizia riguardo a San Simonino.
    Cogliamo l’occasione per segnalarvi alcune novità sul sito www.sansimonino.eu <http://www.sansimonino.eu>

    Al seguente link http://www.sansimonino.eu/index.php?pid=14
    potete leggere un articolo recente del quotidiano l’Adige, che da un’idea ben chiara di ciò che abbiamo scritto.

    Al seguente link trovate una immaginetta da scaricare con la preghiera al santo: http://www.sansimonino.eu/index.php?...ry_view&iden=3

    Al seguente link http://www.sansimonino.eu/index.php?pid=13 trovate la nuova pagina sul sito che illustra l’antico culto per S. Simonino a Trento.
    Vi ringraziamo per l’attenzione, pregate San Simonino per il ripristino del suo culto.

    San Simonino martire, prega per noi.

    Saluti a tutti voi
    Trento 24 marzo, 2009, nella festa liturgica del Santo

    Comitato San Simonino di Trento Innocente e Martire per il ristabilimento del culto e la restituzione delle reliquie.
    www.sansimonino.eu
    sansimoninotn@gmail.com

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: 24 marzo: San Simonino da Trento

    Speciale Omicidio rituale ebraico


    Risulta immediatamente evidente che è impossibile trattare in maniera esaustiva un tema come questo su “Il Cinghiale Corazzato” per due ordini di motivi: il primo è che la vastità della materia che abbraccia ben più di un millennio di storia, il secondo è la natura di questa pubblicazione che può solo, per esigenze di spazio, stimolare curiosità, incentivare l’approfondimento. Pertanto non potrò che lambire qualche tema che dovrebbe comporre il mosaico di questo inserto speciale. Rimando per il resto alla bibliografia.

    Rivoluzioni storiche e mutamento di paradigma

    Le rivoluzioni avvengono spesso nel mondo scientifico: una teoria, un paradigma di lettura di certi fatti, una spiegazione ritenuta fino a quel momento valida e indiscussa, iniziano a vacillare sotto i colpi di nuovi modelli d’analisi e più o meno rapidamente crollano e si eclissano dall’orizzonte della storia. Ovviamente il processo può essere virtuoso (ovvero rappresentare un reale incremento nella conoscenza umana) ma anche vizioso (realizzando cioè un regresso, un’involuzione nel processo cognitivo umano). Tra le scienze umane, la Storia subisce molto spesso l’onta di dover accogliere nuovi paradigmi di lettura dei fatti che spesso prescindono dai fatti stessi, che li manomettono, li coartano e deformano, piegandoli ai voleri di questa o quella centrale di potere. Come si formano questi paradigmi? Nelle officine dell’Ideologia e nel mercato della Comunicazione culturale: in quest’ultima fase i nuovi modelli per leggere gli avvenimenti trovano i propri piazzisti e banditori (siano essi politici o “uomini di cultura” accademici e non), pronti a comunicare alle elites e alle plebi i risultati delle proprie “libere ricerche”.
    L’omicidio rituale ebraico, ovvero il fatto che ALCUNE comunità ebraiche avessero praticato infanticidi di fanciulli cristiani per complessi motivi rituali, che per secoli era stato patrimonio della memoria e della cultura di molti popoli europei, ad un certo punto aveva cessato di avere cittadinanza nell’agorà culturale europea e mondiale. Eppure non si trattava di un’opinione, di una diceria o di racconti mitologici; si trattava, con buona pace di tutti e molto semplicemente, di una realtà storica, come molte altre del resto, non meno cruente, legate ad altri popoli ed altre tradizioni religiose. Lo sapevano bene i popolani che spesso rispondevano con eccessi paranoici o con manifestazioni di violenza indiscriminata a questo genere di episodi. Lo sapeva bene la Chiesa cattolica che spesso, dopo accurate indagini, elevava agli onori degli altari o permetteva il culto di alcune di queste vittime (ne potete vedere le immagini che commentano questo pezzo).
    Eppure le mutate condizioni politiche di allora (ovvero l’emancipazione degli ebrei in gran parte delle legislazioni europee, la loro partecipazione a gran parte dei moti politici nazionalisti ed antiautoritari di quegli anni ed il conseguente aumento del loro peso politico nella società) portarono ad un nascita di un forte movimento d’opinione (pubblicistico ed accademico al contempo) di stampo revisionista. L’oggetto da rivedere era ovviamente l’omicidio rituale, declassato di volta in volta a “diceria oscurantista”, a “calunnia politica” oppure a “frutto di suggestioni superstiziose”. A questo ambizioso progetto culturale (ambizioso quanto poteva esserlo il Sionismo a metà dell’Ottocento) si opposero storici e politici di appartenenza cattolica o spesso semplicemente tradizional-conservatrice. Ne vennero conflitti accesi in cui le posizioni polemiche di ambo le parti andarono spesso a coprire l’oggetto stesso del contendere.

