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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Svizzera - l’UDC al referendum

    Solo un SÌ all’iniziativa-espulsioni e un NO al controprogetto sono coerenti e creano più sicurezza per tutti

    UDC - Unione Democratica di Centro - TICINO - UDC Ticino - Benvenuti online - Schweizerische Volkspartei SVP Tessin. Union Démocratique du Centre UDC Tessin

    Molte Svizzere e Svizzeri non si sentono più sicuri nel loro paese. Non solo la gente anziana non osa più uscire di casa la sera: anche molti giovani subiscono quotidianamente provocazioni e risse. Quasi la metà dei crimini in Svizzera è commesso da stranieri. Con l’iniziativa dell’UDC, gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro paese saranno finalmente espulsi in modo sistematico e colpiti da un divieto d’entrata della durata minima di cinque anni. L’UDC aveva depositato l’iniziativa-espulsioni nel febbraio 2008, corredata da circa 211'000 firme.

    Circa la metà dei criminali è di origine straniera. Delle bande criminali, approfittando dell’apertura delle frontiere, effettua delle scorrerie a scopo di effrazione. Molti criminali utilizzano la via dell’asilo per compiere i loro delitti in Svizzera. Non deve perciò sorprendere che la quota di stranieri nelle condanne emesse sia aumentata negli ultimi 25 anni del 65%. La proporzione di stranieri fra gli accusati di omicidi intenzionale è del 59%, nelle violenze carnali addirittura del 62%! Se si considera la percentuale di stranieri nelle prigioni, la problematica si evidenzia ancora di più: nel 2009, il 70,2% dei detenuti era di origine straniera. Le nostre prigioni di lusso non costituiscono ormai più da tempo un deterrente!

    Anche la percentuale di stranieri nell’abuso sociale è superiore alla media. Questa situazione è una conseguenza dell’immigrazione incontrollata e delle pene miti applicate in Svizzera. L’iniziativa-espulsioni risponde al bisogno delle Svizzere e degli Svizzeri di una maggiore sicurezza, di più limiti e, soprattutto, di un intervento più rigoroso. Con l’iniziativa dell’UDC, gli stranieri che commettono reati gravi nel nostro paese saranno finalmente espulsi in modo sistematico e colpiti da un divieto d’entrata della durata minima di cinque anni. L’Ufficio federale della migrazione stima oggi il numero di espulsioni di straniere e stranieri con permesso B e C a circa 400 casi l’anno. Con un SÌ all’iniziativa si può contare su circa 1'500 espulsioni l’anno.

    Per paura di un SÌ popolare all’iniziativa, il Parlamento le contrappone un controprogetto inefficace. Con questo, il diritto internazionale verrebbe ancorato nella Costituzione, diventando così preminente sul diritto svizzero. In questo modo, avvocati e giudici potrebbero continuare ad impedire l’espulsione di autori di gravi crimini. Un articolo sull’integrazione dovrebbe addirittura iscrivere nella Costituzione delle norme d’integrazione per Confederazione, cantoni e comuni. Questo è un principio completamente sbagliato. L’iniziativa-espulsioni vuole più sicurezza, in quanto esige che chi non si attiene alle nostre regole e commette dei delitti gravi sia sistematicamente espulso dalla Svizzera.

    Unione democratica di centro UDC


    Ultima modifica di carlomartello; 04-09-11 alle 14:42
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #2
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    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    E sul secondo referendum...


    La libertà elvetica a rischio

    Le prossime elezioni in Svizzera minacciano democrazia diretta e federalismo

    di Sergio Morisoli

    IBL - La libertà elvetica a rischio

    Il prossimo 28 novembre saremo chiamati al voto su un tema determinante per l’indipendenza svizzera, la democrazia diretta e il federalismo.

    Nell’ordine. Indipendenza. Il fisco è da sempre la cartina di tornasole del livello di libertà di un Paese; più è rapace e meno c’è libertà, meno fiducia e meno intraprendenza nella società civile. Un sistema fiscale unico come tendenzialmente di fatto diventerebbe quello fiscale svizzero se dovesse passare la proposta del PS (Partito socialista svizzero), ci metterebbe in una posizione di debolezza verso l’Unione europea. Infatti l’UE oggi non può dirci molto in materia fiscale perché dovrebbe influenzare 26 sistemi diversi, mentre domani le basterebbe fare pressioni sul Governo federale per vedere poi a poco a poco applicati i suoi desideri a livello cantonale dietro il paravento dell’armonizzazione fiscale.

