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Discussione: Manovra punitiva

  1. #1
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    Predefinito Manovra punitiva

    Ecco perché non voterò questa manovra punitiva

    Darò la fiducia al governo, ma non a questo testo inutile e dannoso che colpisce gli italiani che producono. Usano la stessa "cura" da 40 anni, ma l'Italia continua a peggiorare.

    Luigi Condorelli, maestro di clinica medica, sosteneva che la condizione di malato non è stabile. Difficile dargli torto prima o poi finisce la malattia oppure il malato! Ora immaginate un malato cui il medico curante prescrive un farmaco salvavita. Il paziente lo prende, ma la malattia continua. Il medico decide che la dose era insufficiente e ne prescrive una maggiore. Niente, il malato non solo non guarisce, ma peggiora. Imperterrito il medico continua a prescrivere lo stesso farmaco e continua a prescriverlo, diciamo, per diversi anni. Il malato continua a esserlo, apparentemente smentendo la tesi del professor Condorelli. Per quanto mi riguarda, se fossi stato io al posto del malato, avrei immediatamente cambiato medico, sperando di trovarne uno meno maledettamente cocciuto del primo. Fuor di metafora, a partire almeno dagli anni Settanta il malato (i conti pubblici italiani) ha ricevuto dai medici la stessa medicina (manovre) in dosi sempre più massicce ma la malattia, lungi dall'essere curata, ha continuato a peggiorare.

    Non sarebbe il caso di cominciare a prendere in considerazione la possibilità che la cura non sia proprio quella adatta al caso? Eppure, il coro unanime dei padroni del vapore continua a recitare la stessa, immutabile, solfa: occorre una manovra, occorre subito, anzi forse non basta, dovremo presto farne almeno un'altra o forse due. Questa logora sceneggiata si protrae da oltre quarant'anni ma gli attori sono instancabili, ripetono la stessa farsa senza battere ciglia. Credo che il momento di finirla sia giunto ormai da troppi anni e mi rifiuto di prestarmi a protrarre questo indegno accanimento terapeutico, forse il caso più eclatante di malasanità, in un Paese in cui tanti altri casi continuano a sottolineare l'inefficienza del nostro sistema sanitario nazionale. Le amministrazioni pubbliche - governo centrale, amministrazioni locali, enti previdenziali, autorità autonome e quant'altro - sono in realtà un sistema di trasferimenti: si finanziano prelevando quattrini dalle tasche di alcuni italiani per trasferirli in quelle di altri italiani. Le dimensioni di questi trasferimenti sono aumentate enormemente nel corso del tempo: se posso ripetermi, nel 1900 rappresentavano il 10% del prodotto interno lordo, negli anni Cinquanta a circa il 30%, oggi superano il 51%. Cosa giustifica questa spaventosa crescita? Certamente non la lotta alla povertà: eravamo più poveri nel 1900 che non negli anni Cinquanta e più poveri nei Cinquanta che non adesso. Del resto, chi crede che le spese delle amministrazioni pubbliche abbiano davvero lo scopo di alleviare il disagio dei nostri concittadini meno fortunati? Se il 51% del reddito nazionale andasse al 20% più povero della popolazione, lo renderebbe immediatamente agiato. Le cose sono assai meno semplici, bisogna considerare altri elementi.

    Primo: quanto la collettività riceve ammonta a molto meno di quanto la collettività deve versare all'apparato di trasferimenti pubblico, per via dei costi di trasferimento (burocrazia, politica, corruzione, eccetera).
    Secondo: chi paga non necessariamente appartiene alle fasce di reddito più alte, chi riceve non necessariamente a quelle più basse. Il finanziamento dell'università, della sanità, e degli enti locali molto spesso proviene dalle tasche di contribuenti a reddito medio-basso o basso, e va in quelle di persone non indigenti, e la redistribuzione diventa regressiva.
    Terzo: i costi dell'apparato pubblico non vanno ai compiti essenziali dello Stato (per Difesa ed Esteri spendiamo soltanto poco più dell'uno per cento del pil). L'indennità parlamentare mi colloca nell'uno per cento più ricco dei contribuenti (ineffabile efficienza del nostro sistema tributario!) eppure ricevo "gratis" i servizi e le medicine fornite dal sistema sanitario nazionale: tassiamo il 99% meno abbiente per dare all'uno per cento più ricco! Infine, ma non meno importante, la percentuale di spesa pubblica sulla quale il governo ha, a legislazione invariata, potere d'intervento rappresenta una percentuale molto ridotta del totale. Le spese per interessi, per i dipendenti pubblici, per le "prestazioni sociali" (assai deludenti e niente affatto sociali) sono incomprimibili e rappresentano oltre i quattro quinti del totale. Ha senso tentare di ridurre il 100% agendo solo sul 20%? A me non sembra. Per queste ragioni, se darò la fiducia al governo, non la darò alla manovra, che considero dannosa inutile e punitiva per gli italiani che producono e che non riescono a sopportare le assurde pretese di questo Stato pletorico, ingordo e sprecone.

