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  1. #1
    Vedo la mano invisibile
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    Exclamation L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Come spiego nel mio libro La Tragedia dell'Euro si delineano per l'Unione monetaria europea tre scenari.

    Il primo è che il Patto di Stabilità e Crescita venga riformato e fatto rispettare con sanzioni automatiche per quei paesi che non rispettano i vincoli previsti. Nei paesi della periferia ciò richiede che vengano intraprese severe misure di austerità, che si riformi il mercato del lavoro, che si proceda con le privatizzazioni e che si accetti una riduzione del tenore di vita. Il caso greco ci ha mostrato come questa opzione sia difficilmente perseguibile a causa delle resistenze politiche e sociali da parte dei socialisti, contrari a un ridimensionamento del settore pubblico. Per il 2011 ci si aspetta che il deficit greco sia pari al 9.5% del PIL, ben oltre il limite del 3% stabilito dal patto e il 7.4% stabilito dalla Commissione Europea.

    Il secondo scenario prevede un crollo dell'unione monetaria. La periferia non ha alcun interesse a uscire dall'Eurozona. I governi di tali paesi stanno beneficiando delle garanzie fornite dal cuore del sistema e dalla redistribuzione di ricchezza realizzata dalla moneta unica. Un'eventuale uscita implicherebbe una sostanziale riduzione del tenore di vita dei paesi della periferia. Stando così le cose, perchè il cuore dell'unione non si decide ad abbandonare l'Euro? Benché un'uscita dalla valuta unica sia nell'interesse della popolazione di questi paesi, l'elite politica e finanziaria ha tutto l'interesse a sostenere il progetto dell'Euro. Come abbiamo appena potuto constatare in questo ultimo summit, la cancelliera tedesca Merkel non solo ha rinnegato la clausola di non salvataggio prevista dal trattato di Maastricht, ma anche una precedente risoluzione del parlamento tedesco contraria agli acquisti di obbligazioni da parte dell'unione economica e monetaria.

    Ciò lascia aperto solo il terzo scenario verso il quale stiamo marciando a passo spedito: una Unione dei trasferimenti e un super Stato europeo. Il summit di giovedì 21 luglio 2011 segna un decisivo passo in questa direzione.

    Il governo Greco otterrà altri 109 miliardi in prestito fino al 2014. Le scadenze dei prestiti verranno estese dai sette anni e mezzo (originariamente erano addirittura tre) a 15 anni. I tassi di interesse verranno ridotti dal 4.2% (originariamente erano al 5.2%) al 3.5%, e questa agevolazione sui tassi verrà estesa anche all'Irlanda e al Portogallo

    Dietro le quinte del salvataggio greco, l'incontro dei vertici ha anche realizzato un altro salvataggio a favore del sistema bancario e finanziario. Banche, compagnie di assicurazione e altri investitori privati potranno scambiare i loro vecchi bond greci contro obbligazioni di nuova emissione con scadenza più lunga. Joseph Ackermann, amministratore delegato della Deutsche Bank, ha stimato che le svalutazioni per le banche saranno pari a circa il 21% del valore nominale dei bond greci in portafoglio. I politici hanno venduto all'opinione pubblica questa procedura come partecipazione degli investitori privati al salvataggio della Grecia. In realtà si tratta di un altro salvataggio per il sistema bancario, dato che limita le perdite delle istituzioni creditizie e assicurative al 21% lasciando il resto del fardello sulle spalle dei contribuenti.

    I vecchi bond vengono permutati con i nuovi che sono garantiti dal fondo salvastati EFSF, cioè dai contribuenti dell'unione europea. Senza questo secondo salvataggio della Grecia, il governo ellenico avrebbe dovuto dichiarare fallimento. La seguente ristrutturazione del debito avrebbe causato alle banche perdite molto più alte, le cui stime variano tra il 50 e il 70% dei titoli in portafoglio, contro appunto il 21% previsto dal piano di partecipazione degli investitori privati! Grazie a tutto ciò, l'intero sistema che finanzia e appoggia i governi esce effettivamente con un danno piuttosto contenuto. Di fatto i banchieri possono ritenersi ben felici di essere riusciti ad ottenere questo nuovo salvataggio, ben mascherato e tenuto nascosto al pubblico.

