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Discussione: Nepal

  1. #1
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    Predefinito Nepal

    Come valutate la politica di compromesso dei maoisti nepalesi ed il loro ingresso nel parlamento borghese ?.

    p.s. ma non erano per la lotta di classe ?.

  2. #2
    Banda Müntzer-Epifanio
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    Predefinito Riferimento: Nepal

    Citazione Originariamente Scritto da contropotere Visualizza Messaggio
    Come valutate la politica di compromesso dei maoisti nepalesi ed il loro ingresso nel parlamento borghese ?.

    p.s. ma non erano per la lotta di classe ?.
    La situazione attualmente in Nepal è piuttosto ingarbugliata visto che con una serie di manovre politiche è stato spinto Prachanda alle dimissioni e attualmente si attende il prossimo passo del partito.

    Personalmente valutai positivamente le scelte di Prachanda, Battharai e del PCN(M). Le prospettive strategiche del partito non sono mai cambiate ma a condizioni ben precise a suo tempo dopo 10 anni di guerra popolare con pragmatismo (tipico del leninismo e del maoismo) hanno intravisto uno spiraglio politico per perseguire l'obiettivo strategico e lo hanno sfruttato. E' proprio la coerenza politica di Prachanda e del partito tutto ad aver portato ora come ora alle dimissioni di PRachanda stesso dopo aver comunque vinto le elezioni.

  3. #3
    Banda Müntzer-Epifanio
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    Predefinito Riferimento: Nepal

    Comunque a riguardo la situazione attuale in Nepal ti posto qui due articoli esaustivi che riassumono quanto successo nell'ultimo mese e mezzo:



    Sulle dimissioni di Prachanda
    SECONDO FRONTE - Nepal
    Scritto da Moreno Pasquinelli
    Giovedì 07 Maggio 2009 11:06
    Lunedì scorso, quattro maggio, alle tre del pomeriggio, non nascondendo la propria tensione, Pushpa Kamal Dahal, alias Prachanda, annunciava le dimissioni da Primo ministro e quindi la caduta del governo di coalizione da esso presieduto, in carica dal 30 dicembre 2007. Prachanda giustificava le dimissioni dopo che il Presidente ad interim della Repubblica, Ram Baran Yadav, ha rimesso al suo posto il Generale dell’esercito Rukmangad Katwal, dimissionato dal governo a causa del riufiuto di quest’ultimo di onorare uno dei punti più importanti degli accordi di pace del 2006 che posero fine alla guerra civile, ovvero l’arruolamento degli ex-combattenti maoisti dell’Esercito Popolare di Liberazione.

    Nel corso della conferenza stampa (YouTube - PM Prachanda resignation ( Full - HQ - uncut ) Part 1 of 2) Prachanda ha accusato il Presidente ad interim di aver compiuto un atto anticostituzionale (in effetti la Costituzione provvisoria non assegna al Presidente alcuna facoltà di annullamento delle decisioni del governo) e di aver portato un attacco al processo di pace e alle giovani istituzioni democratiche dalle conseguenze incalcolabili. Prachanda non avrebbe avuto l’obbligo di dimettersi se l’altro partito comunista, il principale alleato dei maoisti, non fosse uscito dal governo in segno di protesta per il licenziamento del generale. Infatti, malgrado divisioni al suo interno, il PCN-UML, per bocca del suo segretario generale, Jhala Nath Khanal, ha ritirato i propri ministri in segno di solidarietà col Presidente Ram Baran Yadav, costringendo de facto Prachanda alle dimissioni. Lo stesso Khanal ha poi affermato di essere pronto a guidare lui il nuovo governo, affermazione che ha subito avuto il plauso dell’opposizione filo-indiana del Partito del Congresso, dichiaratosi pronto a comporre un nuovo esecutivo che escluda i maoisti.

    Questa grave crisi non giunge all’improvviso, era piuttosto nell’aria. La vecchia nomenklatura politica, esclusa dal governo, in combutta con i vertici militari e le alte sfere della burocrazia, si è messa sin da subito di traverso al processo di democratizzazione, non limitandosi soltanto ad un boicottaggio ai livelli istituzionali, ma sobillando una opposizione nelle piazze, usando il comprensibile malcontento sociale, non solo dei vecchi notabili, delle caste brahaminiche azzoppate e delle minoranze nazionali e, soprattutto, facendo da sponda alle pesantissime interferenze indiane (Nuova Dehli è giunta al punto di far penetrare proprie truppe in Nepal col pretesto di difendere i diritti della minoranza indiana). I nepalesi si chiedono dove fosse il generale Rukmangad Katwal in quella occasione. La risposta è semplice, egli tramava con l’India, di cui si considerava un agente. Tutti sanno in Nepal che il generale non avrebbe potuto opporsi all’integrazione dei vecchi combattenti maoisti nell’esercito (in difesa dunque del vecchio notabilato militare da sempre monarchico) senza il sostegno di Nuova Dehli e del Partito del Congresso Nepalese, che è la longa manus indiana nel paese.

    Non appena Prachanda ha dimissionato il generale le autorità indiane, che considerano il Nepal come un proprio satellite, hanno infatti espresso pesantemente il loro disappunto, facendo anche circolare la voce che l’India avrebbe appoggiato un eventuale colpo di stato per rovesciare il governo capeggiato dai maoisti (governo che Nuova Dehli teme sia a causa della sua natura sia perché contesta le sue aperture alla Cina e al Pakistan). Non ce n’è stato bisogno. L’India ha ottenuto ciò che voleva grazie alla mossa del Presidente della repubblica e al pronto sostegno ad esso offerto dal PCN-UML.

