[QUOTE=Alterego;2370308]E secondo te cosa stiamo cercando di fare?:gratgrat:
Insorgenza Civile
Partito del Sud


[QUOTE=Alterego;2370308]E secondo te cosa stiamo cercando di fare?:gratgrat:
Insorgenza Civile
Partito del Sud






Il problema, secondo me, è un altro:
i veri movimenti indipendentisti settentrionali hanno percentuali ridicole come insorgenza e pdsud.
La Lega, invece, è l'unico partito grande del nord... infatti non è secessionista. A meno che non si voglia credere alle stronzate dei fucili della Val Brembana e altre amenità del genere.
La Lega è nata e si è sviluppata utilizzando il più grande CHIAGNI ("Il sud è parassita", "roma ladrona", "questione settentrionale") e FOTTI (andatevi a vedere gli ultimi 10 rapporti Svimez, e vi renderete conto di quanto ha il nord e di quanto non ha il sud dallo stato centrale).
La maggioranza degli elettori della lega vorrà pure la secessione, ma i padroni di quel partito sanno bene che con una secessione, il Nord non sopravviverebbe: dove piazzerebbe i suoi prodotti? Chi gli garantirebbe un mercato interno così florido? E la rete infrastrutturale? E l'enorme evasione fiscale che c'è anche al nord, e che oggi viene nascosta evidenziando la maggiore evasione del sud?
Per questo il sud non deve dotarsi di un partito indipendentista OGGI (ma magari lo potrà fare un domani): OGGI serve un partito che sposti la bilancia degli investimenti, dei progetti e della redistribuzione verso il sud; OGGI serve un partito che smascheri la cialtronaggine del più grande partito del Nord.
Ecco perchè ho aderito a Forza del Sud.
Non mi aspetto certo che Miccichè parli di indipendenza del Sud o di secessione!
Ultima modifica di Antonio; 21-08-11 alle 11:08


MANOVRA: FDS
“Sarebbe un grave errore derubricare a chiacchiericcio post vacanziero i contributi che i movimenti politici, anche di opposizione, stanno offrendo per modificare una manovra che sebbene parta dalla buona intenzione di tagliare la spesa pubblica improduttiva, arriva al rallentamento della crescita economica”. Così il senatore di Forza del Sud Salvo Fleres, componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, intervenendo nel corso della riunione della Commissione sulla manovra estiva. Per Fleres “i tagli orizzontali che caratterizzano il provvedimento costituiscono elementi di socialismo reale che non collimano affatto con i valori e gli indirizzi programmatici tipici di una governo e una maggioranza di centrodestra moderni e liberali. Le scelte di Tremonti rappresentano l’inverso della nostra politica, fatta soprattutto di scelte, anche dure, ma consapevoli”.
Entrando nel merito del provvedimento il senatore del movimento arancione ha criticato “l’inesistenza di misure volte alla perequazione infrastrutturale, che invece dovrebbero rappresentare il volano per una ripresa occupazione soprattutto al Sud”, ovvero “l’eliminazione del Sistri, voluto dalla Lega Nord: un favore alla mafia ed agli imprenditori che vivono di inquinamento”. Il parlamentare si è molto soffermato anche sui “tagli orizzontali dei comuni, delle province e della democrazia rappresentativa. Le proposte contenute nel testo – ha detto Fleres – non raggiungono alcun obiettivo se non quello di deludere i cittadini, senza ridurre alcuna spesa. Anzi, in alcuni casi, aumentandole. L’utilità di un ente locale, e penso ad esempio a tanti, tantissimi paesi del Molise che verranno cancellati, non si misura in base al numero di abitanti, bensì alla sua capacità di svolgere, con efficienza ed economicità, le competenze che gli sono attribuiti. Bisogna tagliare i costi della burocrazia, non della democrazia”.
MICCICHE’: MANOVRA APPROSSIMATIVA. LOMBARDO? IMPOSSIBILE FARE PEGGIO DI LUI | Forza Del Sud
Nella calda – e non solo dal punto di vista climatico – estate italiana, a Roma ci si prepara alla discussione sulla manovra, mentre a Palermo il Governo regionale arranca nel tentativo di trovare un’intesa su come stringere la cinghia.
In un’intervista rilasciata all’Ansa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di FdS Gianfranco Miccichè, afferma che “la manovra ha avuto un buon impatto di marketing politico soprattutto in l’Europa, ma bisogna dire le cose come stanno: è un provvedimento molto approssimativo e improvvisato. E soprattutto manda in fumo il piano per il Sud”.
Lunedì il leader di Forza del Sud riunirà a Roma i parlamentari del partito per predisporre un pacchetto di emendamenti, annunciando “battaglia vera in Parlamento”.
Miccichè non condivide molti aspetti della manovra di Tremonti, definendo ”folli” alcune misure, tra cui quelle relative alla soppressione dei “comuni polvere” e delle Province con meno di 300mila abitanti. “Le Province o si aboliscono tutte, cosa auspicabile, o nessuna”, chiosa il sottosegretario alla Presidenza, che lancia l’allarme sui fondi destinati al Mezzogiorno: “Tremonti sta mandando in fumo il piano per il Sud”.
Non crede però che il governo ricorrerà al voto di fiducia, almeno alla Camera.
“Mi sembrerebbe alquanto curioso, sarebbe un modo pessimo di gestione di questa manovra, che va fatta, ma va fatta bene e cercando il consenso in Parlamento”.
E invita il coordinatore del Pdl, Angelino Alfano, al dialogo: “Lo chiamo, gli spiegherò quali sono le nostre idee”.


