Cara Barbara Spinelli …

domenica 14 giugno 2009

di DANILO DI MATTEO

Alberto Ronchey negli anni ’80 si chiedeva con un libro: “Chi vincerà in Italia?”. E in appendice proponeva una precedente intervista a Ugo La Malfa, il quale affermava fra l’altro: a volte siamo più marxisti dei marxisti, riferendosi in particolare all’importanza dell’analisi dei processi economici. Ecco: oggi Barbara Spinelli nota sul quotidiano La Stampa che, dopo i fasti dell’era Blair, le socialdemocrazie sono in crisi e le destre scoprono Keynes e addirittura Marx, piegandoli all’obiettivo di uscire dalla tempesta per poi ricominciare come prima.
'; writethis(jsval);//--> Sulla Terza Via di Blair e Giddens si potrà tornare in altra occasione e, ad esempio, già Enrico Morando, ben prima delle elezioni, ne aveva individuato un limite nel suo carattere fondamentalmente nazionale, invocando un nuovo internazionalismo democratico. Ma chi parla da anni dell’assemblea mondiale delle democrazie e di un governo democratico del pianeta che funga da volano rispetto alle Nazioni Unite? I Radicali, Marco Pannella, come noto.


La Spinelli, poi, spiega il successo dei Verdi con l’intuizione dell’esigenza di una proposta politica sovranazionale, almeno europea, e cita Daniel Cohn-Bendit: “Una forza politica moderna deve avere oggi dimensioni europee. E la crisi della socialdemocrazia la si risolverà solo formulando, contro le alternative nazionali, alternative europee (…)”. Insomma: lo Stato-nazione rappresenta ormai uno spazio troppo angusto. E i Verdi, inoltre, esprimono bene l’esigenza di superare, un po’ come indicato dallo stesso Obama, un modello di sviluppo e un approccio industrialista e produttivistico all’economia e alla società.


Ma chi, ormai tanti lustri fa, rinunciò a usare il proprio nome in Parlamento per proporsi come federalisti europei, nel solco tracciato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni? E chi, almeno dagli anni ’70, invoca una crescita mondiale equilibrata e sostenibile contro lo sterminio per fame e per il rispetto dell’ambiente? Ancora i Radicali.


Interessante è pure l’attenzione che la nostra autrice riserva al Partito dei pirati: una forza politica svedese che si batte contro ogni censura nel web. La nuova frontiera della libertà. E proprio i Radicali da anni vengono accusati di difendere addirittura i pedofili in quanto fin dentro i palazzi dell’Onu sostengono, spesso da soli, questa causa.


Sì, perché il Partito Radicale, come noto, agisce ormai da anni a livello transnazionale.


Sottolineiamo tutto ciò non per orgoglio; ma perché, cara Spinelli, affidare la rifondazione della sinistra italiana ai “liberali-legalitari di Di Pietro” vuol dire confondere la realtà con le apparenze e allontanare ancora di più la nascita di una formazione dal Dna davvero liberale.

Agenzia Radicale - Cara Barbara Spinelli …