Com’è buono il Cav, dalla Vitola in su
Berlusconi: da «Papi» di Noemi, a zio di Nicla e Gianpi.
di Paolo Madron
Allora, Angela Nicla Devenuto, moglie di Gianpaolo Tarantini, dice che per lei e suo marito Silvio Berlusconi era come uno zio. Ma non uno qualsiasi, un munifico zio Tom, visti i 20 mila euro al mese in contanti che il 'parente' provvedeva loro ogni mese per sostentare quella povera famiglia ritrovatasi improvvisamente sul lastrico.
Ma anche uno zio severo che qualche volta sa dire di no, come lo scorso 12 agosto quando, in procinto di partire per Cortina - noto postaccio per vacanze dopolavoristiche -, la signora Nicla bussò inutilmente a Palazzo Chigi per avere altri 5 mila euro. Visto il tenore di vita precedente, una mancetta da spendere all’Autogrill. Ma il Cav, irremovibile, in quell’occasione non accondiscese alla richiesta.
DA ZIO MUNIFICO A NONNO PREMUROSO. Strano perché, sempre a sentire quanto dichiarato dalla signora Nicla ai magistrati che la interrogavano, se Silvio era per loro uno zio, per le sue piccole figlie era un nonno premuroso. Uomo poliedrico abituato a recitare brillantemente più parti in commedia («Se avesse avuto le tette avrebbe fatto anche l’annunciatrice delle sue tivù» disse di lui Enzo Biagi), il Cav mostra di interpretare con disinvoltura e sapienza tutti i gradi parentali.
PADRE GENEROSO. Ma ecco il colpo di scena. A un certo punto, siccome alla signora Nicla dargli dello zio doveva sembrare riduttivo visto le ingenti e reiterate donazioni di cui beneficiava, per lei e il marito il premier diventa addirittura un padre. Con ciò provocando un inconsapevole quanto devastante conflitto dinastico. E una inquietante domanda: ma quanti figli ha realmente Berlusconi?
A memoria, proviamo a ricapitolare: Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora, Luigi, Noemi. E, ora, Gianpy e Nicla la quale, essendo l’amante di Valter Lavitola, l’intermediario che pare si intascasse parte delle caritatevoli donazioni date ai coniugi Tarantini, fa diventare il direttore de L’Avanti! - giornale finanziato con 2,5 milioni di euro dei nostri soldi - un figlio acquisito nella versione Papi e un nipote nella versione Zio.
SILVIO GIÀ PAPI DI NOEMI. Come non bastasse, la povera Nicla scatena anche un problema di diritti d’autore, perché sin qui solo Noemi Letizia da Casoria poteva rivolgersi al presidente del Consiglio chiamandolo «Papi». Ci risulta che alla Siae gli avvocati siano al lavoro per dirimere l’intricata controversia.
Ma ci risulta anche che gli esegeti del Cav si stiano scervellando per analizzare questa sua inedita mimesi parentale che lo vuole di volta in volta padre, zio, nonno, e tra poco sicuramente cugino di qualcuno, se non fratello. Sempre, insomma, demiurgo infaticabile di una grande ( e costosa) famiglia.
Domenica, 04 Settembre 2011





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hefico:
