«Made in Italy superato».
E l’azienda etichetta i jeans «Made in Veneto»
La Giada spa di Adria: «Garanzia di qualità». Anticipato un progetto di legge leghista. Oscar Fabbri: «L’idea è nata per dare un valore aggiunto alle nostre professionalità»
VENEZIA—E’ un po’ il federalismo dell’abbigliamento quello anticipato dalla «Giada spa» di Adria, licenziataria del marchio «Jacob Cohen». Disamorata del «made in Italy» che ormai non considera più garanzia di qualità e sicurezza del prodotto, l’azienda ha scelto di puntare sulla genuinità nostrana, cucendo sui capi denim riforniti a 1300 commercianti del Paese l’etichetta: «Exclusively handmade in Veneto, a region in the north east side of Italy». «L’idea è nata due anni fa, per esaltare le grandi capacità artigianali e professionali della nostra regione — spiega Oscar Fabbri, della «Giada spa» —. Gli articoli che proponiamo sono interamente frutto del lavoro locale, dalla tessitura ai ricami, dalla manifattura alla tintura, passando per gli accessori. Solo i tessuti provengono da varie parti del mondo, ma lo stabilimento di Adria può contare su laboratori affiliati solo veneti, che prestano opera quasi esclusiva».
Se chiedi il «ritorno» di quella che può sembrare una trovata pubblicitaria, la risposta è spiazzante. «Ma no, non abbiamo reclamizzato l’iniziativa— rivela Fabbri—perchè il nostro è un prodotto di nicchia ma soprattutto perchè il made in Veneto vuole essere un valore aggiunto, il coronamento di un’ambizione. Oggi siamo costretti a prendere le distanze dal made in Italy, che spesso delude le aspettative e offende chi effettivamente propone un capo interamente realizzato nel nostro Paese, perchè applicato su vestiti magari creati in Ungheria, Romania o Polonia. Questo marchio è inflazionato e non adeguatamente protetto dalla legge, perciò è meglio differenziarsi ».
La scelta della «Giada spa» brucia sul tempo il progetto di legge sul marchio «Qualità Veneto » che la Lega sta portando avanti in Consiglio regionale dalla scorsa legislatura.
Primo firmatario l’assessore al Bilancio, Roberto Ciambetti. «Il provvedimento punta a semplificare la vasta galassia di marchi di cui il territorio oggi dispone, nei suoi vari settori produttivi — chiarisce Luca Baggio, presidente della commissione Lavoro, che sta vagliando il testo — e quindi a dare alle nostre imprese un ulteriore strumento di competitività, lanciando una sorta di made in Veneto su cui investire a livello promozionale e produttivo. Si tratta di un logo semplice, con l’effigie del Leone di San Marco, a disposizione di tutte le imprese che ne facciano richiesta, ottemperando allo specifico disciplinare e osservando oltre agli standard qualitativi requisiti tecnici come l’assenza di lavoro infantile, la regolarità contributiva, il rispetto del contratto collettivo e degli orari, l’assenza di condanne per il titolare e di procedure fallimentari in atto. Se questa legge sarà approvata in aula —chiude Baggio— garantirà al consumatore ottime qualità del prodotto e la sua realizzazione secondo precise regole».
La proprietà di «Qualità Veneto » sarà della Regione (che ne garantirà anche la tutela legale) e la sua attribuzione potrà avvenire di volta in volta per singoli prodotti e servizi, dopo attenta analisi delle loro caratteristiche.
«Made in Italy superato». E l’azienda etichetta i jeans «Made in Veneto» - Corriere del Veneto
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