    La più importante conseguenza del summit di ieri rimane comunque l'ufficiale impostazione di una Unione dei trasferimenti che si realizza tramite la concessione di nuovi poteri all'EFSF, il fondo salvastati. L'Eurozona ha sempre realizzato trasferimenti di denaro ogni qualvolta la BCE accetta i bond dei paesi della periferia come collaterale monetizzandone indirettamente i deficit. L'anno scorso, la BCE ha persino cominciato ad acquistare direttamente le obbligazioni emesse dagli Stati periferici, scaricando il costo del salvataggio su tutta l'unione europea. Tuttavia secondo gli accordi presi ieri, gli acquisti della BCE passeranno in secondo piano. Il costo del salvataggio verrà riversato solo sui paesi che effettivamente garantiscono il fondo EFSF.

    L'EFSF adesso potrà concedere linee di credito a quei paesi che si troveranno in difficoltà nel rifinanziare il proprio debito. In più, potrà acquistare i titoli di stato sul mercato secondario. Di fatto il ruolo della BCE viene rilevato parzialmente dall'EFSF.

    La possibilità di potersi finanziare tramite l'EFSF rimuove quelle dovute pressioni che spingono attualmente i paesi della periferia a ridurre i deficit e il peso del proprio debito pubblico. Perché introdurre misure di austerità, perché procedere con le riforme del mercato del lavoro e le privatizzazioni del settore pubblico, se ci sono adesso i fondi resi disponibili dall'EFSF a tassi di interesse ridicoli? Un partito che vuole vincere le elezioni può tornare a promettere nuove spese, abbandonando ogni progetto di riforma. Attraverso la spesa pubblica e il ricorso ai deficit i governi possono continuare a mantere articialmente elevato il tenore di vita della propria popolazione. In tal modo i debiti continuano a crescere mentre i disavanzi a persistere.

    Molto probabilmente la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e presto anche Spagna, Italia e Belgio prenderanno a prestito esclusivamente dall'EFSF. Per essere efficace le dimensioni del fondo dovranno essere ampliate. Il garante principale sarà sempre la Germania. Un report di Bernstein Research calcola le necessità di finanziamento della periferia: "siccome le garanzia fornite da paesi come l'Italia diventano vuote di contenuto, la Germania dovrà provvedere ad innalzare la propria quota a 790 miliardi di euro, o il 32% del proprio PIL." Se la anche la Francia venisse downgradata dalle agenzie di rating la garanzia tedesca salirebbe a 1.385 trilioni (il 56% del PIL).

    L'unione dei trasferimenti implica un trasferimento di poteri alla Commissione Europea che ci avvicina sempre di più al super Stato europeo. Gli incentivi a ridurre i deficit crolleranno non solo nella periferia ma anche nel cuore dell'unione. Perchè risparmiare in paesi come la Germania se i risparmi vengono impiegati per finanziare la periferia? Invece di ridurre le pensioni tedesche per garantire quelle greche, i tedeschi spingeranno per avere anche essi una maggiore spesa pubblica. Al fine di sostenere gli Stati sociali e i trasferimenti di denaro sarà necessario aumentare le imposte (magari tramite una tassa europea aggiuntiva) e fare maggiore ricorso alla stampante monetaria. La centralizzazione dei poteri permetterà infatti l'armonizzazione delle tasse e delle normative. Distrutta ogni forma di competizione fiscale, ci sarà una tendenza ulteriore verso una pressione fiscale sempre più elevata. Grazie a tutto ciò il potere di Bruxells continuerà ad aumentare.

    Sembra esserci solo un modo, aggressivo e costoso, di fermare questo processo di sovietizzazione dell'Europa: l'abbandono dell'Unione da parte della Germania, la cui uscita dall'Euro potrebbe far collassare l'intero progetto della moneta unica salvando i destini dell'Europa.


    Philipp Bagus

    E' Nata l'Unione dei Trasferimenti
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Mi sembra un po estremo: non credo che i tedeschi siano così fessi da mantenere tutti, ma imporranno delle regola di bilancio ferree ai paesi fasciocomunisti.