MANOVRA, MICCICHE’ “NULLA PER IL SUD, IN PARLAMENTO FAREMO NOSTRA PARTE” | Forza Del Sud
L’esito del vertice di maggioranza che si è svolto questa mattina nelle residenza privata del Premier ad Arcore non ha dissipato i dubbi del leader di Forza del Sud, Gianfranco Miccichè, sulle misure della manovra. E in una nota, diffusa in serata, sottolinea che ”la sensazione è che tutto cambia per non cambiare nulla. Non vedo nessun vero intervento strutturale che possa avere effetti positivi sulla crescita, né alcun intervento per il Sud. E tutti noi sappiamo – evidenzia Miccichè – che in Italia non ci sarà crescita se a svilupparsi non sarà proprio il meridione. In Parlamento Forza del Sud farà la sua parte affinché la bilancia penda a Sud”.


FORZA DEL SUD, IO SUD E NOI SUD SARANNO ‘GRANDE SUD’ | Forza Del Sud
Durante l’incontro di ieri a Termoli, nel corso del quale i consiglieri e gli assessori termolesi di ‘Noi Molise’ sono passati ufficialmente con il movimento guidato da Gianfranco Miccichè, lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader del partito arancione ha annunciato che il partito Forza del Sud da lunedì prossimo si chiamerà “Grande Sud”.
Il partito è la naturale evoluzione dell’incontro tra le formazioni di Io Sud della Poli Bortone, Noi Sud di Iannaccone e Forza del Sud: un grande movimento politico territoriale del Mezzogiorno, per il Mezzogiorno.
A Bari, a metà luglio, nel corso di una convention, Gianfranco Miccichè, Adriana Poli Bortone e Arturo Iannaccone avevano già stretto un patto federativo, con l’obiettivo di “essere la fucina del nuovo meridionalismo, il cenacolo intorno al quale devono ritrovarsi i giovani più illuminati, gli intellettuali che hanno a cuore la nostra terra, gli industriali che vogliono realmente investire nel Sud e non soltanto limitarsi a lucrare finanziamenti per poi abbandonare i nostri lavoratori”.
La nostra collocazione sarà Il Sud! – aveva affermato dal palco di Bari, il leader arancione Gianfranco Miccichè. Né centrodestra, né centrosinistra, ma soltanto il Sud. Dopodiché, quando sarà il momento di presentarsi alle prossime politiche vedremo la geografia della politica italiana. Noi ci occupiamo del Sud e vogliamo stare solo con chi ci garantisce qualcosa per il Sud.
Grande Sud, “questo è il nome nuovo del nostro partito – ha detto – che vuole fermare questo potere della Lega che veramente sta diventando insopportabile”.