    La democrazia diretta. La Svizzera ha una quota statale inferiore al 50% (rapporto fra spesa pubblica e PIL annuale), modesta e invidiata da tutti gli altri Paesi. Non è un caso. Da noi il cittadino ha il potere di decidere o di bloccare le spese direttamente raccogliendo le firme e facendo votare, rispettivamente ha il privilegio di potersi opporre agli aumenti fiscali o di favorire la diminuzione della pressione fiscale pure direttamente.

    Che il cittadino abbia gli strumenti democratici per decidere sia la spesa sia la sua copertura (imposte) ha fatto sì che nei decenni la Confederazione e i Cantoni abbiano sempre mantenuto un equilibrio finanziario invidiabile. Questo ha favorito insediamenti innovativi ad alto valore aggiunto, nuovi investimenti infrastrutturali, la fioritura di una piazza finanziaria di livello mondiale, l’arrivo di benestanti e una minore pressione fiscale per i cittadini svizzeri e residenti. L’armonizzazione proposta, la solita enfasi dell’uguaglianza, della reciprocità e della solidarietà tra Cantoni, annienterebbe invece la libertà individuale di scelta e il legame diretto tra cittadino, spesa e imposte. Inutile dire che nessuna armonizzazione fiscale ha mai armonizzato verso il basso le imposte, ma sempre e solo verso l’alto.

    Il federalismo. Il nostro Paese vive del principio - sancito nella Costituzione - del federalismo. È la sussidiarietà verticale istituzionale, dal basso verso l’alto: quello che non può fare il singolo cittadino lo fa il Comune, ciò che non può fare il Comune lo fa il Cantone e quello che non fa il Cantone lo fa la Confederazione. Questo enorme vantaggio svizzero funziona solo se chi decide la spesa è anche colui che decide le imposte. In altre parole, si tratta di ciò che il popolo svizzero accettò a larghissima maggioranza nel 2004 nell’ambito degli articoli costituzionali per la Nuova perequazione finanziaria e il nuovo riparto dei compiti tra Confederazione e Cantoni. In una frase: chi comanda paga, chi paga comanda (K. Villiger).

    L’armonizzazione distruggerebbe, rendendolo impotente, il nostro federalismo fiscale, cioè la giusta concorrenza al ribasso delle imposte cantonali e comunali, e rovinerebbe per sempre la generosa ed efficace solidarietà perequativa tra Comuni e tra Cantoni forti e meno forti finanziariamente. Il rifiuto dell’armonizzazione continuerà ad obbligare lo Stato a fare il passo secondo la gamba in materia di spesa pubblica, anziché applicare il «tassa e spendi» tanto sospirato e desiderato a sinistra.

    Da Il Corriere del Ticino, 11 novembre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    E sul secondo referendum...


    La libertà elvetica a rischio

    Le prossime elezioni in Svizzera minacciano democrazia diretta e federalismo

    di Sergio Morisoli

    IBL - La libertà elvetica a rischio

    Il prossimo 28 novembre saremo chiamati al voto su un tema determinante per l’indipendenza svizzera, la democrazia diretta e il federalismo.

    Nell’ordine. Indipendenza. Il fisco è da sempre la cartina di tornasole del livello di libertà di un Paese; più è rapace e meno c’è libertà, meno fiducia e meno intraprendenza nella società civile. Un sistema fiscale unico come tendenzialmente di fatto diventerebbe quello fiscale svizzero se dovesse passare la proposta del PS (Partito socialista svizzero), ci metterebbe in una posizione di debolezza verso l’Unione europea. Infatti l’UE oggi non può dirci molto in materia fiscale perché dovrebbe influenzare 26 sistemi diversi, mentre domani le basterebbe fare pressioni sul Governo federale per vedere poi a poco a poco applicati i suoi desideri a livello cantonale dietro il paravento dell’armonizzazione fiscale.

    La democrazia diretta. La Svizzera ha una quota statale inferiore al 50% (rapporto fra spesa pubblica e PIL annuale), modesta e invidiata da tutti gli altri Paesi. Non è un caso. Da noi il cittadino ha il potere di decidere o di bloccare le spese direttamente raccogliendo le firme e facendo votare, rispettivamente ha il privilegio di potersi opporre agli aumenti fiscali o di favorire la diminuzione della pressione fiscale pure direttamente.

