
Originariamente Scritto da
Gauss
La condanna del copernicanesimo del 1616 e i suoi effetti
La questione del rapporti della chiesa cattolica con il copernicanesimo iniziò formalmente con la condanna ufficiale del copernicanesimo alla fine del febbraio 1616.
Il Santo Uffizio condannò come eretica l’affermazione che il Sole non si muove ad est ad ovest e condannò come erronea dal punto di vista della fede l’affermazione secondo la quale la terra si muove attorno al sole.
Il Santo Uffizio prima e la attuale Congregazione per la dottrina della fede poi non hanno mai dichiarato di essersi sbagliati
Ecco il testo della condanna:
1. Tutti dissero che la suddetta proposizione è irragionevole e assurda dal punto di vista filosofico (=scientifico) e formalmente eretica, perché contraddice esplicitamente enunciati che si trovano in molti passi della Sacra Scrittura intesi secondo il senso proprio delle parole e secondo la spiegazione e il significato comune che attribuiscono loro i santi padri e i teologi dottori»
2. «La terra non è il centro del mondo e non è immobile, ma si muove tutta attorno a se stessa, anche con moto diurno».
Tutti dissero che questa proposizione riceve la medesima censura [di quella precedente] dal punto di vista filosofico (=scientifico). Per quanto riguarda invece la verità teologica, essa è dal punto di vista delle fede, almeno erronea».
L’interpretazione storica che propongo è la seguente. La condanna del copernicanesimo del febbraio 1616 ebbe un effetto fatale sull'evoluzione dell'ermeneutica biblica cattolica. Questo effetto fatale non dipende dal fatto che fu respinto come eretico il sistema copernicano, ma dal fatto che si consacrò implicitamente una teoria ermeneutica concordista. Da quel momento si rafforzò sempre di più nel cattolicesimo la tendenza ad affermare che la Bibbia, nelle sue affermazioni letterali ed esplicite, è necessariamente vera anche dal punto di vista scientifico. Questo fatto dovrebbe interessare maggiormente gli storici della teologia e dell'esegesi biblica. E’ ovvio che questa tesi si oppone diametralmente al tentativo apologetico di W.Brandmüller e altri di sostenere paradossalmente che la condanna fu pronunciata per permettere un accordo tra scienza e fede. Essa, invece, non è solo una definizione dottrinale e astratta, ma una definizione che tende a mettere in atto una misura repressiva contro la libertà di insegnamento e di pubblicazione. Bucciantini lo ha dimostrato mi sembra esaurientemente.
Sono le proposizioni condannate il 24 febbraio 1616che qualificano l’atteggiamento della chiesa cattolica nei confronti della scienza moderna e dell’ermenutica biblica. Non è un caso che la nuova apologetica cattolica trascuri di affrontare questo testo che invece è quello fondamentale in tutta la questione:
1. «Il sole è il centro del mondo e assolutamente immobile per quanto riguarda il moto locale» (in latino: «Sol est centrum mundi, et omnino immobilis motu locali»);
2. «La terra non è il centro del mondo e non è immobile, ma si muove tutta attorno a se stessa, anche con moto diurno» (in latino: «Terra non est centrum mundi nec immobilis, sed secundum se totam movetur, etiam motu diurno»).
Ambedue le proposizioni furono considerate assurde dal punto di vista «filosofico». Da quello teologico, invece, la prima venne giudicata eretica, mentre la seconda solo erronea «in fide». Il motivo di questo diverso trattamento è che va considerata eretica un'affermazione che contraddice un enunciato della Bibbia sul quale non ci può essere alcun dubbio, né dal punto di vista dell'enunciazione letterale biblica, né dal punto di vista dell'interpretazione tradizionale ufficiale. Questo è il caso dei numerosi passi biblici che parlano della mobilità del Sole. La Bibbia dice chiaramente che il sole si muove. Affermare il contrario è perciò eresia. Al contrario, le affermazioni della Bibbia che dicono che la terra è stabile, potrebbero essere interpretate, secondo i teologi del Santo Uffizio, in senso traslato, nel senso che potrebbero significare non che la terra sta ferma, ma che permane così come Dio l'ha fatta. Parlare, quindi, di mobilità della terra non costituisce eresia, ma solo un errore dal punto di vista della fede, perché potrebbe non esserci contraddizione con il senso letterale degli enunciati biblici.
La condanna del copernicanesimo del febbraio 1616 è enormemente più importante della condanna di Galilei del 1633, dal punto di vista della storia dell’ermeneutica biblica e dal punto di vista della storia dei rapporti tra teologia cattolica e scienze naturali. Questa condanna è uno degli atti più gravi compiuti da una istituzione della chiesa cattolica romana in età moderna, perché ha contribuito ad impedire alla chiesa cattolica l’accettazione di molte conquiste della scienza moderna e del principio stesso della modernità.
E’ questa enunciazione teologica che ha contribuito a rendere la Sacra Scrittura e la teologia cattolica in conflitto con l’evoluzione della scienza moderna. Queste due enunciazioni teologiche presuppongono un’ermeneutica concordista che pone sullo stesso piano epistemologico le espressioni letterali della Scrittura e le argomentazioni scientifiche. È questa teologia, è questa ermeneutica che la chiesa cattolica ha fatto sua da un punto di vista ufficiale per secoli. Dal mio punto di vista, tutto il resto, è secondario.
In questo evento viene alla luce una doppia natura del cattolicesimo:diviso tra credenti che sanno distinguere la fede da altri aspetti della realà e credenti di tendenza fondamentalista che credono che la verità della bibbia non sia solo religiosa, ma anche culturale, storica e scientifica.
Mauro Pesce Web Site - La condanna del copernicanesimo del 1616 e i suoi effetti