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    Predefinito Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    La disfatta di Gheddafi è vicina e i ribelli non sono affatto nel caos

    Contesto le dichiarazioni stranamente disfattiste che si odono a Washington, Londra, Roma e Parigi Nell' esercito dei libici liberi non ci sono disordine né improvvisazione né «spirito tribale»

    Sono di ritorno dal Jebel Nafusa, l' altopiano montuoso a nord-ovest della Libia che costituisce - dopo quello di Misurata a est, poi quello di Brega ancora più a est - il terzo fronte di questa guerra di cui ho voluto rendermi conto andandoci di persona. Quel che ho visto mi porta a contestare, più che mai, le dichiarazioni stranamente disfattiste che da qualche settimana si odono a Washington, Londra, Roma e Parigi. Dichiarazioni che ci parlano, per esempio, dell' esercito ribelle come di un esercito disorganizzato, mal preparato al combattimento, indisciplinato. Sul fronte di Gualich, che è la sua prima linea di attacco davanti alle forze di Gheddafi, ho constatato il contrario: una cinquantina di uomini ben addestrati, inquadrati da ex militari che hanno disertato e fieri di avere, in dieci giorni, riconquistato i 60 chilometri che li separano da Zintan, base del comando unificato della regione. Il contrario, francamente, dell' impantanamento. Ci dicono che si tratterebbe di combattenti che non vedono al di là del loro villaggio e incapaci di una visione strategica d' insieme in vista della presa di Tripoli. A Zintan come a Yefren, in terra araba come in zone berbere, si sente e si vede tutt' altro. Una ribellione, cioè, il cui obiettivo è Tripoli. Capi tribù per i quali l' unità della Libia è diventata, nell' impeto della lotta, un imperativo. Ufficiali perfettamente consapevoli del fatto che questo obiettivo è raggiungibile solo in stretto coordinamento con la direzione operativa delle forze Nato. Nulla a che vedere, di nuovo, con il disordine, l' improvvisazione, lo «spirito tribale», come ci viene ripetuto di continuo. Ci si preoccupa della qualità degli armamenti di cui dispongono gli insorti e dello squilibrio di forze che ne sarebbe la conseguenza. Che ai rivoltosi manchino, per poter effettivamente marciare sulla capitale, armi pesanti e semi-pesanti, è probabile. Ed è probabile che la Nato dovrebbe rispondere, al più presto, alla loro richiesta di bombardare le postazioni di Jawsh, Tidji, al-Jhizaya, al-Ruess e Badr, da cui l' artiglieria continua, mentre scrivo queste righe, a minacciare le popolazioni civili di Nalut e al-Araba. Ma un grande progresso è stato compiuto con la consegna, in particolare da parte della Francia, di parecchie decine di tonnellate di armamenti, buona parte dei quali è andata nella regione del Jebel Nafusa. Per chi avesse qualche dubbio, l' équipe che mi accompagnava mette a disposizione le immagini che ha potuto filmare di questa consegna di armi. Era un fine pomeriggio, su una strada che sovrasta la vallata, ma al riparo dal fuoco nemico. I ribelli l' hanno trasformata in una pista d' atterraggio, segnalata come tale e illuminata per 1.600 metri. Un aereo da carico, proveniente da Bengasi, si è posato lì. Ha scaricato materiale, totalmente coperto e immediatamente sistemato su pick-up giunti da Zintan, che vi sono subito ritornati. Secondo uno degli uomini del check point, si trattava di una mezza tonnellata di armi semi-pesanti destinate alle prime linee. Ci descrivono infine l' esercito di Gheddafi come un esercito che «resisterebbe» - sic - alla Coalizione. Oltre al fatto che applicare il bel termine «resistenza» alla soldatesca di un tiranno allo stremo mi sembra un' ingiuria al buon senso; oltre al fatto che le nostre indicazioni lasciano sospettare che il tiranno possegga l' arma sporca per eccellenza, il napalm, si dà il caso che siamo potuti entrare, a Zintan, in una madrasa trasformata in prigione militare e in una sala dell' ospedale dove vengono curati i prigionieri feriti. Qui abbiamo raccolto due tipi di testimonianze. Racconti di mercenari venuti dal Niger, dal Mali, dal Sudan e che, a Asabah, di fronte a Gualich, costituiscono apparentemente la metà degli effettivi. E la testimonianza di un artigliere libico che ci ha raccontato, in condizioni deontologicamente accettabili, cioè non davanti ai suoi carcerieri, come i suoi compagni restino