    La assoluta novità del libro di Toaff

    Ora il libro di Toaff ci portava ad analizzare il mondo culturale ed etnico religioso (in special modo) askenazita ovvero di area largamente mitteleuropea.
    Un ambiente certo provato da uno stato di profonda sudditanza e servaggio nella societas christiana, un ambiente in cui il rancore per le molte vessazioni subite poteva andare di pari passo con un forte odio anticristiano tout court e poteva trarre linfa da una certa tradizione di commenti talmudici e da prassi rituali non codificate ma trasmesse solo oralmente. L’autore notava poi sconcertato come nelle confessioni rese da molti degli imputati per omicidio rituale ricorressero, con vaste differenze di latitudine, espressioni, formule e concetti propri di una tradizione segreta, quella del trattato anticristiano di ambiente tedesco, Toledoth Jeshu, scoperto solo di recente.
    Si trattava di un sistema di pensiero che un inquisitore cristiano non solo non conosceva ma spesso non aveva nemmeno le categorie per comprendere. Di qui il sospetto, figlio della libera ricerca scientifica, che davvero qualcosa fosse successo, lungo l’arco di parecchi secoli.
    Che questo genere di riflessioni venissero da un assennato professore di un’università israeliana, figlio del rabbino capo emerito di Roma, era certamente una rivoluzione o meglio un pezzo di vera ricerca storica, tale da poter inceppare gli ingranaggi del paradigma storiografico negazionista dominante. Se ne è accorto con grande coraggio Sergio Luzzatto che dalle pagine del Corriere ha gettato il sasso nello stagno. Se ne sono accorti i ranocchi dello stagno accademico che hanno iniziato a gracidare all’unisono. Se ne sono accorti, a maggior ragione, i diretti interessati che hanno iniziato a stigmatizzare violentemente il libro, cercando di aizzare l’intera opinione pubblica contro l’autore.
    Il quale alla fine, dopo molta coraggiosa resistenza (“Eppur si muove” direbbero i laici), ritirava il libro, anticipandone una totale revisione.

    Eventuali piste di approfondimento

    Tra i molti scenari che potrebbero essere approfonditi come corollario, non manca la polemica giornalistica nel 1892 tra Don Davide Albertario, assertore della storicità dell’omicidio rituale e direttore dell’Osservatore Cattolico di Milano, e il cattedratico tedesco Strack, negatore della stessa. Altro fatto significativo da approfondire: l’omicidio del francescano Frate Tommaso a Damasco nel 1840, ad opera (probabilmente) di un gruppo di israeliti “mazziniani” e anticlericali. Un gruppo emancipato, ben diverso dagli isolati gruppi presenti in vari paesi della Mitteleuropa tra cui l’area Padano-alpina. Un delitto che ancora oggi fa parlare tutto il Medioriente, Siria in primis.

    Omicidio rituale e CAP

    E la Comunità Antagonista Padana quale ruolo può avere avuto in polemiche tanto rilevanti? Nessuno, tranne quello di segnalare nei chiostri l’assoluta novità delle conclusioni del professor Toaff e l’importanza della libertà della ricerca storica in campi tanto significative, per poter leggere con maggiore realismo PASSATO e PRESENTE. Una libertà che non dovrebbe essere oggetto di minacce, che non dovrebbe essere sottoposta a linciaggi mediatici e a processi di piazza ma tant’è: questo è quello che è accaduto, nell’indifferenza generale, nel grande vuoto pneumatico di tante teste che affollano le nostre città. Come non guardare con sconcertata tenerezza gli studenti della nostra Università cadere dalle nuvole di fronte alle telecamere di Matrix? Il Continente del Nulla non immagina vi possa essere qualcosa oltre il proprio Atlantico.
    Invece quale il prezzo da pagare per noi per esercitare un semplice diritto di controinformazione e di critica “antagonista”? Qualche calunnia, la prosopopea di pennivendoli saccenti, la prudenza dei pavidi e dei servi sciocchi, le solite etichettature d’occasione e un pizzico di televisione. Ne valeva la pena? Indubbiamente sì…

