

VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/


Se Equitalia fosse un privato cittadino andrebbe in galera per usura, stante che se dopo un anno si verificasse il tasso medio applicato ricomprendendo tutte le voci saremmo a valori più che usurai.
Creare un bacino di vittime da cui attingere a piacimento è già stato fatto da Hitler, e con indubbio successo, per risanare le finanze del Reich e quindi finanziare il riarmo.
Ma in democrazia questo sistema è evidentemente inapplicabile.
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


Qual'e la ratio che ispira lo svolgimento della politica sulle imposte del nuovo governo Laico? Si continuera' nel solco delle politiche di tassazione e spesa avviate con questi provvedimenti o ci sara' altro messo in campo.
Per quanto riguarda la politica fiscale io non parlerei di tassa e spendi visto che la pressione fiscale rimane invariata ed anzi il centrodestra ci sta tardivamente imputando che sia addirittura in deficit.
La spesa pubblica va senz'altro qualificata e resa più efficiente, sto studiando un piano di tagli fattibili da presentare questo autunno, ma è irrealistico pensare che la si possa ridurre di molto, in valore assoluto e in percentuale sul PIL. Non spendiamo più di altri paesi simili per servizi essenziali come istruzione o sanità, e spendiamo meno per gli investimenti, nonostante le carenze infrastrutturali. Spendiamo di più per il sistema pensionistico e nella legge sul lavoro ci sono misure che tendono a ridurre questa spesa. Se a ciò si aggiunge il servizio del debito, la conclusione è che tasse alte saranno comunque con noi ancora a lungo.
E tuttavia il problema del fisco italiano non è solo un livello elevato delle imposte, ma anche il fatto che tutto il peso si concentra su pochi contribuenti e pochi cespiti. Tassiamo moltissimo i fattori produttivi, capitale e lavoro, e poco tutto il resto. Peccato, che i tartassati siano precisamente coloro da cui ci aspettiamo la crescita del futuro.
La nostra riforma fiscale riequilibra questa situazione spostando parte del carico fiscale dal capitale e dal lavoro con le riduzioni di IRPEF e IRES, agli immobili e alle attività finanziarie. Un ulteriore merito della riforma è non aver toccato le imposte sui consumi.
Il centrodestra di PIR rappresenta perfettamente quella parte di opinione pubblica italiana, anziana e con poco reddito, ma gonfia della ricchezza accumulata nei decenni precedenti, refrattaria a ogni ipotesi sensata di riforma tributaria. Indulgente sull’evasione fiscale, che plaude alla riduzione dell’ICI (anche a pressione tributaria invariata) e vede con sospetto ogni intervento sui redditi finanziari.
Compito delle forze politiche responsabili dovrebbe essere quello di spiegare e cercare di convincere sulla strada da percorrere, piuttosto che rincorrere gli umori più viscerali della popolazione. Noi l'abbiamo fatto.
Per quale motivo sono mancati a giudizio dei miei illustri ospiti, contatti tra LR e PL sulle questioni lavoro e finanza, dove le differenze dovevano essere oggettivamente minori?
Il PL non ha espresso sostanzialmente nessun parere sulla nostra riforma del mercato del lavoro perdendo un'occasione di confronto, mentre sul fisco si è fatta portavoce insieme al centrodestra di istanze sbagliate, le stesse che condannano il paese all'immobilità da un decennio. In ogni caso è stato il PL ad escludere l'ipotesi di un'alleanza programmatica nelle consultazioni che io ho avuto con loro a seguito del primo turno, al contrario del centrosinistra con cui si è realizzato un dialogo proficuo tanto è vero che ha avuto la maturità di accettare e votare con noi anche questa riforma del mercato del lavoro votata allo smantellamento delle rigidità, delle dualità e della centralizzazione. Dal momento che per la LR il programma viene prima dei discorsi astratti sulla vicinanza politica ecco spiegato lo scarso coordinamento tra due partiti ritenuti affini.
Ritenete che le future riforme tecniche di questa Legislatura che viene considerata fin da prima della campagna elettorale come destinata ad essere costituente, debbano portare ad un definitivo ancoramento del Senato a Pir City ? Credete davvero che tutti i giocatori siano disposti a smettere di parlare di politica reale italiana e di limitarsi sul fronte economico ad analizzare la situazione del Gioco ?
E' una questione che - senza nascondermi dietro ad un dito - mi vede contrapposto ad uno dei nostri membri più rappresentativi, il capogruppo alla camera Frankie D. Quando sarà il momento ne discuteremo all'interno della LR e decideremo la linea da seguire. Ma io sono contrario a collegare PIR City al senato proprio perché trovo molto più stimolante parlare di politica italiana. E il dibattito molto vivo che è nato intorno a queste prime sedute credo mi dia ragione: le leggi del senato per quanto possano essere perfettibili raggiungono in pieno lo scopo del gioco che è la discussione approfondita e documentata.
Tra i punti generali di tagli alla spesa italiana in alternativa alla riforma fiscale Olivo, il senatore Juv del Partito Liberale ha proposto l'uscita dell'Italia dal patto di stabilità Europeo per non dover pagare ipotetici nuovi aiuti alla Grecia, non ritenete che sia una proposta poco credibile ? O meglio, troppo avventata ? non ritenete che la credibilità del nostro Paese sarebbe messa a serio rischio ?
Per la Grecia si profila un default controllato o comunque una conversione del debito quindi dubito che se ci saranno altri aiuti questi potranno essere di una tale entità da giustificare una scelta francamente troppo drastica da poter essere vagamente presa in considerazione.
Ultima modifica di olivo; 21-06-11 alle 22:51


