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    Predefinito I nostri amici sinistrati

    Salamelle e costine, la disfida di Novara
    di Massimo Introvigne
    Che cosa cambia se si manda a governare un comune una giunta di centro-sinistra anziché di centro-destra? Ben poco, si sono detti molti italiani, convinti alle ultime comunali che si potesse dare un segnale d'insoddisfazione al centro-destra senza dovere patire poi troppo nella normale vita di tutti i giorni. Così anche i cittadini di Novara hanno disertato in massa il ballottaggio e mandato al potere, contro tutte le previsioni, il centro-sinistra, quasi al grido di altri italiani che nel Seicento s'interessavano poco di chi li governasse: "Francia o Spagna, purché se magna".
    Ora i poveri novaresi scoprono di essersi sbagliati: non si magna più, e in particolare alla tradizionale sagra di Ferragosto tocca astenersi dalle costine e dalla salamella, servite da anni per la gioia soprattutto degli anziani e di chi non può permettersi vacanze fuori città. È capitato che l'assessore alle politiche sociali, nel cui mandato rientra anche la gestione delle feste e delle salamelle, abbia scoperto che quest'anno Ferragosto cade nel mese di Ramadan e si sia convinto che, per non offendere le sensibilità degli immigrati musulmani, sia meglio rinunciare a servire carne. Dunque, niente costine e salamelle ma solo anguria, ritenuta islamicamente corretta.
    A torto, peraltro. L'assessore professor Augusto Ferrari, già capogruppo del PD, forse si è confuso con il digiuno cattolico del venerdì. Durante il mese di Ramadan prima del tramonto i musulmani non possono mangiare neppure l'anguria. Forse l'assessore ha dato retta a qualche predicatore particolarmente fondamentalista - ce ne sono anche a Novara e dintorni - per cui a rigore per un musulmano rigoroso anche solo passare per una strada dove si cuoce carne di maiale sarebbe vietato, mentre nulla osta a passeggiare di Ramadan dove altri mangiano l'anguria. Ma in tal caso bisognerebbe chiudere durante il Ramadan anche tutte le salumerie, e controllare l'abbigliamento delle signore e signorine perché, se non fosse più che castigato, anche in questo caso un buon musulmano fondamentalista dovrebbe girare alla larga da certe strade e parchi.
    Più seriamente il problema di un certo "politicamente corretto" è sempre lo stesso. Si fanno prevalere veri o presunti diritti delle minoranze sui diritti delle maggioranze. Il desiderio della maggioranza dei novaresi di continuare a celebrare in santa pace il Ferragosto come hanno sempre fatto, salamella compresa, è ignorato. Tutto questo non giova alla vera tutela delle minoranze. Infatti quando i diritti delle maggioranze sono conculcati pubblicamente, e si ha l'impressione che certe parti politiche - e religiose - s'interessino solo delle minoranze, normalmente le maggioranze s'innervosiscono e i rischi di conflitti interetnici e interreligiosi, anziché diminuire, aumentano. O almeno così insegna la teoria sociale maggioritaria.
    La Bussola Quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: Salamelle e costine la disfida di Novara


  2. #2
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    Predefinito Rif: I nostri amici sinistrati

