



Di sicuro non di parte come quelli della parte interessata. E' l'abc.
E poi ti danno una serie di informazioni controllabili (si chiamano fonti), su cui verificare i loro giudizi.
Poi, mi ripeto, se per te la storia delle br la capisci leggendoti Moretti, fatti tuoi. Io altre parole per ribadire l'ovvio non le spreco.


Oddio, uno storico serio non dovrebbe proprio dare giudizi, ma limitarsi alla ricostruzione degli eventi. Questo ovviamente non vale per gli storici del nazzzismo e del più grande dramma dell'umanità :sofico:


Ma che sono capitato al cottolengo?
Per giudizio non s'intende giudizio morale di condanna o assoluzione, ma giudizio conoscitivo in relazione all'argomento x.
Es. il giudizio sul consenso degli operai alle prime br si basa su quali fonti? è vero, è falso, è esagerato? E perché se avevano sto presunto consenso, se lo sono giocato, iniziando ad ammazzare? Ecc.


Non credo che il discorso di Malaparte fosse incentrato su una ricostruzione della storia delle BR.
Comunque Moretti potrebbe essere anche una fonte meno di parte di quel che potrebbe sembrare, essendo un dissociato.
Ma poi, Malaparte ha espresso un suo giudizio soggettivo e criticabile, potevi dire tranquillamente di non essere d'accordo argomentando senza il tuo solito atteggiamento da inacidito. Sembra che prendi ogni cosa sul personale
Ultima modifica di Canaglia; 02-09-11 alle 19:09
Passata la buriana facciamo i conti




Ieri sera pensavo di aprire un 3d su DR "Che ne pensate di..." ma non ricordo su chi.


Moretti parla anche della CIA e di quanto siano fieri, lui e i suoi, di aver impedito con le loro "azioni" sanguinose che il PCI andasse al governo?
Non mi stupisce che possano essere apprezzati negli ambienti della destra radicale. D'altra parte, se non sono state le BR il miglior strumento degli americani in Italia...
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


Io la vedrei da un'altra prospettiva.
Le BR erano convinte di poter fare la rivoluzione, e come afferma Mao Zedong:
Posta questa premessa, si può discutere se siano stati inconsapevoli mezzi di un potere molto piu' grande, se degli illusi, se dei puri.La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia o cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.
La violenza messa in essere va contestualizzata nella loro utopia rivoluzionaria.
Per rispondere a chi parla di ascoltare gli storici, e non i protagonisti, invece bisogna sempre ricordare che quelli che scrivono la storia fanno sempre parte dei vincitori, e mai dei vinti.
Noi a scuola studiamo che Garibaldi, Mazzini, i carbonari sono stati gli eroi che hanno portato all'unità d'Italia. Avesse vinto la guerra l'impero Austro-Ungarico, studieremmo che erano dei terroristi e degli assassini senza scrupoli.
Per quanto mi riguardo ho un profondo rispetto, per chi ha deciso di giocarsi la vita in nome di un'idea, anche sbagliando, e anche se le sue idee lo rendono mio nemico. E questo vale non solo per i BR. Sono gli americani che in guerra considerano sempre il nemico, come il male assoluto, contro cui tutto e' lecito. Tra Europei, fino alla seconda guerra mondiale, era previsto l'onore delle armi...
http://antispeverona.blogspot.com
"Se un vivisettore dicesse: “Un cane o un bambino?”, un liberatore difenderebbe sempre il cane."


A quanto ho letto, non erano affatto convinti di poter fare la rivoluzione, almeno non loro stessi e non a breve termine
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.