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Volevo dire che oggi non ho ucciso nessun essere immondo (come solitamente faccio quando la motosega non si accende) quindi ho optato per un party nel mio cimitero di cui la guardia nazionale ne è parte integrante da molto molto tempo e siccome ho del kerosene avanzato dall'ultima impiccagione che ho tentato inutilmente di portare a termine dopo innumerevoli tentativi fatti durante lo stato dissociato in cui mi sentivo tanto gaio come un fringuello di dimensioni siffrediane, ho arrostito centinaia di passere allo spiedo con rosmarino, rigorosamente di allevamento. Il sacrificio di quindici fascisti terroni ve lo sognate...pertanto munitevi di flessibile a nafta e iniziate a fare le valigie per Bellosguardo, razza di tori allevati a steroidi e nel frattempo...lentamente.... annusatevi l'un l'altro il pertugio posteriore fonte di ogni ardimentoso e opinabile gaudio e tripudio.
Volevo inoltre dire che per fortuna non sempre i nodi vengono al pettine, quindi accade prima di tutto che Trombones si sbaciucchia con la signorina Arianna, nota trombettiera dei bersaglieri, suonatrice provetta e abile flautista di certe nerchie da circa mezzo metro dei watussi superdotati - parabon zibon zibon - , e poi cucina all'osteria numero sette, un salame con le tette ungheresi al pepe e le svedesi fritte con polenta e osei caldi (certi osei da sessanta centimetri da punta a punta) da leccarsi i marrons glacés dopo averli svuotati completamente dalla crema saporita condivisibilmente ammuffita e rimessa nuovamente dentro a un'enorme... bocca da fuoco puntata in direzione della gola di Olduvai, profonda come la fossa della Marianna, sorella di Arianna ma altrettanto lesbica amante dunque della patata dorata, oliata con abbondante vasellina e pronta per essere prontamente slinguazzata e gustosamente assaggiata
