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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
cammarrone
La pecca della società orientale è quella di abusare della pena di morte, ma ciò non toglie che in linea di principio questa pena possa essere considerata giusta in alcuni casi. Della reintegrazione degli assassini non me ne può fregar di meno.
Riguardo invece a questa frase:
"totalitarismi che hanno anteposto lo Stato alla persona permettendo che quesa fosse sacrificata in vista di un ideale interesse collettivo"
direi che oggi sta accadendo l'esatto opposto, si sacrifica l'interesse collettivo per dei capricci individuali.
Come ho già detto ,essendo la mente umana fallibile, il sistema giudiziario con pena capitale rischierebbe di chiudersi in se stesso, non potendo il condannato ribattere nel caso in cui sorgessero nuovi elementi di cui è il solo che potrebbe dare una spiegazione plausibile.
Al contrario la previsione del carcere quale pena massima ha il vantaggio di rendere il sistema giudiziario "aperto" e quindi automigliorantesi nei suoi modi di agire (col passare del tempo).
Potremmo impostare la questione anche dal punto di vista della crescita di un popolo che nella nostra tradizione non dovrebbe basarsi sulla paura della pena, quanto sulla comprensione del disvalore sociale dell'azione qualificata come reato (a questo fine è fondamentale la presenza di testimoni dell'esperienza penale)
Per la questione da lei esposta nell'ultimo periodo:
a) la pena di morte è proprio il risultato del sacrificio della singola persona umana per questioni di spesa pubblica (e quindi di interesse collettivo "in senso lato") se proprio la si vuol dire tutta (e credo dovrebbe costare di più mantenere un detenuto che una semplice iniezione). Parlo di interesse collettivo "in senso lato" perchè in realtà a voler contenere la spesa in questo modo si finisce per aumentarla causa la non comprensione del disvalore sociale di talune azioni.
b) per i capricci individuali di cui parli e ai quali lei assume sia sacrificato l'interesse collettivo, spero voglia intendere quelli di taluni politici, perchè purtroppo i diritti individuali oggigiorno cedono sempre all'interesse collettivo.
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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
cammarrone
Ma Florian che fine ha fatto? E' deceduto?
lui è sempre coi', quando c'è è molto presente, quando non c'è è assente a lungo, le mezze misure non gli piacciono
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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
Michele91
Come ho già detto ,essendo la mente umana fallibile, il sistema giudiziario con pena capitale rischierebbe di chiudersi in se stesso, non potendo il condannato ribattere nel caso in cui sorgessero nuovi elementi di cui è il solo che potrebbe dare una spiegazione plausibile.
Al contrario la previsione del carcere quale pena massima ha il vantaggio di rendere il sistema giudiziario "aperto" e quindi automigliorantesi nei suoi modi di agire (col passare del tempo).
Potremmo impostare la questione anche dal punto di vista della crescita di un popolo che nella nostra tradizione non dovrebbe basarsi sulla paura della pena, quanto sulla comprensione del disvalore sociale dell'azione qualificata come reato (a questo fine è fondamentale la presenza di testimoni dell'esperienza penale)
Per la questione da lei esposta nell'ultimo periodo:
a) la pena di morte è proprio il risultato del sacrificio della singola persona umana per questioni di spesa pubblica (e quindi di interesse collettivo "in senso lato") se proprio la si vuol dire tutta (e credo dovrebbe costare di più mantenere un detenuto che una semplice iniezione). Parlo di interesse collettivo "in senso lato" perchè in realtà a voler contenere la spesa in questo modo si finisce per aumentarla causa la non comprensione del disvalore sociale di talune azioni.
b) per i capricci individuali di cui parli e ai quali lei assume sia sacrificato l'interesse collettivo, spero voglia intendere quelli di taluni politici, perchè purtroppo i diritti individuali oggigiorno cedono sempre all'interesse collettivo.
Io posso condivere che la pena di morte possa essere un arma pericolosa in mano di uno Stato, ma ci sono categorie con cui non si può sbagliare. Prendiamo ad esempio i serial killer, è assolutamente impossibile sbagliarsi perchè dicesi serial killer chi ammazza tot di persone e inoltre ci sarebbe una perizia psichiatrica a dimostrare l'insanità mentale comune a tutta la categoria. Io non ho mai sentito un serial killer condannato a morte e poi dimostratosi innocente.
Riaguardo ai diritti individuali, in realtà mi riferivo ai cosiddetti "diritti" invocati da certe minoranze che vanno a discapito di quel determinato Paese basti pensare alla questione dell'immigrazione, cancrena mondiale.