    Antonio Martino

    Il Tempo - Politica - Ecco perché non voterò questa manovra punitiva

  2. #2
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    Ecco perché non voterò questa manovra punitiva

    Darò la fiducia al governo, ma non a questo testo inutile e dannoso che colpisce gli italiani che producono. Usano la stessa "cura" da 40 anni, ma l'Italia continua a peggiorare.

    Luigi Condorelli, maestro di clinica medica, sosteneva che la condizione di malato non è stabile. Difficile dargli torto prima o poi finisce la malattia oppure il malato! Ora immaginate un malato cui il medico curante prescrive un farmaco salvavita. Il paziente lo prende, ma la malattia continua. Il medico decide che la dose era insufficiente e ne prescrive una maggiore. Niente, il malato non solo non guarisce, ma peggiora. Imperterrito il medico continua a prescrivere lo stesso farmaco e continua a prescriverlo, diciamo, per diversi anni. Il malato continua a esserlo, apparentemente smentendo la tesi del professor Condorelli. Per quanto mi riguarda, se fossi stato io al posto del malato, avrei immediatamente cambiato medico, sperando di trovarne uno meno maledettamente cocciuto del primo. Fuor di metafora, a partire almeno dagli anni Settanta il malato (i conti pubblici italiani) ha ricevuto dai medici la stessa medicina (manovre) in dosi sempre più massicce ma la malattia, lungi dall'essere curata, ha continuato a peggiorare.

    Non sarebbe il caso di cominciare a prendere in considerazione la possibilità che la cura non sia proprio quella adatta al caso? Eppure, il coro unanime dei padroni del vapore continua a recitare la stessa, immutabile, solfa: occorre una manovra, occorre subito, anzi forse non basta, dovremo presto farne almeno un'altra o forse due. Questa logora sceneggiata si protrae da oltre quarant'anni ma gli attori sono instancabili, ripetono la stessa farsa senza battere ciglia. Credo che il momento di finirla sia giunto ormai da troppi anni e mi rifiuto di prestarmi a protrarre questo indegno accanimento terapeutico, forse il caso più eclatante di malasanità, in un Paese in cui tanti altri casi continuano a sottolineare l'inefficienza del nostro sistema sanitario nazionale. Le amministrazioni pubbliche - governo centrale, amministrazioni locali, enti previdenziali, autorità autonome e quant'altro - sono in realtà un sistema di trasferimenti: si finanziano prelevando quattrini dalle tasche di alcuni italiani per trasferirli in quelle di altri italiani. Le dimensioni di questi trasferimenti sono aumentate enormemente nel corso del tempo: se posso ripetermi, nel 1900 rappresentavano il 10% del prodotto interno lordo, negli anni Cinquanta a circa il 30%, oggi superano il 51%. Cosa giustifica questa spaventosa crescita? Certamente non la lotta alla povertà: eravamo più poveri nel 1900 che non negli anni Cinquanta e più poveri nei Cinquanta che non adesso. Del resto, chi crede che le spese delle amministrazioni pubbliche abbiano davvero lo scopo di alleviare il disagio dei nostri concittadini meno fortunati? Se il 51% del reddito nazionale andasse al 20% più povero della popolazione, lo renderebbe immediatamente agiato. Le cose sono assai meno semplici, bisogna considerare altri elementi.

    Primo: quanto la collettività riceve ammonta a molto meno di quanto la collettività deve versare all'apparato di trasferimenti pubblico, per via dei costi di trasferimento (burocrazia, politica, corruzione, eccetera).
    Secondo: chi paga non necessariamente appartiene alle fasce di reddito più alte, chi riceve non necessariamente a quelle più basse. Il finanziamento dell'università, della sanità, e degli enti locali molto spesso proviene dalle tasche di contribuenti a reddito medio-basso o basso, e va in quelle di persone non indigenti, e la redistribuzione diventa regressiva.
    Terzo: i costi dell'apparato pubblico non vanno ai compiti essenziali dello Stato (per Difesa ed Esteri spendiamo soltanto poco più dell'uno per cento del pil). L'indennità parlamentare mi colloca nell'uno per cento più ricco dei contribuenti (ineffabile efficienza del nostro sistema tributario!) eppure ricevo "gratis" i servizi e le medicine fornite dal sistema sanitario nazionale: tassiamo il 99% meno abbiente per dare all'uno per cento più ricco! Infine, ma non meno importante, la percentuale di spesa pubblica sulla quale il governo ha, a legislazione invariata, potere d'intervento rappresenta una percentuale molto ridotta del totale. Le spese per interessi, per i dipendenti pubblici, per le "prestazioni sociali" (assai deludenti e niente affatto sociali) sono incomprimibili e rappresentano oltre i quattro quinti del totale. Ha senso tentare di ridurre il 100% agendo solo sul 20%? A me non sembra. Per queste ragioni, se darò la fiducia al governo, non la darò alla manovra, che considero dannosa inutile e punitiva per gli italiani che producono e che non riescono a sopportare le assurde pretese di questo Stato pletorico, ingordo e sprecone.

