Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Lightbulb La crisi e le risorse "finite"

    La crisi e le risorse "finite - Blog di Beppe Grillo 26 Agosto 2011"

    La crisi e le risorse "finite"- Blog di Beppe Grillo

    La crisi economica di oggi ha 2 aspetti: I) è una crisi finanziaria; II) è una crisi ambientale. La prima verrà, prima o poi, superata. Ci si è indebitati (imprese, famiglie e banche, perfino Stati) troppo. Troppo per una crescita che non c'è stata e non ci sarà più. E questo ci porta al punto II. Non ci sarà perché il modo di sviluppo del capitalismo occidentale è insostenibile. Oggi il 5% della popolazione mondiale sta consumando il 20% delle risorse del pianeta. Se volessimo allargare a tutte le persone del globo il "benessere" che noi abitanti dei paesi occidentali conosciamo, ci vorrebbero altri 4 pianeti come la Terra. (Uso il termine benessere tra virgolette, perché gli economisti ci hanno abituato ad usare PIL e benessere come sinonimi, ma in realtà "il PIL non misura ciò che rende una vita degna d'essere vissuta", S.Kuznetz, l' "inventore" del PIL). E' quindi chiaro che il sentiero che noi abbiamo percorso non sarà percorribile da altri. In un mondo finito come si può pensare di crescere all'infinito? Gli economisti più ortodossi continuano a ripeterci che il progresso tecnologico, permettendo di risparmiare sulle risorse naturali ed aumentando la produttività dell'uomo, ci consentirà di evitare il problema. Purtroppo avremmo bisogno ora e subito di tale tecnologia, mentre la crescita della sola Cina, ci mette in crisi ambientale e di risorse. Occorre quindi che: I) si prenda consapevolezza del problema "crescita vs risorse finite"; II) un singolo modello di sviluppo e di vita (oggi quello concentrato sulla crescita delle merci) viene proposto ed accettato come l’unico valido; mentre bisognerebbe invece apprezzare che ogni popolazione cerchi la via meglio corrispondente alla sua storia ai suoi caratteri, alle sue circostanze e non si senta inferiore ad un’altra per il solo fatto che quella produce più merci; III) si acquisti piena consapevolezza che la crescita (del PIL) non è la crescita del benessere; infine, IV) questo nostro tipo di crescita distruggerà il futuro dei nostri figli. Percorso impegnativo: un modo diverso di vivere, altro che aumentare l'IVA al 21% o la tassa di solidarietà sui soliti noti.
    Mauro Gallegati

  2. #2
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    spazzatura

  3. #3
    Der Arbeiter John Nada
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    La teoria del mondo finito è di questo mondo dagli anni '60 almeno, se non sbaglio, non è che Grillo abbia detto chissà quale incredibile verità.

  4. #4
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    La lettera non è di Grillo ma di un lettore del Blog.

    Chiedo scusa, ma che vuol dire la "teoria del mondo finito" ? Qualcuno ritiene forse che le risorse siano illimitate ?
    Le ultime guerre sono tutte legate al Petrolio...
    La Cina ha deciso di non esportare più le "Terre Rare"

    Il petrolio del Duemila? La Cina se lo tiene stretto - Repubblica.it





    _

  5. #5
    Der Arbeiter John Nada
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    La lettera non è di Grillo ma di un lettore del Blog.

    Chiedo scusa, ma che vuol dire la "teoria del mondo finito" ? Qualcuno ritiene forse che le risorse siano illimitate ?
    Le ultime guerre sono tutte legate al Petrolio...
    La Cina ha deciso di non esportare più le "Terre Rare"

    Il petrolio del Duemila? La Cina se lo tiene stretto - Repubblica.it





    _
    Quello che dici è appunto la dimostrazione di quel che dico io. La percezione che le risorse siano illimitate è il progresso possibilmente infinito si è sgretolata decenni fa. La lettera è senz'altro verace, e sono cose da tenere a mente, ma le varie teorie della crisi non nascono mica oggi.

  6. #6
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    Le materie prime (accezione fisica) sono senz'altro limitate.
    Le risorse (accezione economia) sono illimitate, perche' e' la creativita' umana a "crearne" in continuazione, cioe' a scoprire utilizzi utili per cio' che trova in natura ... o per scovare modi per pordurre le stesse cose con sistemi piu' economici (cioe' usando materie prime piu' abbondanti).
    Guardacaso il prezzo reale di ogni bene e servizio e' sempre andato decrescendo nella storia umana... e cio' dimostra che le risorse non sono piu' scarse, ma piu' abbondanti.

  7. #7
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    Guardacaso il prezzo reale di ogni bene e servizio e' sempre andato decrescendo nella storia umana... e cio' dimostra che le risorse non sono piu' scarse, ma piu' abbondanti.