"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


vi pongo una domanda di un utente che preferisce rimanere anonimo
lei che ne pensa delle politiche protezionistiche? Nello specifico porrebbe dazi in tutela delle imprese nazionali o/e in limitazione di determinate importazioni estere?
VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/


lei che ne pensa delle politiche protezionistiche? Nello specifico porrebbe dazi in tutela delle imprese nazionali o/e in limitazione di determinate importazioni estere?
Io e tutta la Lista Repubblicana siamo risolutamente contrari ad ogni ipotesi protezionistica. Lo storico patriottismo repubblicano e mazziniano si differenzia dal nazionalismo della destra anche per il rifiuto di politiche dettate dall'egoismo nazionale, tra cui certamente il proibizionismo. La patria è l'associazione dei fratelli, tra loro assolutamente liberi e uguali, che perseguono il bene collettivo, nella cooperazione internazionale. Ma la nostra contrarietà al protezionismo non si spiega solo a partire dalla matrice ideologica. Il protezionismo va a danno, alla lunga, della stessa nazione che lo attua. Certo forse non a danno di qualche monopolista ma a danno della popolazione costretta a subire uno standard dei prezzi più alto di quello che sarebbe possibile, come è accaduto, con conseguenze tragiche, scaturite anche nell'antiumana repressione della protesta dello stomaco. La Lista Repubblicana si opporrà sempre alle tentazioni e alle pulsioni protezionistiche, in linea coi suoi ideali e con i principi economici largamente accettati da ogni scuola economica. Mi lasci dubitare se lo stesso si può dire di altri partiti.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Sta facedo un uso improprio e criminoso Frankie
comunque la domanda implica una valutazione anche di tipo economico![]()
VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/


Ritenete che le future riforme tecniche di questa Legislatura che viene considerata fin da prima della campagna elettorale come destinata ad essere costituente, debbano portare ad un definitivo ancoramento del Senato a Pir City ? Credete davvero che tutti i giocatori siano disposti a smettere di parlare di politica reale italiana e di limitarsi sul fronte economico ad analizzare la situazione del Gioco ?
Ci tengo moltissimo a rispondere questa domanda in quanto PIR CITY ( intesa come città virtuale e non come riforma economica ) comeel resto il SENATO sono il frutto diretto della mia attività legislativa in questi ultimi due anni.
Gli obiettivi finali sono molto ambiziosi.. ma far si che il gioco economico, un domani, possa sostituire la politica reale al Senato, a mio modo di vedere l' unica condizione necessaria è che il gioco economico assuma una complessità tale da simulare la realtà e da riprodurre tutte le milioni di sfaccettature che questa comporta.. ma anche se dovessimo arrivare ad una dimesione tale, ho paura che a quel punto il gioco, diventerebbe estremamente pesante, complesso e impossibile da gestire se non da un numeroso team di tecnocratici che rischia alla fine di superare in numero i giocatori effettivi.
Va considerato anche il fatto che per funzionare la sinergia fra gioco economico e Senato.. e' necessario che tutti vi partecipano e che non si manifesti piuttosto il rischio di rendere il nuovo Senato una minoritaria nicchia per incalliti giocatori di questo genere di giochi... trasformandosi così da riforma "salva" Transatlantico in una riforma che in teoria potrebbe dargli il colpo di grazia.
Inoltre, da imprenditore, non reputo una cosa seria o in ogni caso attinente alla realtà affidarci alla sorte per determinare i risultati di un azienda.
Con questo non voglio criticare l' ottimo lavoro che fino a quì è stato fatto, anzi un elogio a chi fino ad ora da zero si è sbatutto, si è sporcato le mani e a in ogni caso ha sperimentato e realizzato quello che pare un buon gioco di economia.
Il mio suggerimento finale è quello di provare anche altri modelli o variazioni del modello iniziale, visto che che ogni caso c'è ancora molto tempo a nostra disposizione, oppure di pensare a PIR CITY e al SENATO come due entità separate.
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Non credo nelle politiche protezionistiche in generale e non credo che queste possano servire alla economia di un paese manufatturiero ed esportatore come l' Italia.
Credo però nella liberà concorrenza e quindi mi pare giusto intervenire la dove questa non è garantita alle nostre aziende.
Ultima modifica di Supermario; 22-06-11 alle 00:35
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."