
Originariamente Scritto da
Spetaktor
Due nuovi organi politici, due nuovi centri di spesa
Roberto Zadik - mercoledì, 3 agosto 2011 - 14:43
In tempo di crisi e di conseguenti tagli alle spese il Parlamento ha approvato due nuovi organi, sollevando polemiche riguardo al delicato tema del risparmio e del contenimento dei costi della politica. Si tratta del Garante per l'infanzia e della Commissione per la promozione e la protezione dei diritti umani; il loro costo complessivo, per i cittadini, sarà 3,2 milioni di euro l'anno.
Non è mancato chi, all'interno dello stesso Parlamento, ha avanzato critiche sull'opportunità del varo di due nuovi organi — e relativi centri di spesa — in un momento delicato come l'attuale. In particolare, si sono concentrati verso la Commissione i rilievi mossi da Salvatore Valditara, senatore di Futuro e Libertà, (Fli) che ha affermato: "Questo disegno di legge deve essere rivisto soprattutto sul versante dei costi". Oltre a questo, Valditara, parlamentare e docente universitario di Diritto Romano, ha aggiunto "in un momento in cui si chiedono sacrifici agli italiani mi sembra inopportuno pagare 235mila euro un presidente di questa commissione dei diritti umani, i consiglieri 158 mila e 270mila euro per missioni e consulenze".
Mostrando un minimo di coerenza con le proprie affermazioni, Valditara non ha votato. Ciò non ha tuttavia impedito l'approvazione quasi unanimistica del provvedimento: l'istituzione della Commissione è passata a Palazzo Madama (sede del Senato) con 238 voti favorevoli e nessuno contrario. Ancora più unanime è stato il consenso riguardo al Garante per l'infanzia, che alla Camera ha ottenuto 467 voti, riscuotendo l'adesione di entrambi gli schieramenti, senza alcun tipo di ostacolo: anche a Montecitorio, infatti, nessuno ha votato contro. Riferendosi alla Commissione per i diritti umani, Petro Marcenaro del Pd ha fatto sapere che "con l'istituzione della Commissione rinunciamo a parte della sovranità nazionale. L'autorità risponderà al diritto italiano e a quello internazionale, quale si forma attraverso i documenti e le sentenze delle Nazioni Unite, della Corte europea dei Diritti dell'uomo e della Corte penale internazionale".
Ma mentre la rinuncia a porzioni di sovranità nazionale rappresenta un possibile terreno di futuri rilievi sul piano giuridico, ben più attinente alla pratica è, si diceva, la questione dei costi. Nel dettaglio, il Garante costerà 1,5 milioni di euro annui, mentre per la Commissione la spesa ammonterà a oltre 1,7 milioni. In più, bisogna tenere conto dei 75mila euro che verranno impiegati per le riunioni di consiglio e le varie consulenze. Insomma un quadro tutt'altro che roseo, che fa a pugni con due aspetti. Uno riguarda la manovra da ottanta miliardi di euro firmata dal ministro Tremonti, criticatissima per aver inciso da subito sulle spese vive dei cittadini e da ultimo, e poco, sui costi della politica. Il varo dei due organi non fa nulla per alleggerire le critiche.
L'altro aspetto, rilevato dai media, è l'esistenza di numerosi organi di tutela dell'infanzia, sia a livello pubblico sia nell'ambito dei privati. In questo settore, basti la citazione di "Telefono Azzurro", da anni impegnato sul fronte della tutela dell'infanzia da abusi e violenze. Sul piano pubblico, possiamo serenamente ricordare come a Palazzo Chigi esistano e operino una Commissione per l'infanzia e l'adolescenza, l'Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Si può poi proseguire con il Comitato per i minori stranieri, il Centro nazionale di documentazione per l'infanzia e l'adolescenza e la Commissione per le adozioni internazionali. Ciò detto, si capisce quanto sia difficile convincersi dell'urgenza di nuove istituzioni pubbliche in questo campo.