‘GRANDE SUD’ SALE AL COLLE: LA CRESCITA DEL MEZZOGIORNO RICETTA PER IL PAESE | Forza Del Sud
Gianfranco Miccichè, Adriana Poli Bortone e Arturo Iannaccone sono stati ricevuti questa mattina dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
I tre esponenti politici, che il mese scorso hanno espresso la volonta’ di dar vita ad un unico soggetto politico meridionalista hanno manifestato al Capo dello Stato la preoccupazione per la situazione nella quale versa il Sud del Paese, soprattutto per l’alta percentuale di giovani disoccupati, e la necessita’ di sostenere una forte azione a sostegno dell’economia meridionale.
Nel contempo Micciche’, Poli Bortone e Iannaccone hanno illustrato a Giorgio Napolitano la natura e le finalita’ del costituendo partito del Sud, ponendo in particolare evidenza la volonta’ di spendersi nel panorama politico italiano per rendere sostanziale l’Unita’ del Paese, attraverso la definitiva riduzione del divario che separa l’economia meridionale da quella settentrionale. Infatti, solo con lo sviluppo del Sud l’Italia potra’ crescere ai ritmi dei Paesi piu’ forti dell’Unione Europea.
E’ stata evidenziata, inoltre, la necessita’ di una forte revisione critica dei metodi di governo fin qui praticati al Sud come premessa per avviare una nuova fase di meridionalismo unitario. Ed’ stato sottolineato, infine, che occorre invertire profondamente politiche nazionali che hanno penalizzato e discriminato il Sud, sottraendo in piu’ occasioni risorse gia’ destinate al suo sviluppo’.


CONSIGLI REGIONALI: MEZZOGIORNO VIRTUOSO. IL NORD? IN FERIE | Forza Del Sud
Consiglieri vacanzieri, sedute sporadiche e bassa produttività.
Alla faccia di chi vorrebbe pensare (o pensa già) – malignamente – che siano caratteristiche delle amministrazioni meridionali, spegnendo Radio Padania, scoprirebbe che la classifica delle assemblee meno virtuose d’Italia vede, impietosamente, ai primi posti proprio i consigli regionali del Nord.
In Emilia Romagna, ad esempio, l’ Aula sta rimanendo “ferma” per 54 giorni (dal 28 luglio al 20 settembre) e anche il numero di sedute svolte dall’inizio del 2011 ad oggi è deludente: appena dieci.
Segue a ruota la Lombardia: 52 giorni di ferie per i consiglieri lombardi (29 luglio-20 settembre), appena sedici le sedute svolte nel 2011.
E non mancherebbero certo i provvedimenti importanti e urgenti da discutere e affrontare, tra i quali quello sulla riduzione del 10 per cento agli stipendi dei consiglieri.
La Liguria, tra le regioni sopra il Po, fa eccezione: 37 sedute nel 2011 e solo 18 giorni di ferie.
La Sardegna, tra le regioni a statuto speciale, segna un record positivo: 32 giorni di ferie (11 agosto-13 settembre) ma in compenso ben 71 sedute negli ultimi sette mesi.
Anche la Campania supera il test, reggendo il confronto con i colleghi “vacanzieri” del Nord: 30 sedute nel 2011 e 39 giorni di ferie.
Lazio e Veneto, rispettivamente 46 giorni di ferie e 33 sedute, 48 giorni di ferie e 34 sedute, restano a metà classifica.
Ma ecco la sorpresa: in Veneto, quest’anno per la prima volta il Consiglio ha sospeso le attività dal 13 al 21 agosto, come forma di risparmio.
“Bene, lodevole!”, verrebbe da dire.
Purtroppo, però, la Regione guidata dal leghista Zaia è proprio l’unica a non avere ancora approvato lo Statuto, e di conseguenza la legge regionale: un passaggio obbligato, imposto dalle modifiche costituzionali di fine 1999, che hanno introdotto l’elezione diretta del Presidente della Regione e legato indissolubilmente le sorti del governo regionale e dell’assemblea legislativa.