    Piergiorgio Seveso

    Tratto da “Il Cinghiale Corazzato”, numero 19, giugno-luglio 2007

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: 24 marzo: San Simonino da Trento



    Assaggi bibliografici

    Benedictus XIV p.p., Bolla “Beatus Andreas”, 22 febbraio 1755

    Ariel Toaff, “Pasque di sangue”, Il Mulino, Bologna, 2007 (in commercio una seconda edizione “riveduta e corretta”)

    L’Osservatore Romano “Bushoff e gli omicidi rituali”, 26 luglio 1892 (con ulteriore articolo il 5 agosto 1892)

    L’Osservatore Romano “L’omicidio rituale giudaico”, 23 novembre 1899.

    Don Francesco Ricossa “Conferenza su caso Toaff e Beato Simonino da Trento” 17.03.2007 http://www.youtube.com/watch?v=xpq9JMW1X_s (prima di sei parti)

    Mons. Giovanni Ronconi “Il Beato Lorenzino da Marostica nella storia e nel culto”, Vicenza, 1955

    Don Giuseppe Pavani “San Domenichino del Val”, Adria, 1959

    Don Gottfried Melzer “Il Beato Andrea da Rinn”, Messina, 1997

    Agobardo “Toaff e Omicidio rituale” in “Sì sì no no”, 15 febbraio 2007

    I.B. Pranaitis “Christianus in Talmude Iudaeorum sive rabbinicae doctrinae de christianis secreta”, Petrograd, 1892 (ultima edizione italiana con titolo “I segreti della dottrina rabbinica”, Effedieffe, Milano, 2005)

    Gianna Gardenal “L’antigiudaismo nelle letteratura cristiana antica e medioevale” , Morcelliana, Brescia, 2001

    Henri Vries De Heekelingen “Juifs et catholiques”, Grasset, Parigi, 1939

    Monsignor Umberto Benigni, “Storia sociale della Chiesa”, Vallardi, Milano, 1922, volume IV, tomo I, pag. 370

    “Caso Toaff, a Milano un manifesto antiebraico”,La Repubblica, 27 febbraio 2007

    Luca Fumagalli “Intervista a Matrix” 3 marzo 2007 (http://www.youtube.com/watch?v=TLT_T5tjJhQ )

    Padre Francesco Saverio Rondina S.J, “La morale giudaica”, in “La Civiltà Cattolica”, serie XV, vol. V, fasc. 1022, 10 gennaio 1893

    Ruggero Taradel “L’accusa del sangue”, Editori Riuniti, Roma, 2002

    Tommaso Caliò “La leggenda dell’ebreo assassino”, Viella, Roma, 2007

    Atti del processo di Trento in “La Civiltà Cattolica, Serie IX, vol VIII, fascicolo 752 (8 ottobre 1881), fascicolo 753 (29 ottobre 1881), fascicolo 754 (12 novembre 1881), fascicolo 755 (26 novembre 1881), fascicolo 756 (10 dicembre 1881); Volume IX, fascicolo 757 (31 dicembre 1881), fascicolo 758 (14 gennaio 1882), fascicolo 759 (28 gennaio 1882), fascicolo 760 (11 febbraio 1882), fascicolo 761 (25 febbraio 1882); Volume X, fascicolo 763 (24 marzo 1882), fascicolo 764 (8 aprile 1882), fascicolo 766 (13 maggio 1882), fascicolo 767 (27 maggio 1882), fascicolo 768 (10 giugno 1882)

    Rocca D’Adria (alias Cesare Algranati), “L’Eucarestia e il rito pasquale ebraico moderno” in Atti del Congresso Eucaristico Nazionale di Torino (2-6 settembre 1894), Torino, 1895, vol.
    II, pagg. 79-95

    Neofito “Il sangue cristiano nei riti ebraici della moderna sinagoga: rivelazioni di un Neofito ex-rabbino, ora monaco greco, per la prima volta pubblicato in Italia”, Prato, Giachetti, 1883

