Ne lessi qualche pagina, lo trovai abbastanza noioso.


Ne lessi qualche pagina, lo trovai abbastanza noioso.


Sì, l'ho letto. A mio avviso, si tratta di uno dei libri di Evola più fraintesi della storia.
Ultima modifica di Giò; 03-07-11 alle 14:24




Perché con la scusa dell'apolitia i "camerati" hanno cercato di giustificare qualsiasi loro vizio o debolezza con il "cavalcare la tigre" della decadenza, mentre invece è palese che Evola non avesse certo l'intenzione di dare una ragione giustificatrice delle miserie umane.


Più che l'apolitia questo riguarda la prima parte (e i successivi capitoli di esplicazione) in cui si parla della "formula generale [che] è stata indicata in un'apertura intrepida, priva di vincoli, ma unita a distacco, di fronte ad ogni esperienza possibile". Ma d'altronde mica è colpa dell'autore se il suo libro è caduto in mano alla plebe.
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


L'apolitia mi pare di ricordare (ho letto il libro tre anni fa) che venisse presentata come un'applicazione del principio della trasformazione del veleno in farmaco (cioé cavalcare la tigre).
Comunque, non ne faccio una colpa ad Evola, però era una considerazione che mi sentivo di fare.




Il pericolo maggiore quando si prende in mano un libro di Evola è quello di sentirsi automaticamente "tipi umani differenziati" senza magari aver afferrato il senso dell'opera o peggio senza averla letta tutta ma avendo scelto solo alcune parti generalmente quelle meno "incasinate"...
Cavalcare la Tigre è un buon testo, l'ho riletto all'inizio di quest'anno vi sono sicuramente molte fonti di spunto, se vogliamo "buoni consigli" per chi è in grado di coglierli senza strafare con il rischio di mandare tutto a puttane. Un aspetto interessante riguarda strettamente Evola, la sua profonda conoscenza dell'attalità del suo tempo, impressionante per un anziano che non usciva mai di casa.


Ma certo, era per dire che non è colpa di Evola se il testo è stato interpretato arbitrariamente, e taluni invece che "essere" uomini differenziati imponendosi uno stile interiore l'hanno usato per "definirsi" tali facendo il cazzo che gli pareva, magari anche correndo dei rischi e finendo male.
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.