    Quali pieghe prenderà adesso la situazione nepalese è difficile dire. I segnali che giungono sono inquietanti. Il giorno dopo le dimissioni di Prachanda in tutto il paese hanno preso il via manifestazioni di protesta, duramente represse dall’Esercito che ha anche arrestato una cinquantina di dimostranti, tra cui noti leaders vicini ai maoisti. Il Partito di Prachanda ha annunciato che non parteciperà ai lavori del Parlamento e che, anzi, mobiliterà la sua base per bloccarli impedendo il “colpo di stato morbido” in atto.

    Nell’articolo del 6 dicembre scorso, commentando le profonde divisioni in seno al Partito Comunista (maoista) del Nepal concludevo:
    «Per quanto ne sappiamo anche Prachanda ritiene che solo un regime democratico popolare, ovvero dove siano gli sfruttati a comandare possa fungere da ponte per la piena emancipazione degli oppressi. Il punto è che Prachanda vorrebbe temporeggiare, proseguire gradualmente e per tappe successive, sostenendo che andare allo scontro adesso, mentre l’India alle porte minaccia il golpe, sarebbe devastante e suicida. L’ala dura, d’altra parte, considera che il tempo non lavori per il successo della rivoluzione e che sia necessario un colpo d’acceleratore, ovvero mobilitare le masse, se necessario anche in armi, determinando per vie extraparlamentari la Democrazia Popolare. Secondo tutti i commentatori l’ala dura è in maggioranza, e questo pone Prachanda in una situazione difficilissima.
    Decisiva in questo senso è stata la riunione del CC maoista del 24 novembre. Prachanda, dato per spacciato, è invece riuscito a ottenere la maggioranza, portando dalla sua parte anche alcuni suoi rivali interni. Indiscrezioni dicono tuttavia che la risoluzione finale approvata dal CC è stata una mediazione con l’ala sinistra, che quindi è stato proprio Prachanda a scendere a patti coi suoi detrattori. Si vocifera inoltre che un dei punti di disaccordo sia stato com’era prevedibile il rapporto con l’India, tra l’ala degli indipendenti, che chiedono un più stretto legame con la Cina, e i cosiddetti indu-pendenti, che non vogliono andare ad uno scontro frontale con Nuova Delhi.
    La rottura è stata per ora evitata, ma la divisione politica resta.».
    La rottura nel partito maoista è stata infatti evitata, ma si sta approfondendo quella nel paese. Vedremo nelle prossime settimane se la crisi istituzionale sarà risolta con un nuovo compromesso o se il paese precipiterà nuovamente nel conflitto armato.

    Sulle dimissioni di Prachanda

  4. #4
    Banda Müntzer-Epifanio
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    La crisi non è affatto risolta
    SECONDO FRONTE - Nepal
    Scritto da La Redazione
    Venerdì 22 Maggio 2009 07:29
    Alcune agenzie di stampa asiatiche informano che la crisi di governo in Nepal, determinata dalle improvvise dimisssioni del primo ministro Prachanda, sarebbe risolta. Il presidente della Repubblica ha infatti conferito l’incarico di formare il nuovo esecutivo a Madhav Kumar Nepal, grande vecchio del Partito Comunista del Nepal (marxista leninista unificato), ovvero proprio al partito che solo un mese fa, con gesto ostile, aveva causato le dimissioni di Prachanda.
    Dopo settimane di convulse trattative, e con il grande burattinaio indiano dietro alle quinte, una sgangherata maggioranza di parlamentari che fanno parte dell’Assemblea Costituente (che per la cronaca è composta da 22 partiti e non è riuscita ancora a sfornare la nuova costituzione), esattamente 350 su 601, hanno dato il loro assenso all’incarico a Madhav Kumar Nepal. Che questa sia la via per uscire dalla paralizzante crisi istituzionale, tuttavia non è affatto detto, dato che i maoisti di Prachanda non hanno affatto assicurato il loro appoggio. Senza l’appoggio dei maoisti, che hanno il 40% dei seggi, un governo potrebbe vedere la luce solo facendo entrare le forze di destra e di estrema destra, ovvero dei cani da guardia dell’India. Ma una simile soluzione, come notano i principali organi d’informazione nepalesi, sarebbe ad altissimo rischio, visto che tutti temono che l’esclusione dei maoisti potrebbe spingere questi ultimi a promuovere un sollevamento rivoluzionario popolare.
    Consapevole di questa minaccia e mettendo le mani avanti, il Presidente del PCN (UML) Jhala Nath Khanal, lui che è stato uno degli artefici della crisi del governo presieduto da Prachanda, ha dichiarato solennemente il 20 maggio che nesssun governo può essere formato senza l’appoggio dei maoisti. In verità si tratta di biforcuti tatticismi, forse per prendere tempo. Non è infatti in gioco solo chi debba governare adesso, ma che tipo di Repubblica debba sorgere, la sua natura e, non meno importante, la sua sovranità nazionale, ovvero se il Nepal debba restare il ventinovesimo stato della federazione indiana. Un fatto è certo: il PCN (UML), a dispetto dei suoi riferimenti ideologici, non desidera né una Repubblica democratica popolare né urtare gli interessi dell’elefante indiano.

    La crisi non è affatto risolta

  5. #5
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    Ti ringrazio per gli articoli postati

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Nepal

    Citazione Originariamente Scritto da contropotere Visualizza Messaggio
    Come valutate la politica di compromesso dei maoisti nepalesi ed il loro ingresso nel parlamento borghese ?.

    p.s. ma non erano per la lotta di classe ?.
    Non bisogna avere paraocchi, perché il fatto di entrare nel Parlamento di un Paese può essere anche una buona cosa. Dipende da caso a caso.

 

 

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