al loro posto solo perché hanno, dietro di loro, aguzzini incaricati di abbatterli al minimo tentativo di diserzione. È questo l' esercito «lealista» pronto a morire per la sua «Guida»? Aggiungo che il militante dei diritti dell' uomo quale io sono non poteva non avere in mente, e contestare ai responsabili dell' esercito dei libici liberi, che la Ong Human Rights Watch lo aveva recentemente accusato di violenze. Violenze che tutti i miei interlocutori, a cominciare dal colonnello Mukthar Khalifa, vice-capo della Difesa di Zintan, hanno categoricamente smentito. Io stesso, sui 60 chilometri che separano Zintan dal fronte di Gualich, non ho trovato traccia di altre distruzioni o saccheggi, se non quelli commessi sistematicamente dai mercenari di Gheddafi allo sbando. Almeno su un punto, quello del saccheggio nell' ospedale di Aweinya, sono in grado di smentire queste accuse, poiché è l' assemblea locale della città, diventata una città quasi fantasma, che ha deciso di trasferire il materiale medico che vi si trovava verso la città, più popolata, di Zintan: tale decisione è stata oggetto di un atto amministrativo nella debita forma, che ho visto con i miei occhi. È un dettaglio? Forse. Ma è da dettagli di questo genere che si può giudicare il comportamento, come anche l' avvenire, di un movimento di resistenza. Insomma, davvero non capisco il tono disincantato dei commentatori che non hanno mai trovato troppo lunghi i 42 anni della dittatura ma che, improvvisamente, trovano interminabili i 100 giorni della liberazione. E ancor meno capisco i ripetuti appelli a un «negoziato» che, da solo, permetterebbe di uscire dal «pantano» in cui i signori Cameron e Sarkozy ci avrebbero fatto precipitare. Non c' è che una «soluzione politica» alla crisi aperta, il 17 febbraio scorso, dall' offensiva lanciata da questo regime contro il proprio popolo: l' allontanamento di Gheddafi - e intuisco che ci siamo vicini. A quali condizioni? Se accantoniamo il necessario rafforzamento di una resistenza che è sulla via del successo, ma deve ancora progredire, ci sono tre condizioni alla vittoria finale. 1. Che i francesi, i britannici e i loro alleati non cedano all' intimidazione e continuino sulla strada che hanno aperto: questa guerra, poiché riguarda un dittatore che aveva promesso di annegare il proprio popolo «in fiumi di sangue», è una guerra giusta. 2. Che Washington, anche se si tiene in disparte e lascia l' essenziale delle operazioni agli alleati europei, non cada in una auto-flagellazione che porterebbe la guerra di Libia a raggiungere l' assurda guerra d' Iraq nella stessa riprovazione: la guerra in Iraq si basò su una menzogna di Stato (le famose e introvabili «armi di distruzione di massa»), nulla di simile per la guerra in Libia. Quella dell' Iraq fu una guerra di vendetta (11 settembre... la volontà, di Bush figlio, di lavare l' affronto fatto a Bush padre da un Saddam Hussein che non gli fu grato di averlo risparmiato), nulla di simile per la guerra in Libia. La guerra d' Iraq, in una sorta di messianismo democratico, credeva in una democrazia portata dall' esterno e capace di nascere da un giorno all' altro. In Libia, ci siamo appoggiati su una rivendicazione democratica giunta non solo dall' interno, ma dal profondo della società, e incarnata, in particolare, dal Consiglio nazionale di transizione. 3. Che la comunità internazionale, infine, non cada nella trappola che consisterebbe nel far di Gheddafi chissà quale «topo del deserto» capace di sfidare le forze coalizzate, e diventato una specie di semi-eroe che si batte da solo contro tutti: senza ricordare Lockerbie e il sostegno militare al terrorismo irlandese (il militante dei diritti dell'uomo...) di cui si potrebbe, al massimo, ritenere che appartengono al passato, non bisogna perdere di vista né la brutalità della repressione condotta da Gheddafi contro il proprio popolo né il fatto che la sua iniziale, istintiva reazione al primo giorno dell' intervento alleato, fu di minacciare, in risposta alla nostra offensiva sui suoi aerei militari, un' offensiva sui nostri aerei civili: il che è la definizione stessa del terrorismo. Gheddafi non è «cambiato». Non ha mai smesso di essere - e tale rimane - un tiranno barocco ma sanguinario, diventato maestro nell' arte del crimine di massa. (traduzione di Daniela Maggioni ) RIPRODUZIONE RISERVATA

