Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    Predefinito SICUREZZA? NON MASSIFICHIAMOCI.

    Vi pubblico il nostro articolo uscito su un mensile perugino distribuito nelle edicole di Perugia. Vorrei sapere, sinceramente, il vostro pensiero senza soffermarvi sul discorso immigrazione.

    SICUREZZA? NON MASSIFICHIAMOCI.

    Il `popolino´ è sempre ben accondiscendente e silenzioso. Massificato dalla società, l'individuo si mischia nel "gregge delle pecore" invece di cercare il "branco di Lupi". Questo avviene da tempo a Perugia, in Italia e nel resto del mondo. Milioni di persone che ogni giorno fanno le stesse cose, ascoltano la stessa musica, vestono le solite marche, usano termini fuori dalla loro lingua d´origine per sentirsi alla moda e, tra una puntata del grande fratello o la nuova invenzione di `faccialibro´, ingurgitano qualcosa di pseudo commestibile comprato nei grandi circuiti multinazionali americani. Di rado si `svegliano´ e gridano allo scandalo nel momento in cui sentono parlare di aggressioni, stupri e risse con tanto di coltelli che sembrano sciabole. Benvenuti nella realtà!


    Da tempo la nostra città è in balia di bande criminali che usano come campo di battaglia le nostre strade e utilizzano i nostri quartieri come mercati per trafficare le sostanze che imbambolano i nostri giovani. Non di molto tempo fa è la notizia dell´ennesimo parapiglia in centro, in pieno giorno, scatenato da extracomunitari e che ha coinvolto inevitabilmente turisti e cittadini perugini che impauriti scappavano a destra e a manca. Quotidianamente, oltre al centro storico, sono interessati da questi "fenomeni" molti altri quartieri, periferici e non; basti pensare alle risse con tanto di omicidi in Piazza del Bacio o alla situazione disastrosa di Via della Pallotta. Zone invivibili dove dilagano inevitabili paure che portano i residenti ad andarsene, i turisti a non tornare e gli studenti a cercare altre città dove poter studiare e cercare un proprio "accesso al futuro".


    In questi giorni abbiamo assistito, insieme ad altre scene come quelle sopra descritte, alla campagna elettorale per le amministrative, dove, ancora una volta, a primeggiare, sono stati gli slogan vuoti di coloro che, mai visti prima, inneggiano alla sicurezza e al cambiamento, e dalle scontate risposte dei soliti noti che da anni amministrano la città; una "città nell´abisso" grazie a chi da sessant´anni ci governa, grazie a chi ci governerà e grazie soprattutto a chi, nel mutismo, nella rassegnazione e nel falso pietismo, fa finta di non vedere. C´è bisogno di gente che sa fare e dare, c´è bisogno di gente che, mettendo il tornaconto personale da una parte, inizi a realizzare per il bene della Comunità.


    Una Comunità che deve obbligatoriamente essere composta di Uomini veri e liberi. Il ripristino della vivibilità della nostra città passa imprescindibilmente per la riconquista degli spazi sociali basilari: piazze, strade, quartieri. Iniziare a riprenderci gli spazi dovuti, uscire nei parchi con le nostre famiglie e ripopolare il centro storico, perché questo torni ad essere "acropoli" nel senso pieno del termine. Sarebbe questo, oltre che un buon inizio, un passo necessario verso la conquista della "sicurezza organica" alla quale abbiamo diritto, oltre che un' ottima risposta a chi ci vorrebbe consumatori sordi e muti buoni solo a riempire i centri commerciali che ormai saturano e abbruttiscono il nostro territorio.


    Scendere in strada quindi, vivere la nostra città, le sue strade e le sue piazze, far rinascere i rapporti comunitari fra i suoi cittadini che, in essa, dovrebbero naturalmente svilupparsi, è punto fondamentale per riconquistarla.


    Di Fabio Polese, Associazione Culturale Tyr Perugia
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    Bisogna camminare su una corda tesa, sopra l'abisso, nel buio, sotto c'è pieno di mostri.
    Céline

    www.fabiopolese.it

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: SICUREZZA? NON MASSIFICHIAMOCI.

    Bisogna camminare su una corda tesa, sopra l'abisso, nel buio, sotto c'è pieno di mostri.
    Céline

    www.fabiopolese.it

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: SICUREZZA? NON MASSIFICHIAMOCI.

    Citazione Originariamente Scritto da TyrMask Visualizza Messaggio
    Vi pubblico il nostro articolo uscito su un mensile perugino distribuito nelle edicole di Perugia. Vorrei sapere, sinceramente, il vostro pensiero senza soffermarvi sul discorso immigrazione.

    SICUREZZA? NON MASSIFICHIAMOCI.

    Il `popolino´ è sempre ben accondiscendente e silenzioso. Massificato dalla società, l'individuo si mischia nel "gregge delle pecore" invece di cercare il "branco di Lupi". Questo avviene da tempo a Perugia, in Italia e nel resto del mondo. Milioni di persone che ogni giorno fanno le stesse cose, ascoltano la stessa musica, vestono le solite marche, usano termini fuori dalla loro lingua d´origine per sentirsi alla moda e, tra una puntata del grande fratello o la nuova invenzione di `faccialibro´, ingurgitano qualcosa di pseudo commestibile comprato nei grandi circuiti multinazionali americani. Di rado si `svegliano´ e gridano allo scandalo nel momento in cui sentono parlare di aggressioni, stupri e risse con tanto di coltelli che sembrano sciabole. Benvenuti nella realtà!