    “Aceldama ossia processo celebre istruito contro gli ebrei di Damasco nell’anno 1840 in seguito al doppio assassinio rituale da loro consumato nella persona del Padre Tommaso dalla Sardegna missionario cappuccino ed in quella del suo garzoncello cristiano Ebrahim Amarach all’unico scopo di avere il loro sangue. Con documenti e appendice storica” (a cura dell’Ordine dei Frati Cappuccini di Sardegna), Cagliari-Sassari, 1883
    Ultima modifica di Luca; 19-08-12 alle 18:43

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: 24 marzo: San Simonino da Trento



    Complimenti al moderatore Luca per l'ottimo lavoro di ricerca svolto in questi anni sull'argomento.
    Ultima modifica di Luca; 19-08-12 alle 18:42

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    Predefinito Riferimento: 24 marzo: San Simonino da Trento

    15 APRILE: BEATO LORENZINO DA MAROSTICA, MARTIRE

    IL BEATO LORENZINO SOSSIO DA MAROSTICA (IL CUI CULTO FU CONFERMATO NEL 1867 DA PAPA PIO IX CHE CONCESSE LA MESSA PROPRIA) FU UCCISO DA EBREI PER DELITTO RITUALE IL 5 APRILE 1485, VENERDì SANTO.
    COME IL BEATO SIMONE DA TRENTO, IL BEATO SEBASTIANO DA PORTOBUFFOLè, IL BEATO ANDREA DA RINN, SAN RODBERTO DI PARIGI, IL BEATO GUGLIELMO DI NORWICH, IL BEATO UGO DI LINCOLN, SAN WEHRNER DI OBERWESEL, IL BEATO RODOLFO DI BERNA, IL BEATO ENRICO DI MONACO, IL BEATO ALBERTO DI DIESSENHOFEN, IL BEATO LUIGI VON BRUCK DI ROVENSBOURG, IL BEATO NINO DE LA GUARDIA, IL PICCOLO BEATO DI MOTTA DI VENEZIA, I DUE FANCIULLI A TYRNAU E BIRING...E PARLO SOLO DEI CANONIZZATI O DI COLORO CHE RICEVETTERO UN CULTO ALMENO LOCALE.

    DALLA MESSA DEL BEATO LORENZINO LA CUI FESTA CADE IL 15 APRILE:

    "O DIO, RESTAURATORE DELL'INNOCENZA,
    PER IL CUI NOME, IL BEATO INNOCENTE LORENZINO
    FU TRUCIDATO DAI PERFIDI GIUDEI
    CON IL SUPPLIZIO DI UNA MORTE CRUDELE,
    CONCEDICI, TE NE PREGHIAMO, CHE
    PER L'INTERCESSIONE DEI SUOI MERITI,
    DOPO QUESTA VITA INCONTAMINATI,
    POSSIAMO RAGGIUNGERE LA PATRIA CELESTE".

    BEATO LORENZINO, PREGA PER NOI

    Ultima modifica di Guelfo Nero; 18-08-09 alle 01:45

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: 24 marzo: San Simonino da Trento

    17 APRILE: BEATO RODOLFO DI BERNA, MARTIRE

    nell´anno 1287 un ignobile delitto fu perpetrato a Berna da alcuni membri della comunità ebraica nella casa del giudeo Matler. Costoro attirarono in una cava un fanciullo cristiano e, per parodiare la passione di Cristo, lo crocifissero lasciandolo morire sulla croce. Anche se tenuto nascosto dai suoi autori, il crimine fu ben presto scoperto: i perfidi assassini confessarono presto il nefando delitto.

    La fama del suo martirio impressionò fortemente sia il Consiglio della città che il clero locale, il fanciullo fu sepolto con grande onore nella chiesa madre di Berna, vicino all´altare della Santa Croce. In seguito quest´altare fu dal popolo fedele chiamato “altare di San Rodolfo”.

    Nel 1485 la chiesa fu demolita, venne poi ricostruita piú ampia e bella. Il corpo del fanciullo martire fu allora sistemato in una cassa ed esposto alla venerazione dei fedeli sull´altare della Santa Croce. Nel 1528, i miserabili calvinisti saccheggiarono la chiesa e distrussero l´altare; le reliquie del Beato Rodolfo, tratte fuori dalla cassa, furono sotterrate senza alcun rispetto e finirono disperse.
    IL culto del piccolo beato continuò sempre più forte nella sua diocesi e nelle diocesi vicine di fatto finp al "VATICANO II".

