FESTIVAL DI BERLINO L'ATTORE HA PRODOTTO IL FILM SUI RISCHI DELLE TRIVELLAZIONI PER IL GAS. REGIA DI GUS VAN SANT
Damon: difendo la terra contro i giganti del denaro
In gara «Promised Land», manifesto ecologista
BERLINO ? «Chi siamo diventati? Come prendiamo oggi le nostre decisioni? Solo in base ai soldi o pensando anche al futuro della nostra comunità?». Matt Damon elenca le domande che l'hanno spinto a muovere mari e monti pur di realizzare Promised Land, film ieri di scena alla Berlinale con strascichi di rovente attualità: le discusse trivellazioni alla ricerca di quel gas naturale che minaccia di scalzare lo strapotere del petrolio. «Un affare colossale per pochi, un miraggio di ricchezza per alcuni agricoltori ? precisa Damon ?, che devono decidere se continuare la loro vita grama ma sicura o accettare che la loro terra venga violata in cambio di una manciata di dollari. Il dilemma tra l'oggi e il domani è perfetto per fare il punto sulla nostra identità. Americana, ma non solo». Per questo ha voluto così fortemente il film, di cui è protagonista ma anche produttore e cosceneggiatore con John Krasinski, che nella storia impersona un seduttivo ambientalista. «Avrei voluto firmare anche la regia, ma poi sono stato felice di aver trovato in Gus van Sant l'autore ideale». Così, in coppia con la tostissima Frances McDormand, Damon, ragazzo di campagna aspirante manager, va a offrire contratti capestro ai piccoli proprietari terrieri di una povera cittadina della Pennsylvania. Alcuni firmano entusiasti, altri tentennano, altri ancora si oppongono. I rischi del fracking, la perforazione con sonde e sostanze chimiche a migliaia e migliaia di metri sotto terra, sono l'inquinamento delle falde acquifere e la moria degli animali. Minacce occulte quanto documentate.«D'altra parte, tutti hanno le loro buone ragioni ? prosegue l'attore ?. Ho parlato con alcuni di quei contadini. Chi aveva accettato l'accordo l'aveva fatto per garantirsi un po' di benessere o gli studi ai figli. Una prospettiva "corta", chiusa nelle mura di casa, che perde di vista il senso di solidarietà e della trasmissione di consolidati valori morali». Come il prendersi cura di piccole grandi cose: la stalla, i campi, gli animali... Di quello per cui erano vissuti e morti i padri e i nonni. «Il personaggio di Matt è un eroe e insieme un antieroe ? interviene van Sant ?. Soprattutto è un venditore. Mio padre, che lo era anche lui, diceva: un venditore non pensa mai se il prodotto sia buono o no. Deve venderlo e basta». A risolvere i dilemmi del piazzista senza scrupoli del film arriverà un ribaltamento di ruoli, la scoperta di esser stato a sua volta manovrato




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