    Da tempo la nostra città è in balia di bande criminali che usano come campo di battaglia le nostre strade e utilizzano i nostri quartieri come mercati per trafficare le sostanze che imbambolano i nostri giovani. Non di molto tempo fa è la notizia dell´ennesimo parapiglia in centro, in pieno giorno, scatenato da extracomunitari e che ha coinvolto inevitabilmente turisti e cittadini perugini che impauriti scappavano a destra e a manca. Quotidianamente, oltre al centro storico, sono interessati da questi "fenomeni" molti altri quartieri, periferici e non; basti pensare alle risse con tanto di omicidi in Piazza del Bacio o alla situazione disastrosa di Via della Pallotta. Zone invivibili dove dilagano inevitabili paure che portano i residenti ad andarsene, i turisti a non tornare e gli studenti a cercare altre città dove poter studiare e cercare un proprio "accesso al futuro".


    In questi giorni abbiamo assistito, insieme ad altre scene come quelle sopra descritte, alla campagna elettorale per le amministrative, dove, ancora una volta, a primeggiare, sono stati gli slogan vuoti di coloro che, mai visti prima, inneggiano alla sicurezza e al cambiamento, e dalle scontate risposte dei soliti noti che da anni amministrano la città; una "città nell´abisso" grazie a chi da sessant´anni ci governa, grazie a chi ci governerà e grazie soprattutto a chi, nel mutismo, nella rassegnazione e nel falso pietismo, fa finta di non vedere. C´è bisogno di gente che sa fare e dare, c´è bisogno di gente che, mettendo il tornaconto personale da una parte, inizi a realizzare per il bene della Comunità.


    Una Comunità che deve obbligatoriamente essere composta di Uomini veri e liberi. Il ripristino della vivibilità della nostra città passa imprescindibilmente per la riconquista degli spazi sociali basilari: piazze, strade, quartieri. Iniziare a riprenderci gli spazi dovuti, uscire nei parchi con le nostre famiglie e ripopolare il centro storico, perché questo torni ad essere "acropoli" nel senso pieno del termine. Sarebbe questo, oltre che un buon inizio, un passo necessario verso la conquista della "sicurezza organica" alla quale abbiamo diritto, oltre che un' ottima risposta a chi ci vorrebbe consumatori sordi e muti buoni solo a riempire i centri commerciali che ormai saturano e abbruttiscono il nostro territorio.


    Scendere in strada quindi, vivere la nostra città, le sue strade e le sue piazze, far rinascere i rapporti comunitari fra i suoi cittadini che, in essa, dovrebbero naturalmente svilupparsi, è punto fondamentale per riconquistarla.


    Di Fabio Polese, Associazione Culturale Tyr Perugia
    Pubblicato su Free Press Perugia
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    www.controventopg.splinder.com

    Mi sembra un buon approccio per affrontare il cosiddetto problema dell'inscurezza. Sarebbe altresì interessante innestare nel problema sicurezza il più complessivo stato di precarietà permanente dovuto al lavoro ricattabile e precario. D'altra parte si tratta di aspetti intrecciati di una stessa realtà.
    E'comunque giusto, come fa il comunicato, non minimizzare i problemi della sicurezza nelle strade e nelle piazze. L'importante è farlo senza cadere nella retorica mediatica strumentale del nemico di turno (quasi sempre il soggetto più debole e indifeso, cioé l'immigrato, il diverso etc etc).
    Il problema va posto con intelligenza superando sia lo schema pietistico e sociologistico, sia lo schema deleterio e quasi sempre xenofobo del capro-espiatorio.
    In questo senso non sarebbe male se si aggiungesse una pertinente riflessione sul problema dell'immigrazione, dal momento che il documento riporta di un episodio di violenza legato ad extra-comunitari. Detta così rischia di essere una categoria generica e ambigua che si presta a manipolazioni da parte di chi dall'alto non fa altro che cercare di praticare il divide et impera.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: SICUREZZA? NON MASSIFICHIAMOCI.

    Citazione Originariamente Scritto da Terraeamore Visualizza Messaggio
    Mi sembra un buon approccio per affrontare il cosiddetto problema dell'inscurezza. Sarebbe altresì interessante innestare nel problema sicurezza il più complessivo stato di precarietà permanente dovuto al lavoro ricattabile e precario. D'altra parte si tratta di aspetti intrecciati di una stessa realtà.
    E'comunque giusto, come fa il comunicato, non minimizzare i problemi della sicurezza nelle strade e nelle piazze. L'importante è farlo senza cadere nella retorica mediatica strumentale del nemico di turno (quasi sempre il soggetto più debole e indifeso, cioé l'immigrato, il diverso etc etc).
    Il problema va posto con intelligenza superando sia lo schema pietistico e sociologistico, sia lo schema deleterio e quasi sempre xenofobo del capro-espiatorio.
    In questo senso non sarebbe male se si aggiungesse una pertinente riflessione sul problema dell'immigrazione, dal momento che il documento riporta di un episodio di violenza legato ad extra-comunitari. Detta così rischia di essere una categoria generica e ambigua che si presta a manipolazioni da parte di chi dall'alto non fa altro che cercare di praticare il divide et impera.
    Grazie.
    E' precisamente quello che vorremmo fare quando parliamo di "sicurezza organica".

 

 

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