    Credo che questo assunto potesse esser vero... fin tanto che la richiesta era limitata.
    Con l'aumento esponenziale di risorse richieste dai paesi emergenti (Cina, India, ecc.) andiamo sempre più verso il raggiungimento del picco di ogni materiale.
    L'unica via futura è la decrescita. Ma fin tanto che l'umanità non ci sbatte il grugno, dubito che qualche governante avrà la forza di perseguire l'obiettivo.

  8. #8
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    E se tra le "risorse" inseriamo anche i generi alimentari... con l'aumento della popolazione mondiale ci aspetta un periodo di conflitti e guerre.

    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...me-compra.html


    La Cina per battere la fame compra terreni in tutto il mondo

    Prima abbiamo visto l' invasione del "made in China", dall' abbigliamento ai computer. Da qualche anno è subentrata una seconda fase: le multinazionali cinesi comprano aziende occidentali, il Tesoro di Pechino interviene nei salvataggi di banche americane ed europee diventandone azionista. Ora parte il terzo stadio dell' espansione planetaria. La Cina va a caccia di grandi terreni agricoli da comprare in tutto il mondo, per garantire che potrà sfamare la sua popolazione anche in caso di iperinflazione e crisi dei raccolti. Dall' America latina all' Africa, dall' Asia all' Oceania, la nuova strategia punta a risolvere uno dei più gravi problemi di lungo periodo: la sicurezza alimentare. Il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno registrato con allarme i disordini scoppiati in molti paesi vicini (dalle Filippine all' Indonesia) per la penuria di riso. Nella stessa Cina l' inflazione dei generi alimentari è ai massimi dagli anni Ottanta, con punte del 50% per la carne di maiale. Il carovita è al primo posto fra le preoccupazioni della popolazione - ben più del Tibet o delle Olimpiadi - e può far vacillare la stabilità del regime. La Repubblica Popolare non rischia certo le carestie che la affliggevano ai tempi di Mao Zedong. Oggi è una superpotenza anche nell' agricoltura. E' il primo produttore mondiale di grano, riso, patate, prodotti ortofrutticoli. Ma i grandi numeri dei raccolti nascondono uno squilibrio progressivo. I consumi interni esplodono, con il boom economico una quota crescente di famiglie può permettersi una dieta alimentare sempre più ricca. Nel 1985 i cinesi consumavano in media 20 chili di carne a testa in un anno. Nel 2000 il consumo di carne era balzato a 50 chili pro capite. Tra dieci anni secondo la Fao i cinesi mangeranno più di 70 chili di carne a testa. L' allevamento del bestiame assorbe una quantità sempre maggiore di cereali. In molte commodities agricole - dal grano al riso - la Cina ha smesso di esportare; per la soya è diventata così dipendente dall' estero che importa già il 60% del suo fabbisogno. Nel lungo termine non può farcela da sola. Entro le frontiere della Repubblica Popolare vive oggi il 21% della popolazione mondiale ma la sua agricoltura ha solo il 9% delle terre arabili del pianeta. La scarsità di superficie coltivabile nasconde un altro vincolo, perfino più drammatico: la mancanza di acqua, aggravata da inquinamento e desertificazione. La Cina ha solo l' 8% delle riserve di acqua potabile del pianeta; un terzo della superficie nazionale è fatta di deserti e le zone aride continuano a "rubare" territorio di anno in anno. Di qui il piano per partire alla conquista dei "granai del pianeta". E' una direttiva preparata dal ministero dell' Agricoltura: Pechino spinge le grandi società agroalimentari cinesi a investire nell' acquisizione di superfici coltivabili in tutto il mondo. Potranno contare sul sostegno dello Stato, finanziario e diplomatico, per superare le resistenze dei governi stranieri e accaparrarsi terreni agricoli. Contatti politici sono in corso con il presidente Lula per spianare la strada a maxiacquisizioni di terre in Brasile. La nuova strategia si proietta su tutti i continenti, gli obiettivi potenziali sono tanti. Il Brasile e l' Argentina per soya, zucchero, mais. La Nigeria per miglio, semi e arachidi da olio. Indonesia e Malesia per riso, legname, palme da olio per i biocarburanti. Australia e Nuova Zelanda per gli allevamenti di bestiame e la produzione di latte. Gli uffici commerciali delle ambasciate cinesi all' estero hanno mappe dettagliate dei raccolti più importanti per ogni paese. Dal Messico all' Uganda alla Birmania, la Cina è pronta a subentrare ai latifondisti pubblici e privati. Da tempo le autorità di Pechino studiano i precedenti. Alcuni produttori di petrolio come l' Arabia saudita e la Libia hanno avviato contatti analoghi (per esempio con l' Ucraina) proponendo uno scambio inedito: contratti di fornitura di petrolio in cambio di terre agricole; la sicurezza energetica come contropartita della sicurezza alimentare. La decisione cinese è stata accelerata dagli ultimi eventi. Da una parte i contraccolpi della crisi del riso: tre nazioni asiatiche - India Tailandia e Vietnam - hanno imposto il contingentamento delle loro esportazioni. Un gesto che Pechino considera allarmante. Significa che non basta avere il più grosso attivo commerciale del pianeta per "fare la spesa all' estero" in caso di bisogno; non si può dare per scontato il libero accesso ai mercati mondiali; in una crisi l' offerta di alimenti può prosciugarsi all' improvviso. L' altro fenomeno che preoccupa i leader cinesi è la "finanziarizzazione" dei mercati agricoli. Gli hedge fund sono entrati in forze nella speculazione sui futures dei raccolti. Nel solo mese di marzo sul Chicago Stock Exchange si sono scambiati contratti futures per 21 milioni di tonnellate di soya: più del doppio dell' anno scorso. Come per il petrolio, anche per le commodities agricole ormai agiscono potenti fenomeni di anticipazione. La finanza scommette sugli scenari di aumenti dei consumi mondiali, e attraverso il gioco sui futures le previsioni al 2020 fanno schizzare al rialzo i prezzi del 2008. La "bolla" delle anticipazioni è un meccanismo infernale dal quale la Cina vuole riuscire a ripararsi, mettendo al sicuro dalla spirale speculativa i raccolti dei prossimi anni. Il modo migliore è allungare le mani su nuove terre in America latina, nel sudest asiatico, in Africa, diversificando le produzioni e l' esposizione ai rischi climatici. Il principale ostacolo da superare sono le resistenze politiche dei governi stranieri su un tema strategico come l' autosufficienza alimentare. Ma Pechino ha argomenti persuasivi. Il modello è un accordo di lungo termine appena firmato con il Congo, l' ultimo di una serie di partner africani conquistati dalla Repubblica Popolare. I cinesi costruiranno strade, ferrovie, aeroporti, ospedali; in cambio intere miniere di rame e cobalto sono di fatto ipotecate. Migliaia di operai cinesi sbarcheranno in Congo per portarvi la promessa di una modernizzazione che non riuscì agli ex padroni coloniali europei. E' il patto che la Cina propone a molte nazioni emergenti per avere le loro materie prime. Poche possono permettersi di rifiutare l' offerta. -