    Antonio Martino

    Il Tempo - Politica - Ecco perché non voterò questa manovra punitiva
    Bravo Martino.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


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    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    Altra nave, altro equipaggio


    ... un debito come quello italiano non è gestibile se non c’è una cura-shock sulla spesa e una crescita superiore all’asfittico uno per cento al quale siamo inchiodati. Sembra di stare sulla nave di Linea d’Ombra. Nel romanzo di Conrad si racconta l’odissea di un giovane capitano che prende il comando di una nave il cui precedente capitano è morto pazzo. E’ l’occasione della sua vita, ma la navigazione viene funestata prima dalle febbri tropicali poi dalla bonaccia. L’epidemia mette l’equipaggio fuori gioco. L’assenza di vento blocca il veliero come uno scoglio in mezzo all’oceano. Solo il capitano e il cuoco resistono. Alla fine, dopo due settimane, miracolosamente l’aria riprende a soffiare, la nave di moribondi giunge a Singapore, i malati vengono sbarcati, viene assunto un nuovo equipaggio, la nave riparte per un’altra avventura. No, non mi piace la metafora tremontiana del Titanic. Preferisco quella conradiana della Linea d’Ombra. All’Italia serve un nuovo equipaggio.

    di Mario Sechi

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  4. #4
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    sono d'accordo con Martino. :giagia:
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    ► STATI UNITI D'EUROPA, SUBITO! Tutti gli Stati a Ovest della Russia!
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    Predefinito Qui urge di fare il COLLEGIO UNINOMINALE !!

    Ci vuole il COLLEGIO UNINOMINALE . Poi il popolo del collegio , senza divisioni fra destra e sinistra , saprà dove andare .. sotto la casa dell'UNICO rappresentante di quel collegio , se si aumenta lo stipendio .. come è accaduto alla tre di mattina del 15 luglio 2011 !

    Il Fatto Quotidiano [edizione di venerdi’ 15 luglio 2011]

    Presenti a Montecitorio 602 deputati, votanti 600, i sì sono stati 316. Intanto, a telecamere spente, la commissione bilancio boccia i tagli alla politica, dopo una discussione surreale alle tre del mattino [..]

  6. #6
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    Predefinito Rif: Qui urge di fare il COLLEGIO UNINOMINALE !!

    Citazione Originariamente Scritto da cantone_nordovest Visualizza Messaggio
    Ci vuole il COLLEGIO UNINOMINALE . Poi il popolo del collegio , senza divisioni fra destra e sinistra , saprà dove andare .. sotto la casa dell'UNICO rappresentante di quel collegio , se si aumenta lo stipendio .. come è accaduto alla tre di mattina del 15 luglio 2011 !

    Il Fatto Quotidiano [edizione di venerdi’ 15 luglio 2011]

    Presenti a Montecitorio 602 deputati, votanti 600, i sì sono stati 316. Intanto, a telecamere spente, la commissione bilancio boccia i tagli alla politica, dopo una discussione surreale alle tre del mattino [..]
    I senatori nella notte si salvano i privilegi “Si produce disaffezione, non parliamone”

    ...A telecamere spente e in seduta notturna i senatori hanno bocciato i tagli ai privilegi della Casta. Il giorno prima che la manovra finanziaria arrivasse a Palazzo Madama, la commissione bilancio ha analizzato i provvedimenti da adottare per ridurre i costi della politica annunciati dal ministro Giulio Tremonti. E li ha bocciati...

    I senatori nella notte si salvano i privilegi “Si produce disaffezione, non parliamone” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano

    ***************

    DISAFFEZIONE?
    Se volete chiamarla così... ncav:

    Un termine per definirli please...
    Ultima modifica di acquazzurra; 15-07-11 alle 20:04

  7. #7
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    La manovra era blindata. Su quasi tutto. Perché su un solo punto è di fatto saltata: quello dei tagli ai costi della politica. La sforbiciata di Giulio Tremonti è stata ampiamente spuntata dalla casta durante il passaggio al Senato pur senza modificare un comma del testo, perché non era possibile. Ma il trucco è stato trovato, grazie all’accordo fra Pd e Pdl. La trappola è scattata fra la sera del 12 e la notte del 13 luglio in commissione affari costituzionali del Senato...(continua)

    Casta, accade tutto nella notte Cos

  8. #8
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    COME FARE PER MANDALRI A CASA

    E' vero quello che ho letto (commento su libero), ovvero che "se il 30 per cento dei diritti al voto , quando va a votare, facesse mettere a verbale che non si sente rappresentato da questa classe politica, si riuscirebbe a mandare a casa tutti i partiti?" Lo direbbe la costituzione.
    Qualcuno ne sa qualcosa?

  9. #9
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    COME FARE PER MANDALRI A CASA

    E' vero quello che ho letto (commento su libero), ovvero che "se il 30 per cento dei diritti al voto , quando va a votare, facesse mettere a verbale che non si sente rappresentato da questa classe politica, si riuscirebbe a mandare a casa tutti i partiti?" Lo direbbe la costituzione.
    Qualcuno ne sa qualcosa?
    io non ne so una mazza. :giagia:
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Manovra punitiva

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    io non ne so una mazza. :giagia:
    Mi hai fatto ridere... di un riso amaro... ma ho riso.:gluglu:

 

 
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