21 giugno 2011
No alle ingerenze hollywoodiane negli affari interni italiani. Angelina Jolie con quella bocca può fare ciò che vuole tranne dire come dev’essere l’Italia del futuro e come vanno spese le mie tasse. Una femmina bidivorziata la cui parola pertanto non vale un’acca, imbrattata di tatuaggi in ogni parte del corpo e quindi pagana, con figli denominati Shiloh e Knox a certificarne lo stato di coma culturale, ubriaca di superbia al punto da strapparsi anche all’anagrafe il cognome del padre, Jon Voight, a Lampedusa può benissimo sbarcarci, se non altro perché a Lampedusa possono sbarcarci proprio tutti. Che però non si permetta di dare lezioni e studi piuttosto la storia americana iniziata con uno slogan formidabile, “No taxation without representation”, una lezione di libertà e responsabilità che a me ispira un ancora più attuale “No declaration without taxation”. Chi essendo cittadino straniero non paga l’Irpef non può capire che cosa si prova vedendo allungarsi la fila di bocche a carico, e chi non capisce deve tacere.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Camillo Langone




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