Entro il mese di luglio cesserà, almeno nel Lazio, lo scandalo dei parenti illustri nei consigli di ammistrazione.
La giunta di Renata Polverini ha infatti inserito all’interno dell’assestamento di bilancio la proposta di legge de La Destra che ho presentato assieme a Roberto Buonasorte nelle scorse settimane, offrendo cosi una corsia preferenziale al provvedimento da noi proposto: l’assestamento, infatti, deve diventare legge entro il mese. La proposta è stata sottoscritta anche da Veronica Cappellaro e Ernesto Irmici del Pdl, Gilberto Casciani della lista Polverini e Antonio Paris del gruppo misto.
In sostanza, con la legge antiparentopoli, sarà precluso ai congiunti fino al quarto grado di consiglieri regionali in carica – solo per la regione Lazio possiamo legiferare, per lo Stato, i comuni e le province deve legiferare il Parlamento – di accedere alle presidenze e ai consigli d’amministrazione delle aziende regionali, oltre che nei collegi dei revisori dei conti. La norma vale per enti, agenzie, aziende regionali. In pratica è una vera e propria rivoluzione. E’ scritto nella norma che detti incarichi sono incompatibili con “l’esistenza di un rapporto coniugale, di affinità ovvero parentale in linea retta ed in linea collaterale sino al quarto grado con i consiglieri regionali in carica e con i componenti in carica della giunta”.
Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge si verificherà la condizione parentale di ogni nominato e gli incompatibili saranno sostituiti.
E’ una bella affermazione de La Destra e va riconosciuto merito all’amministrazione Polverini di aver accettato di buon grado l’inserimento della norma all’interno di un documento fondamentale come l’assestamento di bilancio. Ora sta al Consiglio regionale fare la propria parte e siamo certi che nessuno vorrà sottrarsi alla responsabilità di dare un segnale di buona politica al popolo della nostra regione.
Magari questa iniziativa de La Destra potrà essere duplicata nelle altre regioni – e magari supportata con raccolte di firme nei territori – e in Parlamento. E se negli enti locali venisse presa in esame anche solo per deliberare in materia, sarebbe già un grande passo in avanti. A partire da Roma….
Francesco Storace





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