  9. #9
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    Credo che questo assunto potesse esser vero... fin tanto che la richiesta era limitata.
    Con l'aumento esponenziale di risorse richieste dai paesi emergenti (Cina, India, ecc.) andiamo sempre più verso il raggiungimento del picco di ogni materiale.
    L'unica via futura è la decrescita. Ma fin tanto che l'umanità non ci sbatte il grugno, dubito che qualche governante avrà la forza di perseguire l'obiettivo.
    In realta' pero' in termini reali (ad esempio in rapporto all'oro) i prezzi continuano a ridursi. Anche quelli delle materie prime, e cio' ci dice che sono piu' abbondanti. Il fatto che raggiungano un picco non vuol dire molto... il rame ha raggiunto un picco quando si inzio' ad usare il silicio in elettronica, ma mica e' esaurito. Anzi.

    Il tuo discorso e' lo stesso che alla fine del secolo XIX facevano quelli che paventavano l'esaurimento del carbone di li a qualche anno. Guarda dove siamo ora.

  10. #10
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    Predefinito Rif: La crisi e le risorse "finite"

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    In realta' pero' in termini reali (ad esempio in rapporto all'oro) i prezzi continuano a ridursi. Anche quelli delle materie prime, e cio' ci dice che sono piu' abbondanti. Il fatto che raggiungano un picco non vuol dire molto... il rame ha raggiunto un picco quando si inzio' ad usare il silicio in elettronica, ma mica e' esaurito. Anzi.

    Il tuo discorso e' lo stesso che alla fine del secolo XIX facevano quelli che paventavano l'esaurimento del carbone di li a qualche anno. Guarda dove siamo ora.


    Pur ipotizzando che l'evoluzione tecnologica ci porti ad utilizzare materie prime più diffuse in natura e di conseguenza meno costose... qualsiasi cosa tenderà a finire presto dal momento in cui

    1 - la popolazione mondiale aumenta
    2- un maggior numero di persone al mondo richiede il tipo di benessere cui è abituato l'Occidente

    Ipotizzando pure qualche cambiamento radicale (immaginiamo per assurdo che trovino applicazione le teorie di Tesla sulla diffusione di un tipo di energia accessibile a tutti) il ritmo di crescita cui stiamo andando incontro non è sostenibile.

    Sei d'accordo su questo ?

 

 

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