Presidente Napolitano, lei sa in che mani siamo?
Governo alla deriva tra i «prestiti» del Cav a Tarantini e le amnesie di Tremonti.
di Paolo Madron
Al presidente Napolitano che spinge per un rapido varo della manovra (già, ma se ha capito quale lo spieghi anche a noi che brancoliamo) e perché questo governo resti in piedi (dice che solo la sfiducia può farlo cadere, e in questo ha tecnicamente ragione) sarebbe bene rammentare qualche considerazione su chi questo esecutivo e questa ineffabile manovra incarna.
I VERSAMENTI A GIANPI. Cominciamo da Lui, quello che il suo segretario Alfano, nel lodevole intento di svecchiare il mercato del lavoro, indica come candidato premier nel 2013. Senza rivangare tra i mille episodi che lo riguardano, basta che il Presidente si soffermi sull’ultimo, ovvero il versamento di centinaia di migliaia di euro a Gianpaolo Tarantini, quel signore salito alla ribalta delle cronache come procacciatore di deliziatrici per le noiose serate del premier. Ovvero i soldi che il suddetto Tarantini, appena arrestato per tentata estorsione ai danni del destinatario del suo femminil reclutamento, riceveva dal deliziato per tenere la bocca chiusa.
LO STESSO COPIONE. A questo punto scatta il consueto copione. Berlusconi, che se la rivede brutta, gioca d’anticipo dichiarando che quei soldi erano il suo contributo a una famiglia in difficoltà. Lui è fatto così: quando qualcuno ha bisogno la mano gli corre subito al portafogli. Del resto, ha spiegato, se lo può permettere.
E in fondo è vero: se ha appena scucito 564 milioni di euro a Carlo De Benedetti per il lodo Mondadori, cosa saranno mai 500 mila euro dati a un giovane imprenditore pugliese bisognoso d’aiuto?
L’estorsore, sempre da copione, conferma la versione dell’estorto. Ma siccome quella della carità doveva sembrargli una balla troppo grossa, derubrica la prodigalità del premier a semplice prestito.
A Bossi invece di un ministero, la pensione d'invalidità
Presidente Napolitano, passi che il primo ministro della Repubblica che lei presiede definisca l’Italia un «Paese di merda» (anche noi pensiamo, ma per altri motivi rispetto a quelli del Cav, che per molti versi lo sia).
Ma un immerdato deve essere per forza anche stupido? Forse sì, e Lei in effetti potrebbe ricordarci che se il parlamento degli eletti e rappresentanti del popolo si è bevuto la storia di Ruby nipote di Mubarak, perché mai non dovrebbe credere nella magnanimità di Berlusconi.
SINDROME DA DITO MEDIO. Allora cambiamo soggetto, e ci concentriamo sull’altro, quello affetto dalla sindrome del dito medio. Le sembra, Presidente, che la sorti di questo Paese debbano essere rette anche da questo signore che “sfancula” l’Italia e tutto ciò che essa rammenta e Lei rappresenta, e dalla cui bocca escono oramai solo degli incomprensibili borboglii?
Come Lei sa, nelle democrazie avanzate, il perfetto stato di salute di un governante è requisito fondamentale per il mantenimento del suo incarico. Non era il caso, quando Berlusconi le sottopose la lista dei ministri del suo governo, che lei avesse ragionevolmente spinto per dare a Bossi non un dicastero ma la pensione di invalidità che la sua condizione richiede?
Però se Lei dice che questo governo ce lo dobbiamo tenere, avrà sicuramente ragione.
Le amnesie del ministro Tremonti sulle versioni della manovra
Da ultimo, però, la invitiamo a rivolgere un pensiero a colui che tiene le chiavi della cassa. Abbiamo, come avrà potuto constatare, un ministro dell’Economia che soffre di amnesie. Non ricorda a chi e come pagava l’affitto della sua casa romana, e forse preda di allucinazioni era convinto di dormire in una caserma della guardia di Finanza quando in realtà non lo faceva dal 2004.
GIULIO MACBETH. Queste continue amnesie lo hanno anche costretto a rifare 14 volte la manovra finanziaria, quella che l’Europa con insistenza ci chiede e per la quale Lei mette giustamente fretta. A tutt’oggi, di queste 14 versioni non sappiamo quale sia quella buona.
Nel frattempo il ministro in questione vaga per i boschi del Cadore ripetendo ossessivamente rivolto agli alberi: saldi invariati, saldi invariati. In essi, come Macbeth, pare scorga il fantasma di Banco - nella versione liberamente tratta parla in Milanese - che lo accerchia minaccioso.
Di lui chiedono notizie, con evidente apprensione, gli organizzatori del simposio di Cernobbio, proprio là dove lei, signor Presidente, è appena video comparso.
Sabato, 03 Settembre 2011
L'appello di giorgio napolitano e l'inconsistenza di silvio berlusconi e del suo governo - Lettera43







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