«Finito il tempo dei poli nazionalitari»
ORISTANO. Sono lontani i tempi in cui Pasquale Onida fondava partiti propugnando lo spirito identitario contro le forze politiche nazionali che
non tutelavano mai abbastanza gli interessi della Sardegna. Prima fu il Pps, Partito del popolo sardo, poi Fortza paris. «Quelle fase è conclusa», dice oggi Onida. Una rivoluzione, per uno che sulla battaglia dell'identità sarda del partito aveva scosso coalizioni, rotto vecchi legami
e raggranellato, in diversi appuntamenti elettorali (sopratttuo a Oristano) un bella dote di voti. L'ultima delusione probabilmente ha pesato: l'apporto di Fortza paris alla vittoria del centrodestra nelle ultime elezioni regionali non è stata riconoscita né ripagata dal presidente Cappellacci. Ma nella politica si digerisce tutto. Solo che l'idea che portò a Fortza paris per Onida non vale più:
«È inutile illudersi ancora sulla validità dei poli nazionalitari». Perché?
«Mi sto convincendo che la parcellizzazione di dei valori nuoce alla Sardegna». L'idea originaria era quella di riunire sotto una unica casa diverse forze con un'anima e un sentire comune. Obiettivo fallito: «C'è stata invece una frantumazione delle formazioni con valori identitari. Formazioni che oggi neppure si confrontano. E non è un caso che queste formazioni vivano solo per giovare ai rispettivi capi o capetti».
E ora che ne sarà di Fortza paris? «L'idea è quella di portare avanti il partito sino alle elezioni amministrative di Oristano -: dice ancora Pasuqale Onida - in armonia con le altre forze politiche alleate. In prospettiva futura l'obiettivo è quello di convergere verso il terzo polo. C'è un discorso avviato in particolare con il partito di Casini. In Sardegna abbiamo già parlato a luingo con Giorgio Oppi. Spero che il futuro ci vedrà accomunati. Ma tutto è dinamico, tutto è in divenire. È ancora presto per fare delle previsioni a lunga scadenza». E la battaglia identitaria? «Porteremo i nostri valori là dove andremo». Al congresso provinciale di Futuro e libertà, Onida era andato anche oltre,
dicendo che la situazione nazionale e internazionale impone, in questa fase storica, di accantonare gli interessi specifici della Sardegna per guardare a quelli della nazione e dell'Europa.
29 agosto 2011