    Che il cittadino abbia gli strumenti democratici per decidere sia la spesa sia la sua copertura (imposte) ha fatto sì che nei decenni la Confederazione e i Cantoni abbiano sempre mantenuto un equilibrio finanziario invidiabile. Questo ha favorito insediamenti innovativi ad alto valore aggiunto, nuovi investimenti infrastrutturali, la fioritura di una piazza finanziaria di livello mondiale, l’arrivo di benestanti e una minore pressione fiscale per i cittadini svizzeri e residenti. L’armonizzazione proposta, la solita enfasi dell’uguaglianza, della reciprocità e della solidarietà tra Cantoni, annienterebbe invece la libertà individuale di scelta e il legame diretto tra cittadino, spesa e imposte. Inutile dire che nessuna armonizzazione fiscale ha mai armonizzato verso il basso le imposte, ma sempre e solo verso l’alto.

    Il federalismo. Il nostro Paese vive del principio - sancito nella Costituzione - del federalismo. È la sussidiarietà verticale istituzionale, dal basso verso l’alto: quello che non può fare il singolo cittadino lo fa il Comune, ciò che non può fare il Comune lo fa il Cantone e quello che non fa il Cantone lo fa la Confederazione. Questo enorme vantaggio svizzero funziona solo se chi decide la spesa è anche colui che decide le imposte. In altre parole, si tratta di ciò che il popolo svizzero accettò a larghissima maggioranza nel 2004 nell’ambito degli articoli costituzionali per la Nuova perequazione finanziaria e il nuovo riparto dei compiti tra Confederazione e Cantoni. In una frase: chi comanda paga, chi paga comanda (K. Villiger).

    L’armonizzazione distruggerebbe, rendendolo impotente, il nostro federalismo fiscale, cioè la giusta concorrenza al ribasso delle imposte cantonali e comunali, e rovinerebbe per sempre la generosa ed efficace solidarietà perequativa tra Comuni e tra Cantoni forti e meno forti finanziariamente. Il rifiuto dell’armonizzazione continuerà ad obbligare lo Stato a fare il passo secondo la gamba in materia di spesa pubblica, anziché applicare il «tassa e spendi» tanto sospirato e desiderato a sinistra.

    Da Il Corriere del Ticino, 11 novembre 2010





    L’iniziativa indebolisce i cantoni

    Oggi le cittadine e i cittadini hanno la possibilità di fissare autonomamente il livello delle imposte nei propri cantoni e comuni. Se l’iniziativa del PS venisse accettata, tutto ciò non sarà più possibile. Sarà la Confederazione a determinare il livello delle imposte nei cantoni.




    Aumento delle imposte per tutti

    L’iniziativa del PS in realtà è un aumento delle imposte camuffato. Gli ammanchi nelle casse cantonali, dovuti all’esodo di buoni contribuenti, dovranno essere compensati dalla classe media.




    Riduce l’attrattività della piazza economica svizzera

    Grazie al sistema fiscale attuale la Svizzera è competitiva a livello internazionale. L’iniziativa causerà la fine della politica fiscale elvetica mettendo a repentaglio la crescita economica e numerosi posti di lavoro.




    SP Steuerinitiative - NEIN - Home steuerinitiative

    No all'iniziativa fiscale del PS Home steuerinitiative - IT

    http://www.inferno-fiscale.ch/filead...200_Tessin.pdf
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Prendere nota.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Svizzera / Referendum: tolleranza zero o quasi zero verso stranieri

    Domenica svizzeri chiamati al voto su due progetti espulsione

    Svizzera/ Referendum: tolleranza zero o quasi zero verso stranieri - Esteri - Virgilio Notizie

    Ginevra, 25 nov. (Apcom) - In un Paese, la Svizzera, in cui gli 'stranieri' rappresentano il 21,7% della popolazione, i cittadini sono chiamati a scegliere, Domenica, tra una linea di "tolleranza zero" oppure una "quasi zero" nei loro confronti.

    Due, infatti, sono i testi sottoposti a referendum che prevedono l'espulsione - già prevista in alcuni casi - per gli stranieri condannati con sentenza passata in giudicato: il primo è un'iniziativa del partito populista di estrema destra, l'Udc, che stabilisce l'espulsione automatica degli stranieri che hanno commesso determinati reati. Questi vanno dalla violenza carnale, alla rapina, dalla tratta di esseri umani al traffico di stupefacenti, fino alle truffe nelle prestazioni sociali.

    Ansioso di evitare un'ondata di critiche come avvenuto per la questione dei minareti, il governo svizzero ha lanciato un controprogetto - una sorta di versione 'light', come l'ha definita polemicamente Amnesty International - che fissa i criteri che comportano la revoca del permesso di soggiorno in Svizzera agli stranieri, ma subordina però esplicitamente le espulsioni al rispetto "dei diritti fondamentali e dei principi basilari della Costituzione federale e del diritto internazionale, in particolare del principio della proporzionalità".

    Le statistiche ufficiale rilevano che le condanne sono in aumento negli ultimi anni e riguardano un numero sempre maggiore di stranieri, responsabili ad esempio del 59% degli omicidi nel 2009. Ma, il ministero degli Interni precisa che, se la popolazione straniera continua ad aumentare, il numero degli omicidi resta stabile.

    Un sondaggio dell'istituto gfs.bern prevede una vittoria del sì all'iniziativa dell'Udc con il 54% dei voti. Trattandosi di modifiche costituzionali, sia l'iniziativa sia il controprogetto, per essere approvati, necessitano della doppia maggioranza, del popolo e dei cantoni.

    Secondo i calcoli dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) -spiega il sito online di Swissinfo - con le disposizioni vigenti, in media ogni anno sono espulsi dalla Svizzera 350-400 stranieri che hanno commesso reato. Se il 28 novembre fosse accettata "l'Iniziativa espulsione", il loro numero salirebbe a circa 1.500; se fosse accettato il controprogetto passerebbe invece a 750-800.
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    E' strano constatare che le entità - quali ad esempio l'Olanda, la Svizzera ed Israele - tenute insieme dai mercati, dall'economia e dalla finanza che ne hanno influenzato la storia e l'identità, siano maggiormente - e giustamente - resistenti alle seduzioni della società multietnica e multiculturale. Sinceramente, tranne per Israele, non riesco a carpire il nesso. :gratgrat:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Proiezioni Svizzera: vince sì espulsioni

    16.04
    L’espulsione di stranieri responsabili di gravi reati, proposta dal partito di destra Unione di centro (Udc), di Cristoph Blocher, sarebbe stata approvata dal 53% degli elettori elvetici.
    Lo affermano le prime proiezioni sui risultati del referendum che si è tenuto stamani in Svizzera.
    Secondo gli stessi dati, il controprogetto, che poneva limitazioni alle espulsioni, sarebbe stato respinto con la stessa percentuale di voti.

    Agenzia
    Dopo il referendum contro la costruzione di minareti in Svizzera, con il referendum sull'espulsione degli stranieri criminali la destra blocheriana segna un altro bel successo. La strategia comunicativa dell'UDC - SVP nella Svizzera tedesca - è da osservare con attenzione.










    :gluglu:


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 04-09-11 alle 14:27

  9. #9
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Svizzera / "Sì" a espulsione automatica per stranieri criminali

    Passa referendum proposto dalla destra populista (Udc)



    APCom - Svizzera/ "Sì" a espulsione automatica per stranieri criminali

    Ginevra, 28 nov. (Apcom) - Gli svizzeri dicono "sì" all'iniziativa lanciata dal partito della destra populista (Udc) sull'espulsione automatica degli stranieri che commettono gravi reati. Secondo le prime proiezioni diffuse dall'istituto di sondaggi "gfs.bern" sul referendum svolto oggi in Svizzera, il 53% degli elvetici avrebbe votato a favore della proposta dell'Unione democratica di centro. Respinta invece l'iniziativa popolare socialista per l'introduzione di aliquote d'imposta minime per redditi e patrimoni elevati: questo secondo referendum sarebbe stato bocciato dal 58% degli elettori. (Fonte Afp)
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Referendum in Svizzera - 28 novembre

    Ai telegiornali di oggi, stranamente, si è detto che il Referendum è stato promosso dalla Destra Conservatrice, senza usare i termini estrema, xenofoba, razzista, tanto cara ai giornalai.

 

 
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