Un giallo in sordina dietro la tragedia del Moby Prince
Il mistero sulla tragedia del traghetto Moby Prince (140 morti nell'aprile 1991 dopo una collisione con una petroliera davanti al porto di Livorno) s'infittisce.
Sabato scorso Fabio Piselli, ex parà della Folgore ed esperto in spionaggio elettronico, doveva recarsi dall'avocato di parte civile, Carlo Palermo, che nell'ottobre del 2006 fece riaprire l'inchiesta. Venerdì notte è stato sequestrato da quattro uomini incappucciati che lo hanno portato vicino alla foce dell'Arno. Qui, dopo averlo stordito, lo hanno chiuso nella sua auto a cui hanno poi dato fuoco. Piselli – questa è la sua versione – ha fatto a tempo a mettersi in salvo appena si è risvegliato. Dall'auto però sono spariti alcuni documenti e due microspie.
Al centro dell'incontro con l'avvocato Palermo il traffico d'armamenti “non istituzionali” dalla base americana di Camp Derby (tra Livorno e Pisa) durante la notte della collisione. Informazioni che Piselli ha ricavato indagando sulla morte misteriosa del cugino, Massimo Pagliuca, che era membro della Defense Intelligence Agency dell'ambasciata Usa a Roma e – ha detto Piselli – subito dopo la collisione accompagnò a Camp Derby l'addetto militare dell'ambasciata. Tre anni dopo – sostiene Piselli – è afogato pur essendo un sommozzatore professionista.
http://www.noreporter.org/dettaglioArticolo.asp?id=9986


Rispondi Citando