    Fonti da cui attingere notizie: Bollandisti, Acta, Vol. II, Aprile; Helvetia sancta (H. Murer); Karl Howald, Die Brunnen zu Bern, 1848, p. 250; Cosmographia Aims., 13, p. 482. Esisteva anche un monumento in Berna: era chiamato La Fontana del divora-bambino, in Kornhausplatz. Rappresenta un mostro, con fattezze ebraiche, nell'atto di mangiare un bambino. Il Mostro ha sul capo il tipico berretto che gli ebrei erano tenuti a portare per decreto del Quarto Concilio Ecumenico Lateranense del 1215. Questo monumento fu posto per molti secoli in una strada del quartiere ebraico come ricordo del mostruoso crimine e come punizione per l'intero giudaismo bernese. Più tardi, quando in seguito alla Rivoluzione illuminista, cessarono le legislazioni antiebraiche d'eccezione, la statua fu rimossa.

    BEATE ROBERTE, ORA PRO NOBIS

    GUELFO NERO

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: 15 aprile: Beato Lorenzino Sossio da Marostica

    19 aprile: san Werner di Oberwesel

    Santo renano del secolo 13°, appartenne come Simonino di Trento e Guglielmo di Norwich al gruppo dei ragazzi martiri immolati da ebrei, per delitto rituale in odio alla fede cattolica. Figlio di un vignaiolo, Werner fu ucciso a 14 anni a Oberwesel nel 1287, venendo appeso a una colonna a testa in giù e svenato. La notizia di questo nefando assassinio rituale scatenò forti e sanguinose rappresaglie contro le communità ebraiche nella valle del Reno. Canonizzato nel 1428, s. Werner ebbe culto dapprima nella diocesi di Treviri, particolarmente a Bacharach sul Reno, dove gli fu consacrata una cappella. E' il protettore dei vignaioli del Reno, della Borgogna e dell'Alvernia.

    Gesta Treverorum continuata, hg. von G. WAITZ, MGH SS XXIV, Hannover 1879, S. 470 (Gesta Boemundi archiepiscopi Treverensis, cap. 10)

    Anno Domini 1287, domino Boemundo adhuc in Romana curia existente, puer quidam christianus et mendicus Wernerus nomine, cum apud Wesaliam villam Treverensis dyocesis de celario cuiusdam Iudei cum cophino terrram exportaret, hora quadam, dum facultas se optulit oportuna, inito consilio, perfidi Iudei, christiani nominis inimici, irruerunt in eum, qui diversis plagis innocentem puerum afficientes, membratim laniabant et tandem crudeli morte perimerunt, corpusque exanime et exangue longius a villa in dumis et vepribus absconderunt. Deus autem corpus sui martyris a bestiis et avibus conservans intactum, inventum est a quodam rustico, qui ibi iuxta terram arabat. Et ad hoc spectaculum vicinis convocatis, exortum est murmur in populo, quod impii Iudei hoc facinus perpetrassent; sicut etiam ancilla quedam christiana Iudeis serviens testabatur, que asseruit, se per rimam parietis premissa conspexisse. Quam ob rem homines illius terre longe vel prope positi furore repleti, in miseros Iudeos crudeliter exarserunt, quosdam suffocantes, alios cum uxoribus et parvulis concremantes, alios submergentes ac plures gladio perimentes. Tantum illi qui se in castris et municionibus nobilium recipere poterant ab huiusmodi peste vix tuebantur. Corpusque venerabile martyris translatum est Bacharacum, et statim ibi ad honorem Dei et sui martyris capella construitur opere sumptuoso. Cuius mortem preciosam in conspectu suo Dominus pie creditur multis miraculis declarasse. Ad cuius tumulum spe venie peregrinorum turbe de propinquis et longinquis regionibus catervatim cucurrerunt
    Ultima modifica di Luca; 19-04-10 alle 12:28

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: 19 aprile: San Werner da Oberwesel


  9. #9
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    Predefinito Riferimento: 19 aprile: San Werner da Oberwesel

    Grazie immensamente Augustinus. Ho cercato immagini di San Werner per molto tempo.

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: 19 aprile: San Werner da Oberwesel

    Citazione Originariamente Scritto da Guelfo Nero Visualizza Messaggio
    Grazie immensamente Augustinus. Ho cercato immagini di San Werner per molto tempo.
    E guarda il paradosso. Questo quadro del 1711 è conservato presso il Gemälde im Jüdischen Museum, cioè il museo giudaico, di Berlino. Ed è un miracolo che non l'abbiamo distrutto!

 

 
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