OCSE: PIL ITALIA 2009 IN CALO DEL 5,3%, RIPRESA LENTA
ROMA - La contrazione del prodotto interno lordo italiano "continuerà fino alla fine di quest'anno, con un ritorno molto lento alla crescita nel 2010". E' quanto si legge nel rapporto dell'Ocse sull'Italia che parla di una "recessione sorprendentemente forte" che ha colpito il paese e prevede per il 2009 un calo del Pil del 5,3% e per il 2010 un rialzo di appena lo 0,4%".

L'Ocse sottolinea tuttavia come elemento positivo il fatto che i bilanci relativamente sani delle famiglie italiane e delle imprese, oltre che la solidità del sistema bancario potrebbero permettere alla ripresa, quando verrà, di essere "più robusta che altrove". Nel 2009, intanto, tutti i principali indicatori sono in deciso ribasso. I consumi accuseranno un calo del 2,4% per restare poi fermi l'anno prossimo mentre gli investimenti fissi a fine 2009 crolleranno del 16% (-20,2% per macchinari ed equipaggiamenti) per tornare a crescere di appena l'1,3% nel 2010. Particolarmente negativo anche l'andamento del commercio estero: le esportazioni scenderanno del 21,5% (-0,7% nel 2010) e le importazioni del 20,2% (-0,2% nel 2010).

Il deficit italiano "raggiungerà il 6% del Pil nel 2010, mentre il debito pubblico supererà il 115% e continuerà a crescere, nonostante un certo sforzo di consolidamento fiscale".

L'Ocse vede con favore le misure anti crisi che, "nonostante il limitato spazio di manovra", sono state introdotte dal governo italiano, ma raccomanda che "nel lungo periodo la performance economica può essere migliorata con riforme macroeconomiche e strutturali". Lo scrive l'organizzazione internazionale nel suo rapporto nel quale cita "ulteriori riforme di pensioni e sanità".

"Quando l'attività economica comincerà a riprendersi - avverte l'Ocse - il Governo dovrà impegnarsi in un serio programma a medio termine di riduzione del debito fondato sul controllo della spesa e probabilmente su nuove riforme delle pensioni e della sanità". Secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, al momento per fare fronte alla recessione in Italia l'elevato livello di debito fa sì che "non ci siano margini di manovra per aumentare il deficit del settore pubblico al di là dell'azione degli stabilizzatori automatici". L'Ocse accoglie favorevolmente in particolare alcuni piccoli cambiamenti adottati nei piani di spesa, che hanno spostato la spesa stessa verso le necessita delle persone più povere e più vulnerabili alla crisi.

"Il debito italiano è semplicemente troppo alto per permettere al governo di fare di più" per sostenere la domanda interna. E' quanto scrive l'Ocse precisando che le autorità "hanno ragione a mantenersi caute". "Circa 300 miliardi di euro del debito pubblico italiano maturano nel 2009 e un simile ammontare nel 2010", aggiunge l'Ocse e avverte che "il deficit di bilancio necessiterà di nuovi prestiti per 80 miliardi di euro".

Il sistema bancario italiano è riuscito ad affrontare finora la crisi "meglio della maggior parte degli altri paesi europei" afferma il rapporto Ocse sulla crisi. L'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aggiunge però che "le caratteristiche che hanno protetto le nostre banche sono le stesse che ora possono esporle alle conseguenze della recensione". E avverte che "gli sforzi di ricapitalizzazione devono continuare, preferibilmente attraverso interventi privati, nazionali ed esteri, ma senza escludere il ricorso al capitale pubblico, anche se c'é una comprensibile riluttanza di fronte a una proprietà pubblica anche solo parziale".

"La disoccupazione crescerà fortemente nel 2009 e potrebbe raggiungere il 10% entro la fine dell'anno": è l'allarme lanciato dall'Ocse nel rapporto sull'Italia, nel quale avverte anche che "c'é una considerevole incertezza sulla reazione del mercato del lavoro alla crisi". Secondo l'0cse "la rapida espansione della disoccupazione con ogni probabilità proseguirà anche nel 2010".

Anche in un periodo di crisi "le riforme strutturali non dovrebbero essere dimenticate" e l'Italia dovrebbe proseguire sulla strada dei progressi fatti negli anni scorsi nella liberalizzazione dei servizi. E' quanto chiede l'Ocse puntando il fuoco anche sulla necessità di "migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione". Il processo di liberalizzazione, afferma l'0cse, "dovrebbe essere completato ed esteso ad altre aree, ad esempio i trasporti e i servizi locali, in modo da aumentare il livello di competizione per migliorare la qualità dei servizi agli utenti e l'efficienza generale". Soffermandosi poi sulla pubblica amministrazione, l'Ocse rileva che alcune delle sue divisioni "forniscono servizi chiave all'economia" che si tratti di mettere a punto o dare attuazione alle leggi, riscuotere le tasse o tutelando i contratti da parte dei tribunali. Secondo l'Organizzazione internazionale sottolinea dunque che "dovrebbero essere portati avanti programmi per migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione". E come "parte integrante" dell'azione per realizzare questo obiettivo suggerisce anche l'utilizzo di "vari meccanismi di controllo".
ANSA.it - ALLARME OCSE SUL DEFICIT DELL'ITALIA, AL 6% NEL 2010

» 2009-06-17 13:25
Ocse: cresce disoccupazione Italia
Potrebbe raggiungere il 10% entro il 2009
(ANSA) - ROMA, 17 GIU - 'La disoccupazione in Italia crescera' nel 2009 e potrebbe raggiungere il 10% entro la fine dell'anno': e' l'allarme lanciato dall'Ocse. Nel rapporto sull'Italia l'istituto avverte anche che 'c'e' una considerevole incertezza sulla reazione del mercato del lavoro alla crisi'. Secondo l'Ocse 'la rapida espansione della disoccupazione con ogni probabilita' proseguira' anche nel 2010'.
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