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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
cammarrone
Io posso condivere che la pena di morte possa essere un arma pericolosa in mano di uno Stato, ma ci sono categorie con cui non si può sbagliare. Prendiamo ad esempio i serial killer, è assolutamente impossibile sbagliarsi perchè dicesi serial killer chi ammazza tot di persone e inoltre ci sarebbe una perizia psichiatrica a dimostrare l'insanità mentale comune a tutta la categoria. Io non ho mai sentito un serial killer condannato a morte e poi dimostratosi innocente.
Riaguardo ai diritti individuali, in realtà mi riferivo ai cosiddetti "diritti" invocati da certe minoranze che vanno a discapito di quel determinato Paese basti pensare alla questione dell'immigrazione, cancrena mondiale.
Non è un'arma pericolosa nelle mani dello stato, ma lo è nelle mani dell'uomo, il quale è fallibile, nel senso che non può valutare tutte le infinite possibilità. Per di più la scienza, essendo diretta ad escludere il verificarsi di date possibilità in certe condizioni, non da certezze solide.
Conscio di ciò, ritengo sia sensato scegliere quale pena massima, qualcosa che permetta di tornare indietro.
Per lei non è possibile sbagliarsi sui serial killer? Legga il caso Timothy Evans http://en.wikipedia.org/wiki/Timothy_Evans
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Rif: La pena di morte
Il problema si risolverebbe prevedendo la pena di morte esclusivamente in casi in cui al reato di omicidio si aggiungano una pluralità di aggravanti che, se verificate in sede processuale, non lasciano scampo a dubbi.
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Rif: La pena di morte
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Originariamente Scritto da
Michele91
Troy Davis è stato sottoposto alla pena di morte ed ha affermato nuovamente la sua innocenza, seppur ciò non rilevi ai fini di quanto esprimo in questo thread.
Questa mattina ,alla notizia, ho provato un senso di smarrimento, di annullamento delle più alte conquiste dell'uomo, mai provato (per di più per un uomo che neppure conosco). Si, perchè non si è trattato della eliminazione di un uomo (cosa che ha un carattere selvaggio già di per se) ma della anteposizione dello Stato alla persona umana che dovrebbe essere il fulcro e il fine dell'ordinamento, non il mezzo.
Certamente l'evoluzione della vicenda ha dato maggior rilievo al caso e, invero, il ripetersi di questi eventi è, alla luce dei valori fondanti la società occidentale, un passo indietro rispetto a questi.
Forse quanto scritto può non suscitare una risposta, ma ,come ho detto, la vicenda mi ha suscitato un tal senso di smarrimento e dolore,che ho voluto esprimerlo qui.
Troy Davis. Criminale meritevole della pena o vittima innocente di un meccanismo giudiziario atroce e non immune da clamorosi (ed inemendabili) errori?
A questo non so dare risposta.
Di certo lasciano l'amaro in bocca le procedure seguite per eseguire la pena capitale.
Troy Davis ha atteso 22 anni prima di essere eliminato dallo Stato. E' umanamente sopportabile una simile, angosciosa attesa?
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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò91
Il problema si risolverebbe prevedendo la pena di morte esclusivamente in casi in cui al reato di omicidio si aggiungano una pluralità di aggravanti che, se verificate in sede processuale, non lasciano scampo a dubbi.
Il problema è stabilire quando non ci siano dubbi su qualcosa, soprattutto se oggetto di studio sono le azioni umane.
Quante possibilità potrebbe non valutare il giudice?
Potrebbe valutarle tutte meno che una, di certo mai tutte. Dunque perchè inserire una pena dal carattere irreversibile?
Con quanto detto non è mia intenzione asserire che la pronuncia di una sentenza non ha riscontro reale. Invero, è nel mio interesse sottolineare esclusivamente la possibilità di errore insita nella mente umana da cui segue la mia incomprensione per un sistema penale che preveda una pena irreversibile.
Mi associo a quanto da lei scritto FalcoConservatore
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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
Michele91
Il problema è stabilire quando non ci siano dubbi su qualcosa, soprattutto se oggetto di studio sono le azioni umane.
Quante possibilità potrebbe non valutare il giudice?
Potrebbe valutarle tutte meno che una, di certo mai tutte. Dunque perchè inserire una pena dal carattere irreversibile?
Con quanto detto non è mia intenzione asserire che la pronuncia di una sentenza non ha riscontro reale. Invero, è nel mio interesse sottolineare esclusivamente la possibilità di errore insita nella mente umana da cui segue la mia incomprensione per un sistema penale che preveda una pena irreversibile.
Se fai giustiziare un pluriomicida, direi che il margine d'errore è praticamente nullo.
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Rif: La pena di morte
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò91
Se fai giustiziare un pluriomicida, direi che il margine d'errore è praticamente nullo.
Mi induce a riproporre (come già fatto due post più su) questo caso: http://en.wikipedia.org/wiki/Timothy_Evans
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Rif: La pena di morte
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Originariamente Scritto da
Michele91
Un riassunto? Magari in italiano che non ho voglia di tradurre? :D