    "La priorità di Ferrero: voto agli immigrati per vendicarsi del nord"
    di Riccardo Ghezzi
    Qualcuno ricorda il ministro per la "solidarietà sociale" Paolo Ferrero? Colui che si batteva per l'abolizione dei Cpt e il diritto di voto agli immigrati, voleva fare una legge ad hoc per proteggere i Rom e sostituire i campi nomadi con le case popolari? E che è riuscito a piazzare una ex brigatista, Susanna Ronconi, alla Consulta nazionale delle tossicodipendenze, venendo per questo indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio?
    Era una delle punte di diamante del governo Prodi, anche perché, pur rivestendo un incarico di importanza assai relativa, riusciva a finire sui giornali ogni santo giorno, nemmeno fosse il ministro dell'Interno o degli Esteri. Sulle "sparate di Ferrero", adorate dai giornalisti e valorizzate quasi sempre da titoloni, si potrebbe scrivere un'antologia intera. Però ce n'è stata una che merita di essere isolata e ricordata in quanto esempio delle priorità politiche di buona parte della sinistra radicale (ma pure del centro-sinistra). Una dichiarazione che suonava testualmente così: "Nelle province di Treviso, Bergamo e Brescia e in tutta la fascia pedemontana dove la presenza dei lavoratori migranti è molto forte e dove un partito espressamente xenofobo come la Lega raccoglie alti consensi, l'acquisizione del diritto al voto da parte degli immigrati modificherà la dialettica politica".
    Perché dare il voto agli immigrati? Questione di solidarietà? Giustizia sociale? Uguaglianza? No. Solo vendetta politica. L'obiettivo era farla pagare agli elettori del nord, considerati razzisti e xenofobi in quanto per buona parte leghisti. E modificare lo scenario politico. In pratica "purificare l'elettorato trevigiano e bergamasco": mischiando questi volgari razzisti ai puri e immacolati migranti, l'elettorato del nord sarebbe diventato "pulito". Peccato che la "razza" da purificare fosse quella italiana, la stessa (in teoria) del ministro. Un immigrato vale più di un bergamasco autoctono, nella scala dei valori di Ferrero, perché il bergamasco verace è leghista, o di centro-destra, quindi razzista e xenofobo. E soprattutto, secondo Ferrero, il centro-sinistra (a questo punto alleato a partiti islamici) avrebbe qualche possibilità in più di affermarsi al nord se i migranti potessero votare.
    La notizia, all'epoca, contrariamente alle abitudini secondo cui una sparata di Ferrero dovesse per forza finire sulla prima pagina di qualsiasi quotidiano, non è stata valorizzata. Soltanto Libero e Il Giornale ne hanno parlato diffusamente. Era l'estate del 2006, i primi di agosto. A Ferrero ha risposto, il giorno dopo, persino Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera non certo di destra, che ha accusato il buon Ferrero di "aperta intimidazione". Se fosse rimasto il centro-sinistra al governo, presto l'elettorato del nord Italia non avrebbe più potuto votare chi voleva, i nuovi "partiti islamici" avrebbero purificato la marmaglia leghista. Per volontà di un ministro italiano.
    Questa è La Lega: "La priorità di Ferrero: voto agli immigrati per vendicarsi del nord"


    GIRO DELLA PADANIA: FERRERO (PRC - FEDERAZIONE DELLA SINISTRA) SCRIVE A GIORGIO NAPOLITANO PER CHIEDERNE LO STOP
    Oggi Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione Comunista ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiedendo un suo intervento per fermare il Giro della Padania, manifestazione incostituzionale e di chiaro segno politico di parte.
    Di seguito il testo della lettera.
    Signor Presidente,
    Le scrivo per segnalare una situazione istituzionalmente insostenibile che si è venuta determinando in campo sportivo.
    La Federazione Ciclistica Italiana, ha organizzato dal 6 al 10 settembre una corsa a tappe denominata “Giro della Padania”. La partenza è prevista da Paesana (Cn) e il primo in classifica indosserà una maglia di colore verde.
    A me pare del tutto evidente che ci troviamo dinnanzi ad un evento fortemente connotato sul piano politico. Non mi risulta infatti che la Padania esista altrimenti che nella propaganda e nelle proposte secessioniste della Lega Nord. Così come il colore verde abbinato alla Padania è punto qualificante della propaganda del suddetto partito.
    La gravità istituzionale consiste nel fatto che la FCI che organizza la corsa, non è una struttura privata, ma è parte del CONI cioè della struttura che ufficialmente lo Stato italiano riconosce come propria per l’organizzazione dello sport a tutti i livelli. Struttura dotata di una propria autonomia appunto per garantire l’indipendenza della gestione sportiva dalla politica.
    In questa situazione ho scritto al Presidente della FCI per protestare e chiedere la cancellazione dal calendario ufficiale della FCI del giro della Padania. Non ho ricevuto risposte ma – a conferma delle ragioni della mia protesta – ho ricevuto una risposta di Michelino Davico, Sottosegretario agli interni, noto dirigente della Lega Nord. Il grado di confusione tra politica di partito e ruoli e compiti istituzionali non potrebbe risultate più alto.
    A questo punto ho scritto anche al Presidente del CONI Giovanni Petrucci per chiedere un intervento.
    Non avendo ad oggi ricevuto risposta mi permetto di scrivere a Lei, perché nella sua qualità di Presidente della Repubblica, intervenga a tutela della legalità repubblicana, impedendo che una manifestazione sportiva marcatamente segnata da una qualificazione politica di parte, venga ospitata nel calendario ufficiale di organismi delegati dallo Stato italiano all’organizzazione dell’attività sportiva.
    Mi pare infatti evidente che il problema che sollevo ha un preciso rilievo istituzionale e costituzionale.


