Sul Bonpo - Breve presentazione *
David L. Snellgrove
Tonpa Shenrab
(immagine da Who is Buddha Tonpa? )
Penso che il Bon possa essere meglio descritto come una forma eterodossa di Buddismo Tibetano, essendo più antico nelle sue origini delle più ortodosse forme del Buddismo Tibetano. Quest’ultimo fu gradualmente introdotto nel Tibet centrale sotto l’egida della dinastia Yarlung (dal VII secolo in poi) dall’India, dal Nepal, e dalla Cina (principalmente Dunhuang) e in seguito dai re di Guge (dal XI secolo), soprattutto dall’India.
Il Bonpo, al contrario, afferma che le sue scritture arrivarono originariamente da una terra conosciuta come Tazig (il moderno Tajikistan) suggerendo per questa la parte occidentale dell’antica via della seta confinante con Gilgit e Khotan. Questa era la via con la quale il Buddismo arrivò in Cina durante i primi secoli dell’era cristiana, e il nord-ovest del Tibet era sicuramente in contatto con questa stessa area già dal V secolo CE, se non prima.
Così è abbastanza plausibile che gli insegnamenti Buddisti, se non effettivamente i testi, e le collegate tradizioni attribuite ai saggi praticanti (p.e. i Shanshung nyangyu), dovrebbero aver trovato la loro strada in questa remota regione tibetana.
Il Bonpo pretende che questa prima letteratura fu tradotta dalla lingua di Shanshung, il nome generalmente in uso per il Tibet occidentale e nord-occidentale. Nulla si conosce di questa regione prima che fosse occupata all’inizio del VII secolo dal re di Lhasa Songtsen Gampo (morto il 649 o 650). La pretesa dei Bonpo riguardo a un periodo ancora precedente può essere senza difficoltà accettata come loro valore apparente. Anche la fissazione di una scrittura tibetana è accreditata all’iniziativa di Songtsen Gampo, ma non vi è ragione perché tentativi precedenti non debbano essere stati fatti per produrre testi scritti nel linguaggio di Shangshung, improvvisando con lo stesso alfabeto Gupta del Nord. Non c’è bisogno di dubitare che il linguaggio di Shangshung fosse un dialetto tibetano, e una volta che il sistema tibetano di ortografia fu fermamente stabilito, versioni precedenti sarebbero state susseguentemente regolate. Mentre i testi preservati come istituzioni nelle grotte di Dunhuang mostrano molti aberranti errori di grafia, pochi di questi testi Bonpo esistono, un sicuro segno che i Bonpo erano veloci nel portare aggiornamento ai loro antichi testi.
Noi dobbiamo anche assumere che questo primo Bonpo mancava della conoscenza storica associata ai più ortodossi insegnamenti Buddisti introdotti nel Tibet centrale direttamente dall’India e dal Nepal. Così questi erano semplicemente attribuiti al grande maestro religioso convenzionalmente noto come il “Migliore Sacerdote” (Tonpa Shenrab), che si supponeva fosse vissuto nel passato remoto. E’ interessante comparare il Bonpo con altri collezionisti di tradizioni Buddiste pre ortodosse, vale a dire quelle in seguito note come Antica Setta (Nyingma) del Buddismo Tibetano. In contrasto esse attribuiscono i loro insegnamenti al “secondo Buddha”, Padmasambhava, senza tentare di negare la priorità del Buddha Sakyamuni. Ad ogni modo i Bonpo sono stati provocatori in tutta la loro intera storia, rimanendo fermamente fedeli a Tonpa Shenrab, di cui Sakyamuni è “una manifestazione di Shenrab.”
Così in un momento successivo, presumibilmente dal XI secolo in poi, i Bonpo gradualmente si appropriarono dei successivi testi Buddisiti ortodossi dall’India, cambiandone il titolo “Dal linguaggio dell’India” (sanscrito) al “Dal linguaggio di Shangshung” e sostituendo pure alcuni termini tecnici dove specifici termini Bonpo già esistevano (p.e. Yungdrung Sempa per Bodhisatva). Molto di questo lavoro deve essere stato compiuto da Bonpo come Shenchen Luga nel XI secolo e successivamente rieditati nei monasteri Bonpo del Tibet centrale (p.e. Menri e Yungdrung Ling), ma si può notare che la maggioranza dei monasteri Bonpo successivi si trovavano in Kham e in Amdo, lontani dai principali centri del Buddismo Tibetano ortodosso. Tutto considerato, il Bonpo preserva per noi non solamente la religione tibetana pre ortodossa ma anche i fondamenti essenziali della religione ortodossa tibetana, trattata come singolo complesso culturale. “Accettare tutto, rifiutare nulla attraverso i secoli, è la sola forma di religione tibetana che tutto abbraccia.”
* tratto dalla presentazione di Bon, The Magic Word (2007) splendido volume con numerose immagini e interessanti articoli di specialisti





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