Le celle dove vengono detenuti spacciatori, stupratori, ladri, assassini e altri rifiuti della società, per i giudici buonisti e amici della delinquenza sono troppo piccole e costringono i poveri criminali a "condizioni di vita disumane", privando la feccia del suo "spazio esistenziale".
Un ladro tunisino fa causa al carcere di Lecce e subito i giudici comunisti dispongono un risarcimento. E ora Pannella e i radical chic di sinistra pensano a una class action a favore della feccia...
Il sovraffollamento cronico della carceri italiane continua a creare problemi. Nel mirino questa volta il penitenziario Lecce, costretto a risarcire un detenuto recluso in una cella troppo piccola per "danni esistenziali".
In carcere per furto aggravato, un detenuto tunisino è costretto a trascorrere le sue giornate in una cella di 11,50 metri quadrati, destinata ad una sola persona, condividendola con altri due detenuti e dormendo su un letto a castello a tre piani, di cui l'ultimo a pochi centrimetri dal soffitto. In aggiunta la cella è dotata di servizi igienici piuttosto precari. E allora scatta l'azione legale. "Il mio assistito è costretto a trascorrere la sua detenzione in condizione disumane", dichiara Alessandro Stomeo, legale del tunisino. Dal canto suo l'amministrazione penitenziaria, già gravata dal problema dello spazio troppo sproporzionato rispetto al numero dei detenuti (potrebbe contenere 700 persone, ma ne ospita il doppio), sarà costretta ora a risarcire l'uomo, con una cifra stimata intorno ai 220 euro, per "danni esistenziali".
A destare l'attenzione non è tanto la cifra, a dire il vero piuttosto esigua, del risarcimento, quanto invece il fatto che per la prima volta un giudice condanna il sovraffollamento delle carceri, dando ragione nella controversia alla parte lesa, ovvero al detenuto.
A seguito della decisione è stata decisa una class action che si occuperà di altri casi pendenti simili a questo.
Lecce, cella troppo piccola: detenuto fa causa Il penitenziario costretto a risarcire un tunisino - Cronache - ilGiornale.it
GIUDICI COMUNISTI,
MA ALLO "SPAZIO ESISTENZIALE" DELLE VITTIME STUPRATE, PESTATE A SANGUE, UCCISE, DERUBATE, NON CI PENSATE MAI?
Ormai secondo questa sociologia sessantottina d'accatto, il carcere deve avere gli standard dell'Hilton, e la punizione per chi delinque in Italia è diventato andare in un centro benessere.
Quando non li liberano con l'indulto, i Comunisti pensano solo a digiunare se la peggiore feccia non ha lenzuola di lino e caviale a colazione.
NON ME NE FREGA UN CAZZO SE LE CARCERI SONO DISUMANE,
PEGGIO STA LA FECCIA E PIU' CONTENTO SONO!
Già oggi, per quel poco che ci stanno, i delinquenti in carcere passano il tempo a grattarsi le palle e guardare il calcio su Sky con i soldi delle tasse delle persone oneste. Cos'altro vogliono tutti questi difensori dei diritti umani (ma solo per i criminali e mai per le vittime) ?
Un tozzo di pane secco, un piccone e un campo assolato da dissodare, questo serve per i criminali! :giagia:
PS
Naturalmente, tutte queste attenzioni vengono riservate come in questo caso ai criminali STRANIERI.
Quando si tratta di italiani, vedi il ragazzo morto nel carcere di Nizza o i tanti imprenditori torturati fino al suicidio per estorcere confessioni ai tempi di Mani Pulite, i giudici comunisti tacciono!
CON SIMILI DECISIONI, LA MAGISTRATURA COMUNISTA DIFENDE IL CRIMINE E UMILIA LE VITTIME DEI REATI!
Serve anche in Italia il metodo statunitense di elezioni diretta dei giudici.
I maledetti Comunisti devono andare a dirlo in faccia alle vittime dei reati che la loro unica preoccupazione è garantire che i detenuti facciano la bella vita.
Devono guadagnarsi il voto popolare, per continuare a godere dei loro privilegi di Casta... e poi vediamo se privati della loro intoccabilità anche per le decisioni più dementi, continueranno a proporre simili obbrobri giuridici!
MANGANELLO E TOLLERANZA ZERO,
CATTIVI CONTRO IL CRIMINE!




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repapelle:
