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Discussione: Coppie senza diritti

  1. #1
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    Exclamation Coppie senza diritti


    "Da quel momento io sono stata un fantasma: non esistevo più per nessuno. Non sono stata invitata alla veglia funebre al Vittoriano, né ai funerali di Stato, né ad altre commemorazioni di seguito. Non ho avuto diritto all'assistenza psicologica né a indennizzi dello Stato e nemmeno a donazioni dei privati". Così scriveva qualche anno fa Adele Parrillo, la compagna di Stefano Rolla, il regista morto nell'attentato di Nassirya il 12 novembre 2003. Non la moglie, la compagna.


    Sei anni di convivenza con Stefano Rollo e un indomani iracheno di diritti negati. “Il 12 novembre 2003, giorno della tragedia – racconta Adele – Stefano mi telefonò alle 8 ora italiana prima che io andassi in ufficio e prima che lui uscisse dalla base militare di White Horse per sopralluoghi.
    Per tutto il giorno ho tentato di chiamare Stefano a Nassirya senza esito. Nessuno durante la giornata ha comunicato con me. I vertici della Difesa e del ministero degli Esteri hanno comunicato la morte di Stefano ad uno dei produttori, Achille De Luca. Io l’ho saputo da lui”.
    Oppure Alessandra Biancalana, compagna del panettiere Antonio Farnocchia, una delle vittime della strage di Viareggio, il 29 giugno 2009. Tredici anni di vita insieme, una figlia e un uomo visto morire in una fiammata. Compagna, non moglie. E per questo esclusa da ogni tipo di risarcimento. “Il testo del provvedimento prevede che l’indennizzo venga assegnato alla convivente more uxorio solo nel caso che l’ex coniuge sia formalmente divorziato”. Antonio non lo era.
    Come è accaduto pochi giorni fa a Rossana Podestà, attrice degli anni Sessanta e compagna di una vita di Walter Bonatti, l’esploratore morto il 14 settembre. In un’intervista a Vanity Fair, la Podestà rivela gli ultimi giorni trascorsi accanto al suo uomo, portato via da un cancro al pancreas, e quell'impossibilità di stringergli la mano in sala rianimazione, negli ultimi momenti di lucidità. “Non è la moglie, non ha alcun diritto”.

    “Potremmo raccontare centinaia di storie”, commenta con amarezza Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale “Certi diritti”, che sta preparando un libro-raccolta di tutte le norme che possono aiutare le coppie di fatto. “Le persone non lo sanno, ma ci sono meccanismi che rendono meno ampio il divario col matrimonio. Per esempio la ‘famiglia anagrafica’, un certificato che i Comuni dovrebbero rilasciare e nel quale si indica che le tali persone che vivono in quel determinato posto sono una coppia convivente. Questo potrebbe essere sufficiente a superare l’opposizione all'accesso in ospedale o alle visite in carcere.
    Il problema è che quasi nessuno lo sa e soprattutto quasi nessuno lo fa, prima che accada un evento spiacevole. Alla signora Podestà sarebbe bastata la mutua designazione dell'amministratore di sostegno per seguire il marito nel suo percorso finale.
    Un semplicissimo atto notarile sarebbe stato la migliore medicina per il cuore”. E se vengono discriminate le famiglie (di fatto) eterosessuali, figuriamoci quelle gay, vittime spesso anche dei pregiudizi familiari.

    “Nel pescarese un uomo di 75 anni, rimasto vedovo del suo compagno 80enne – racconta Rovasio – si è visto portare via la casa dai parenti. Ha trovato i suoi vestiti fuori dalla porta, chiusi nei sacchi della spazzatura. Si è visto negare persino i mobili. Qualche anno fa un ragazzo disoccupato ha litigato col convivente col quale stava da dieci anni, che lo ha buttato fuori di casa e ha chiamato la polizia. ‘Non può rivalersi, questa casa è del signore’ si è sentito rispondere il giovane”.

    IL 12 NOVEMBRE 2004 , a un anno dall’attentato di Nassirya, Adelle Parrillo è entrata, non invitata, nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli dove si svolgeva la solenne cerimonia di commemorazione e si è fermata al centro della navata.

    Le si è avvicinato Pier Ferdinando Casini e le ha chiesto perché fosse lì. “Gli ho risposto che se per una legge del loro governo l’embrione è un essere umano, allora io ero a tutti gli effetti la moglie di Stefano Rolla, il civile che loro si apprestavano a commemorare come fosse cosa di loro proprietà. Quindi il mio posto era tra le vedove”.


    Da un articolo di Silvia D'Onghia per Il Fatto Quotidiano
    Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
    Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Famiglia tradizionale sempre più in crisi, raddoppiano single e conviventi

    Roma - (Adnkronos/Ign) - Rapporto Istat relativo al 2009: le coppie coniugate con figli scendono al 36,4%, dieci punti in meno rispetto al 1998. Mentre sono ben 12 milioni gli italiani che rientrano nelle nuove forme familiari

    Roma, 15 set. (Adnkronos/Ign) - La famiglia tradizionale è sempre più in crisi. Il modello della coppia coniugata con figli perde colpi, mentre aumentano single e conviventi. E' quanto emerge dal Report dell'Istat sulle forme familiari, relativo all'anno 2009 e reso noto oggi dall'Istituto nazionale di Statistica.
    Nel 1998 le coppie coniugate con figli rappresentavano il 46,2% delle famiglie italiane ma nel 2009 hanno perso dieci punti percentuali scendendo al 36,4%. .

    Crescono specularmente tutte le 'nuove' forme familiari, dalle convivenze di coppie non coniugate alle famiglie ricostituite, dai single ai monogenitori non vedovi: sono circa 12 milioni gli italiani compresi in questo segmento statistico, quasi il doppio rispetto a un decennio fa, rappresentando circa un quinto dell'intera popolazione.

    In particolare, sono quasi 6 milioni le persone che hanno sperimentato nel corso della loro vita la convivenza, considerando sia chi ancora convive che chi poi si è sposato oppure ha chiuso definitivamente l'unione. In crescita anche le convivenze prematrimoniali che sfiorano l'8%: il 'periodo di prova' in vista della successiva unione matrimoniale riguarda il 33% delle prime nozze e il 70% dei matrimoni successivi.

    Le convivenze sono più diffuse al Nord-Est dove superano il 16% mentre al Nord-Ovest e al Centro si attestano al 13%, nelle Isole sono di poco superiori all'8% e al Sud del 4%. Quanto alle aree urbane, le convivenze nelle grandi città sono oltre il 15%. Il Trentino-Alto Adige è la regione con il numero percentualmente più alto di convivenze, pari al 20,4% seguita dalla Valle d'Aosta con il 19,7% dall'Emilia-Romagna con il 18,3% e dal Friuli-Venezia Giulia con il 17,2%.

    L'esperienza ha interessato ben il 41% degli attuali divorziati e il 24% dei separati. Fra i laureati la percentuale, oltre il 19%, è più alta rispetto a chi possiede altri titoli di studio. L'insieme di coloro che hanno vissuto una libera unione è costituito nel 53,2% dei casi da coppie che sono poi approdate al matrimonio, nel 30,3% da chi sta ancora convivendo e nel 25,2% da coppie che hanno convissuto senza poi sposarsi o proseguire nella unione.

    Cresce anche la percentuale delle coppie conviventi con figli: erano il 40,1% nel 1998 e sono il 49,7% nel 2009. Soltanto nel 36,4% però si tratta di figli di ambedue i partner, mentre nel 6,5% dei casi i figli sono solo di uno dei due partner e nel 6,9% appartengono sia a entrambi che a uno di loro. Figli minori vivono nel 44,1% delle coppie non coniugate.
    Famiglia tradizionale sempre più in crisi, raddoppiano single e conviventi - Adnkronos Cronaca
    Ultima modifica di Gauss; 22-09-11 alle 13:47

  3. #3
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Che palle...
    se non volete prendervi gli oneri e le responsabilità che un contratto matrimoniale (laico o religioso che sia) comporta non potete poi fare i paraculi e pretenderne solo gli onori.

    E che cazzo...

    qui siamo proprio all'infantilismo patologico.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    “Io e Walter non eravamo sposati – eravamo entrambi reduci da matrimoni finiti, non ce n’è mai fregato niente di risposarci, era altro quello che ci ha uniti – e per l’ospedale dove Walter era ricoverato questo era un problema, così come lo è per la legge italiana. Pensi che mi hanno anche allontanata dalla rianimazione dicendo: “Tanto lei non è la moglie”.
    Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
    Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.

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  5. #5
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Che palle...
    se non volete prendervi gli oneri e le responsabilità che un contratto matrimoniale (laico o religioso che sia) comporta non potete poi fare i paraculi e pretenderne solo gli onori.
    .
    prendersi cura di un malato terminale è un onore , un privilegio ? :mmm:

  6. #6
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Titolo sbagliato, doveva essere "Coppie che non sanno usare i loro diritti"

  7. #7
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Se non fosse una VALLE di lacrime la trafila della separazione\divorzio io credo che tante persone che escono da una prima esperienza "buca" non si farebbero troppi problemi a ributtarsi in un secondo matrimonio con la nuova compagna. Purtroppo SAPPIAMO quanto sia distruggente, sia economicamente che psicologicamente, la trafila di una separazione, soprattutto in presenza di prole. Alcuni DECIDONO pertanto di vivere assieme come coppia senza prendersi il NUOVO rischio di ricadere nelle pratiche di separazione.

    Vanno sicuramente rivisti tanti parametri e situazioni che regolano il divorzio....altrimenti i casi del genere tenderanno ad aumentare esponenzialmente. Anche se si potrebbe creare lo status di COPPIA DI FATTO valida PER LO MENO per alcune (non tutte) situazioni....vedi sicuramente il fatto di essere considerato ESTRANEO all'interno di un'ospedale della persona con la quale si condivide la vita.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Se non fosse una VALLE di lacrime la trafila della separazione\divorzio io credo che tante persone che escono da una prima esperienza "buca" non si farebbero troppi problemi a ributtarsi in un secondo matrimonio con la nuova compagna. Purtroppo SAPPIAMO quanto sia distruggente, sia economicamente che psicologicamente, la trafila di una separazione, soprattutto in presenza di prole. Alcuni DECIDONO pertanto di vivere assieme come coppia senza prendersi il NUOVO rischio di ricadere nelle pratiche di separazione.

    Vanno sicuramente rivisti tanti parametri e situazioni che regolano il divorzio....altrimenti i casi del genere tenderanno ad aumentare esponenzialmente. Anche se si potrebbe creare lo status di COPPIA DI FATTO valida PER LO MENO per alcune (non tutte) situazioni....vedi sicuramente il fatto di essere considerato ESTRANEO all'interno di un'ospedale della persona con la quale si condivide la vita.

    Guarda che esistono già certi diritti, ma voi i post li leggete prima di lanciarvi nelle risposte ?
    Dal post n° 1 di Lazzaro:
    Potremmo raccontare centinaia di storie”, commenta con amarezza Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale “Certi diritti”, che sta preparando un libro-raccolta di tutte le norme che possono aiutare le coppie di fatto. “Le persone non lo sanno, ma ci sono meccanismi che rendono meno ampio il divario col matrimonio. Per esempio la ‘famiglia anagrafica’, un certificato che i Comuni dovrebbero rilasciare e nel quale si indica che le tali persone che vivono in quel determinato posto sono una coppia convivente. Questo potrebbe essere sufficiente a superare l’opposizione all'accesso in ospedale o alle visite in carcere.
    Il problema è che quasi nessuno lo sa e soprattutto quasi nessuno lo fa, prima che accada un evento spiacevole. Alla signora Podestà sarebbe bastata la mutua designazione dell'amministratore di sostegno per seguire il marito nel suo percorso finale.
    Un semplicissimo atto notarile sarebbe stato la migliore medicina per il cuore”. E se vengono discriminate le famiglie (di fatto) eterosessuali, figuriamoci quelle gay, vittime spesso anche dei pregiudizi familiari.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    Citazione Originariamente Scritto da Anita Visualizza Messaggio
    Guarda che esistono già certi diritti, ma voi i post li leggete prima di lanciarvi nelle risposte ?
    Dal post n° 1 di Lazzaro:
    Potremmo raccontare centinaia di storie”, commenta con amarezza Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale “Certi diritti”, che sta preparando un libro-raccolta di tutte le norme che possono aiutare le coppie di fatto. “Le persone non lo sanno, ma ci sono meccanismi che rendono meno ampio il divario col matrimonio. Per esempio la ‘famiglia anagrafica’, un certificato che i Comuni dovrebbero rilasciare e nel quale si indica che le tali persone che vivono in quel determinato posto sono una coppia convivente. Questo potrebbe essere sufficiente a superare l’opposizione all'accesso in ospedale o alle visite in carcere.
    Il problema è che quasi nessuno lo sa e soprattutto quasi nessuno lo fa, prima che accada un evento spiacevole. Alla signora Podestà sarebbe bastata la mutua designazione dell'amministratore di sostegno per seguire il marito nel suo percorso finale.
    Un semplicissimo atto notarile sarebbe stato la migliore medicina per il cuore”. E se vengono discriminate le famiglie (di fatto) eterosessuali, figuriamoci quelle gay, vittime spesso anche dei pregiudizi familiari.

    Vedi...è quello che sbagli...io non voglio che sia un "potrebbe essere sufficiente" ma che SIA sufficiente. Non è possibile che devo andare a sperare che in quell'ospedale non ci sia il primario bacchettone religioso che mi manda fuori, voglio che ESISTA uno status di diritto RICONOSCIUTO senza ombra di dubbio che lo attesti...e non comune per comune...a livello NAZIONALE.

    Che dici è così difficile fare una proposta di legge del genere?
    Ultima modifica di Seyen; 22-09-11 alle 14:35

  10. #10
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    Predefinito Rif: Coppie senza diritti

    fra l'altro gli atti notarili sono abbastanza costosi e complessi da ottenere .
    non tutti possono permettersi questa soluzione per giunta parziale .

 

 
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