    O forse il mio è solo un auspicio: non mi fa certo fare salti di gioia sapere che dopo che mantengo da sempre le servitù politiche fancazziste e gli evasori fiscali italiani mi debba pure prendere carico degli analoghi greci e portoghesi
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    E' curioso come qualunque cosa si faccia non vada mai bene.

    1 - Si distrugge l'Euro: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    2 - Si fa default: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    3 - Si fanno trasferimenti: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    4 - Si emettono eurobond: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    5 - Non si fa una politica economica integrata: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    6 - SI fa una politica economica integrata: non va bene per i mille motivi che conosciamo

    Più leggo articoli scritti da economisti e più ascolto rassegne stampa internazionali e più mi viene da ridere.

    Il tutto non vale solo per la questione specifica, ma per tutto, per Israele, per Obama, per l'Afghanistan, per l'Iraq, per la Cina, per Gheddafi, per ogni cosa.

    La soluzione è una sola: fregarsene di tutto e di tutti.
    Ultima modifica di Oli; 23-07-11 alle 08:45
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  4. #4
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    Come spiego nel mio libro La Tragedia dell'Euro si delineano per l'Unione monetaria europea tre scenari.

    Il primo è che il Patto di Stabilità e Crescita venga riformato e fatto rispettare con sanzioni automatiche per quei paesi che non rispettano i vincoli previsti. Nei paesi della periferia ciò richiede che vengano intraprese severe misure di austerità, che si riformi il mercato del lavoro, che si proceda con le privatizzazioni e che si accetti una riduzione del tenore di vita. Il caso greco ci ha mostrato come questa opzione sia difficilmente perseguibile a causa delle resistenze politiche e sociali da parte dei socialisti, contrari a un ridimensionamento del settore pubblico. Per il 2011 ci si aspetta che il deficit greco sia pari al 9.5% del PIL, ben oltre il limite del 3% stabilito dal patto e il 7.4% stabilito dalla Commissione Europea.

    Il secondo scenario prevede un crollo dell'unione monetaria. La periferia non ha alcun interesse a uscire dall'Eurozona. I governi di tali paesi stanno beneficiando delle garanzie fornite dal cuore del sistema e dalla redistribuzione di ricchezza realizzata dalla moneta unica. Un'eventuale uscita implicherebbe una sostanziale riduzione del tenore di vita dei paesi della periferia. Stando così le cose, perchè il cuore dell'unione non si decide ad abbandonare l'Euro? Benché un'uscita dalla valuta unica sia nell'interesse della popolazione di questi paesi, l'elite politica e finanziaria ha tutto l'interesse a sostenere il progetto dell'Euro. Come abbiamo appena potuto constatare in questo ultimo summit, la cancelliera tedesca Merkel non solo ha rinnegato la clausola di non salvataggio prevista dal trattato di Maastricht, ma anche una precedente risoluzione del parlamento tedesco contraria agli acquisti di obbligazioni da parte dell'unione economica e monetaria.

    Ciò lascia aperto solo il terzo scenario verso il quale stiamo marciando a passo spedito: una Unione dei trasferimenti e un super Stato europeo. Il summit di giovedì 21 luglio 2011 segna un decisivo passo in questa direzione.

    Il governo Greco otterrà altri 109 miliardi in prestito fino al 2014. Le scadenze dei prestiti verranno estese dai sette anni e mezzo (originariamente erano addirittura tre) a 15 anni. I tassi di interesse verranno ridotti dal 4.2% (originariamente erano al 5.2%) al 3.5%, e questa agevolazione sui tassi verrà estesa anche all'Irlanda e al Portogallo

    Dietro le quinte del salvataggio greco, l'incontro dei vertici ha anche realizzato un altro salvataggio a favore del sistema bancario e finanziario. Banche, compagnie di assicurazione e altri investitori privati potranno scambiare i loro vecchi bond greci contro obbligazioni di nuova emissione con scadenza più lunga. Joseph Ackermann, amministratore delegato della Deutsche Bank, ha stimato che le svalutazioni per le banche saranno pari a circa il 21% del valore nominale dei bond greci in portafoglio. I politici hanno venduto all'opinione pubblica questa procedura come partecipazione degli investitori privati al salvataggio della Grecia. In realtà si tratta di un altro salvataggio per il sistema bancario, dato che limita le perdite delle istituzioni creditizie e assicurative al 21% lasciando il resto del fardello sulle spalle dei contribuenti.

    I vecchi bond vengono permutati con i nuovi che sono garantiti dal fondo salvastati EFSF, cioè dai contribuenti dell'unione europea. Senza questo secondo salvataggio della Grecia, il governo ellenico avrebbe dovuto dichiarare fallimento. La seguente ristrutturazione del debito avrebbe causato alle banche perdite molto più alte, le cui stime variano tra il 50 e il 70% dei titoli in portafoglio, contro appunto il 21% previsto dal piano di partecipazione degli investitori privati! Grazie a tutto ciò, l'intero sistema che finanzia e appoggia i governi esce effettivamente con un danno piuttosto contenuto. Di fatto i banchieri possono ritenersi ben felici di essere riusciti ad ottenere questo nuovo salvataggio, ben mascherato e tenuto nascosto al pubblico.

    La più importante conseguenza del summit di ieri rimane comunque l'ufficiale impostazione di una Unione dei trasferimenti che si realizza tramite la concessione di nuovi poteri all'EFSF, il fondo salvastati. L'Eurozona ha sempre realizzato trasferimenti di denaro ogni qualvolta la BCE accetta i bond dei paesi della periferia come collaterale monetizzandone indirettamente i deficit. L'anno scorso, la BCE ha persino cominciato ad acquistare direttamente le obbligazioni emesse dagli Stati periferici, scaricando il costo del salvataggio su tutta l'unione europea. Tuttavia secondo gli accordi presi ieri, gli acquisti della BCE passeranno in secondo piano. Il costo del salvataggio verrà riversato solo sui paesi che effettivamente garantiscono il fondo EFSF.

    L'EFSF adesso potrà concedere linee di credito a quei paesi che si troveranno in difficoltà nel rifinanziare il proprio debito. In più, potrà acquistare i titoli di stato sul mercato secondario. Di fatto il ruolo della BCE viene rilevato parzialmente dall'EFSF.

    La possibilità di potersi finanziare tramite l'EFSF rimuove quelle dovute pressioni che spingono attualmente i paesi della periferia a ridurre i deficit e il peso del proprio debito pubblico. Perché introdurre misure di austerità, perché procedere con le riforme del mercato del lavoro e le privatizzazioni del settore pubblico, se ci sono adesso i fondi resi disponibili dall'EFSF a tassi di interesse ridicoli? Un partito che vuole vincere le elezioni può tornare a promettere nuove spese, abbandonando ogni progetto di riforma. Attraverso la spesa pubblica e il ricorso ai deficit i governi possono continuare a mantere articialmente elevato il tenore di vita della propria popolazione. In tal modo i debiti continuano a crescere mentre i disavanzi a persistere.

    Molto probabilmente la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e presto anche Spagna, Italia e Belgio prenderanno a prestito esclusivamente dall'EFSF. Per essere efficace le dimensioni del fondo dovranno essere ampliate. Il garante principale sarà sempre la Germania. Un report di Bernstein Research calcola le necessità di finanziamento della periferia: "siccome le garanzia fornite da paesi come l'Italia diventano vuote di contenuto, la Germania dovrà provvedere ad innalzare la propria quota a 790 miliardi di euro, o il 32% del proprio PIL." Se la anche la Francia venisse downgradata dalle agenzie di rating la garanzia tedesca salirebbe a 1.385 trilioni (il 56% del PIL).

    L'unione dei trasferimenti implica un trasferimento di poteri alla Commissione Europea che ci avvicina sempre di più al super Stato europeo. Gli incentivi a ridurre i deficit crolleranno non solo nella periferia ma anche nel cuore dell'unione. Perchè risparmiare in paesi come la Germania se i risparmi vengono impiegati per finanziare la periferia? Invece di ridurre le pensioni tedesche per garantire quelle greche, i tedeschi spingeranno per avere anche essi una maggiore spesa pubblica. Al fine di sostenere gli Stati sociali e i trasferimenti di denaro sarà necessario aumentare le imposte (magari tramite una tassa europea aggiuntiva) e fare maggiore ricorso alla stampante monetaria. La centralizzazione dei poteri permetterà infatti l'armonizzazione delle tasse e delle normative. Distrutta ogni forma di competizione fiscale, ci sarà una tendenza ulteriore verso una pressione fiscale sempre più elevata. Grazie a tutto ciò il potere di Bruxells continuerà ad aumentare.

    Sembra esserci solo un modo, aggressivo e costoso, di fermare questo processo di sovietizzazione dell'Europa: l'abbandono dell'Unione da parte della Germania, la cui uscita dall'Euro potrebbe far collassare l'intero progetto della moneta unica salvando i destini dell'Europa.


    Philipp Bagus

    E' Nata l'Unione dei Trasferimenti


    Bagus sarà Anarcocapitalista ma la vede tropo dalla parte della germania. Mi spiace.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  5. #5
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    E' curioso come qualunque cosa si faccia non vada mai bene.

    1 - Si distrugge l'Euro: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    2 - Si fa default: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    3 - Si fanno trasferimenti: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    4 - Si emettono eurobond: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    5 - Non si fa una politica economica integrata: non va bene per i mille motivi che conosciamo
    6 - SI fa una politica economica integrata: non va bene per i mille motivi che conosciamo

    Più leggo articoli scritti da economisti e più ascolto rassegne stampa internazionali e più mi viene da ridere.

    Il tutto non vale solo per la questione specifica, ma per tutto, per Israele, per Obama, per l'Afghanistan, per l'Iraq, per la Cina, per Gheddafi, per ogni cosa.

    La soluzione è una sola: fregarsene di tutto e di tutti.


    No, la soluzione è il punto 7: tagliare drasticamente la spesa e gli sprechi pubblici.
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  6. #6
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    In realtà temo che i banchieri centrali proprietari della EU favoriscano in ogni modo i partiti che sostengono spese e sprechi nella speranza di spingere tutti i paesi europei nel modello greco ( l'Italia c'è in pieno ) per poterli poi privare della loro sovranità in cambio del salvataggio.

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    No, la soluzione è il punto 7: tagliare drasticamente la spesa e gli sprechi pubblici.
    Sai bene che è l'unica cosa impossibile da fare perché si tocvcano gli interessi di chi ha il potere di eleggere o meno un governo piuttosto che un altro.
    Quindi fra le 7 alternative, è l'unica di fatto non realizzabile.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

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  8. #8
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    Sai bene che è l'unica cosa impossibile da fare perché si tocvcano gli interessi di chi ha il potere di eleggere o meno un governo piuttosto che un altro.
    Quindi fra le 7 alternative, è l'unica di fatto non realizzabile.

    Certo: è la socialdemocrazia, bellezza!

    Però poi non ti lamentare se, escludendo l'unica cosa sensata perché poi i poveri cocchi perderebbero il consenso, si vanno a criticare quegli altri 6 surrogati.

    Però, renditi conto: hai appena affermato che la socialdemocrazia è una colossale vaccata. Non è da te.
    Ultima modifica di Theremin; 23-07-11 alle 09:40
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  9. #9
    Liberal
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    No, la soluzione è il punto 7: tagliare drasticamente la spesa e gli sprechi pubblici.
    :giagia::giagia:
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  10. #10
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    Predefinito Rif: L'Unione europea è morta, nasce l'unione dei trasferimenti

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    In realtà temo che i banchieri centrali proprietari della EU favoriscano in ogni modo i partiti che sostengono spese e sprechi nella speranza di spingere tutti i paesi europei nel modello greco ( l'Italia c'è in pieno ) per poterli poi privare della loro sovranità in cambio del salvataggio.
    onf:

    e che vantaggi hanno?

    Che poi le loro banche falliscono perchè vanno in default (inevitabile, viste le premesse che fai?

    Certo che con questa mania del complotto delle banche massoebariche siete al ridicolo..ma il sospetto che la colpa sia dei governi fasciocomunisti che spendono più di quello che incassano non ti è mai preso?
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

 

 
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