    Levy Bernard Henri

    Pagina 36
    (20 luglio 2011) - Corriere della Sera

    La disfatta di Gheddafi è vicina e i ribelli non sono affatto nel caos

    Delirio a parte, credo sia ''geopoliticamente'' interessante la parte sul confronto con l'Iraq.
    Per il resto si accendi un cero affinché il prossimo ''volo'' di quest'individuo possa essere anche l'ultimo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Mah mi viene da sorridere: Levy esalta la fantomatica "grande capacità militare" dei ribelli che sono fermi da piu di quattro mesi al punto di partenza. Alla faccia della grande capacità militare!
    Ultima modifica di C@scista; 21-07-11 alle 16:24

  3. #3
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Mah mi viene da sorridere: Levy esalta la fantomatica "grande capacità militare" dei ribelli che sono fermi da piu di quattro mesi al punto di partenza. Alla faccia della grande capacità militare!
    Vai trà.
    In realtà i ribelli stanno agendo senza agire.
    :sofico:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    ridicolo e al tempo stesso illuminante!
    da notare la fatica che fa perfino la macchina propagandista zionista internazionale per ottenere un minimo di "ascolto".... ( figuriamoci quella militare ..)
    ferma restando la credibilità a zero !
    Ultima modifica di Daltanius; 22-07-11 alle 00:06
    non abbiate Paura !
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    ridicolo e al tempo stesso illuminante!
    da notare la fatica che fa perfino la macchina propagandista zionista internazionale per ottenere un minimo di "ascolto".... ( figuriamoci quella militare ..)
    ferma restando la credibilità a zero !
    Veramente da 'sto articolo sembra evincersi proprio il contrario, ossia che la Francia ormai sta tentando di ritagliarsi il suo bello spazio nel mediterraneo notevolmente svincolato dagli amerdicani. Ma del resto capisco che per qualcuno se non c'è di mezzo ''zion'' non esiste.

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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    Veramente da 'sto articolo sembra evincersi proprio il contrario, ossia che la Francia ormai sta tentando di ritagliarsi il suo bello spazio nel mediterraneo notevolmente svincolato dagli amerdicani. Ma del resto capisco che per qualcuno se non c'è di mezzo ''zion'' non esiste.
    la Francia non riuscirà mai ad aver uno spazio nel Mediterraneo senza la volontà e l'aiuto degli inglesi e degli americani....
    non hanno le minime potenzialità per farlo.
    e Sarkozy è una emanazione del sionismo internazionale...
    speriamo che alla prossima tornata elettorale i francesi facciano valere i veri interessi del popolo attraverso l'elezione di Marine Le Pen.:giagia:
    non abbiate Paura !
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    la Francia non riuscirà mai ad aver uno spazio nel Mediterraneo senza la volontà e l'aiuto degli inglesi e degli americani....
    non hanno le minime potenzialità per farlo.
    E certo, perché è noto che gli inglesi e gli americani se la passano benissimo. I francesi al contrario sono una piccola nazione, senza alcun potenziale bellico e senza alcuna ambizione nell'area, tant'è che le aziende francesi non si stanno mangiando le nostre da qualche anno a questa parte.

    e Sarkozy è una emanazione del sionismo internazionale...
    A te mi sa che invece han fatto male le emanazioni della monnezza.

    speriamo che alla prossima tornata elettorale i francesi facciano valere i veri interessi del popolo attraverso l'elezione di Marine Le Pen.:giagia:
    ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:

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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    E certo, perché è noto che gli inglesi e gli americani se la passano benissimo. I francesi al contrario sono una piccola nazione, senza alcun potenziale bellico e senza alcuna ambizione nell'area, tant'è che le aziende francesi non si stanno mangiando le nostre da qualche anno a questa parte.



    A te mi sa che invece han fatto male le emanazioni della monnezza.



    ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:
    avranno tentato qualche scalata ..come è tipico delle operazioni di borsa...

    ma non è certo paragonabile ai successi di aziende italiane come Finmeccanica.. con gli appalti di costruzione ferrovieria presi in Russia ad esempio..
    poi è chiara la volontà di chi governa in Francia di portare via profitti all'Italia in Libia.....
    ma il tutto ...è negli interessi della feccia zionista ..come dimostra l'interessamento di questo intellettualone di Levì...
    che si proeccupa così tanto di fare una simile propaganda...
    come da articolo da te riportato...

    dove vivo è tutto pulitissimo.... e poi sono di ritorno da un bel viaggio...
    e complimenti per le "battute" da leghista da stadio !iaociao:
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    avranno tentato qualche scalata ..come è tipico delle operazioni di borsa...
    Dai daltà torna a giocare con le bambole.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Bernard Henri Levy ci dà ragguagli sulla situazione libica

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    Dai daltà torna a giocare con le bambole.
    ma sai cosa è il mercato dei titoli delle SPA quotate in Borsa...?
    a cosa serve ?
    cosa è dice il diritto commerciale sulla ripartizione degli utili ed a quali condizioni possano essere ripartiti gli utili tra gli azionisti ?
    sai come funziona una OPA ?
    sai cosa è e come funziona un Consiglio di Amministrazione ?
    sai quali poteri ha un Amministratore delegato...
    e quali vincoli verso gli azionisti ?

    comincia a rispondere e vediamo chi è abituato a giocare con le bambole...iaociao:
    non abbiate Paura !
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