  3. #3
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    Predefinito Rif: I nostri amici sinistrati

    FASSINO
    Il 30 agosto 2011, giorno finale del Ramadan, oltre diecimila musulmani si sono ritrovati per festeggiare al parco Dora di Torino. Sul «Giornale del Piemonte» si può leggere uno stralcio dell’interrogazione del consigliere comunale Maurizio Marrone, che così suona: «Ci chiediamo come mai le normali associazioni torinesi sono costrette a trafile burocratiche infinite con tempi biblici e garanzie minuziose per avere in concessione la più insignificante sala circoscrizionale, mentre non meglio precisati imam possono disporre di un’enorme struttura, appena inaugurata e situata nel nuovo principale punto verde della periferia torinese, con un preavviso di poche ore ed evidentemente senza alcuna condivisione con il Consiglio Comunale e le sue Commissioni competenti».
    Seguono domande: «Chi sono gli imam cui la Giunta Fassino regala il luogo di preghiera per il Ramadan? Come possono essere state rispettate le procedure regolamentari con un preavviso così limitato?».
    Eccetera.


  4. #4
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    Predefinito Rif: I nostri amici sinistrati

    L'aspetto negativo che connota il padano - mardano, in questo caso - è proprio l'accanimento contro la propria etnia, la propria cultura, la propria terra.
    Giammai dei meridionali si comporterebbero come queste bestie.

    Ferrero e fassino, padani veri.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Comunque tieni sempre in mente che se un comunista fosse intelligente non sarebbe comunista.



  6. #6
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    Io non so se la sinistra in europa sia così, credo di no.
    Qui sono proprio dei decerebrati.
    sklöpp & kanù

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Comunque tieni sempre in mente che se un comunista fosse intelligente non sarebbe comunista.
    Amen.

  8. #8
    Suddito dell'anglosfera
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    Predefinito Rif: I nostri amici sinistrati

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Comunque tieni sempre in mente che se un comunista fosse intelligente non sarebbe comunista.
    Non è tanto una questione d'intelligenza, ma di coerenza. I comunisti sono quelli che gridano a favore dell'integrazione e del multiculturalismo, ma sono sempre i primi a cambiare casa quando gli extra arrivano in massa nel loro quartiere.

  9. #9
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    Predefinito Rif: I nostri amici sinistrati

    Citazione Originariamente Scritto da ShOcK Visualizza Messaggio
    Non è tanto una questione d'intelligenza, ma di coerenza. I comunisti sono quelli che gridano a favore dell'integrazione e del multiculturalismo, ma sono sempre i primi a cambiare casa quando gli extra arrivano in massa nel loro quartiere.
    Sono anche tra i pochi che possono permetterselo: sono quasi tutti zeppi di soldi...

  10. #10
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    Predefinito Rif: I nostri amici sinistrati

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Io non so se la sinistra in europa sia così, credo di no.
    Qui sono proprio dei decerebrati.
    Nel resto d'Europa e' persino peggiore, specialmente in Gran Bretagna e Scandinavia.

    Paragonati ai sinistri nord-europei, i vostri sono degli identitari.
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

 

 
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