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Discussione: Coi paolini o...

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Personalmente, non rinnego niente di quello che ho sostenuto in passato e la cui validità confermo tutt'ora. Detto in altri termini, non è colpa di nessuna, tanto meno mia e di quelli che l'hanno pensata come me, se Berlusconi (e Bossi) ha fallito proprio nel momento in cui avrebbe dovuto mostrare maggiormente le sue capacità.
    Ha fallito sicuramente perché è stato praticamente sotto attacco da più poteri - sia economici che finanziari, sia giudiziari che mediatici -, ma anche per sue debolezze sia politiche che umane.
    Ciò detto, ti ho risposto così per una semplice questione di correttezza: nel 2008 io non ero maggiorenne e comunque all'epoca avrei votato La Destra-Fiamma Tricolore (magari pentendomene, ma allora - se fossi stato elettore - avrei fatto quella scelta), nel 2009 ho votato Forza Nuova alle Europee e Lega Nord solo alle provinciali, nel 2010 in Lombardia ho votato Lega Nord e nel 2011 a Milano ho votato nuovamente la Lega Nord.
    Come vedi, quindi, del PDL neanche l'ombra e questo perché - come dicevo anche una volta - pur convincendomi, non senza riserve, Berlusconi, non mi ha mai convinto il PDL come partito.
    Detto questo, è facile fare quelli che scappano dalla nave mentre affonda. Le sindromi da Piazzale Loreto non mi appartengono. Per questo paese non esistono più alternative che non siano politicamente scellerate, purtroppo.
    Non ci salveranno né il governo tecnico né il governissimo né tanto meno il centrosinistra o una nuova DC.
    L'unica speranza è che il centrodestra ritrovi le forze perse in questi anni, che sono stati difficili e che hanno comportato un logoramento innegabile, sia per fattori esterni che per fattori interni.
    Soprattutto, la speranza è che questo centrodestra sia sempre meno centro e sempre più destra, perché oggi come non mai l'Italia avrebbe bisogno di una vera Destra con la romualdiana "D" maiuscola.
    Però, nonostante questa sia una speranza, rimane una speranza vana.
    Rimango quindi fermo, al di là di qualsiasi speranza o auspicio, nella mia opinione: "dopo Berlusconi il diluvio".
    Ma stai male, Giò? Questo tuo intervento, e soprattutto questa chiosa, era proprio ciò che speravo di non leggere più.

    Innanzitutto Berlusconi non è stato sotto attacco di nessuno. Ancora due anni fa era saldamente alla guida del Paese e nessuno, nè la stampa avversa nè le procure, ne minavano la leadership. E' stato lui, lui solo con le sue puttane e le sue puttanate a mettersi nei pasticci. Che poi la sinistra e la magistratura l'abbiano perseguito per quanto ha combinato era ovvio e naturale. Negli USA l'avrebbero maciullato, qualsiasi destra degna di tal nome l'avrebbe preso a calci in culo.

    Non parliamo della Lega, patetica nei suoi Bossi e Calderoli.

    Qui non si tratta di scappare dalla nave che affonda, quasi fosse un gesto di viltà, ma di non farsi inghiottire dalle sabbie mobili, cosa che va da sè è non solo legittimo ma necessario. Piazzale loreto? Dopo quello che hanno combinato questi deficienti una bella scarica di pomodori la meriterebbero tutta. Dovrebbero vergognarsi per ciò che hanno osato difendere e di cui provano persino a vantarsi.

    Hanno perso credibilità su tutto: sull'identità nazionale, sull'economia liberale, sull'alleanza occidentale. Si sono mostrati al contrario localisti, statalisti e si sono filati i peggiori dittatori sulla piazza. Hanno stravolto l'agenda politica del '94, hanno imboccato la via senza uscita del garantismo peloso all'unico scopo di salvare le tasche e la persona stessa del loro padrone.

    Destra? I fascisti hanno dimostrato di non aver nulla imparato dalla storia e rappresentano la zavorra della coalizione al punto che li schifano tutti e non a torto. La Russa, Gasparri, Alemanno... non ce n'è uno che si salvi del mucchio. E poi che dovrebbe fare la Destra? Perchè citare ancora Romualdi che è morto quarant'anni fa? Chi seguerebbe oggi quelle posizioni? Ma di che stiamo parlando??? Degli skinheads??? Ma quale destra occidentale oggi utilizza più quei riferimenti storici e politici?

    Giò non possiamo prenderci più in giro circa illusorie reazioni e controrivoluzioni che dir si voglia. A meno che tu non sia un fanatico fondamentalista (e non lo sei) il realismo dovrebbe farti immediatamente comprendere entro quale raggio d'azione è possibile muoversi in alternativa alle sinistre.
    In democrazia si governano uomini con il loro consenso e non a prescindere da esso. Va da sè, dunque, che ogni proposta politica debba essere calata nel presente e presentarsi con un linguaggio capace di incontrare il favore di maggioranze. Quale maggioranza seguirebbe la Destra autoritaria che vorresti tu? Ti invito ancora una volta ad uscire dal mondo dei sogni. Il fascismo è morto, così come il bonapartismo e così come sono improponibili ogni genere di cesarismi. Mi spiace dirlo, ma a te come ad altri qui è piaciuto il Berlusconi peggiore, quello asserragliato nel bunker del Palazzo ed esaltato unicamente da yesmen e cortigiani. Il Berlusconi amico di Putin e Gheddafi che liscia ipocritamente il pelo ai cattolici più tradizionalisti mettendoli poi in ridicolo coi suoi inaccettabili comportamenti privati.

    No Giò, dopo Berlusconi non c'è il diluvio, ma la luce. Chiunque verrà al suo posto non potrà mai combinare di peggio. Che poi sia di destra di sinistra o di centro è relativo. Tanto poi Berlusconi di destra non è mai stato, e questa destra ha dimostrato di far schifo, ma proprio schifo credimi.
    Ultima modifica di Florian; 27-09-11 alle 18:41

  2. #12
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    Flo, il mondo dei sogni è quello di chi crede che la luce siano Pierferdinando Casini e Beppe Pisanu o Mario Draghi e Mario Monti o Pierluigi Bersani e Nicolino Vendola.
    Io sono perfettamente consapevole del fatto che ormai si è chiusa un'epoca. Berlusconi è finito per demeriti suoi. Non tanto per le "puttane", ma quanto se mai per le "puttanate" fatte in ambito di politica interna ed estera (mi riferisco, in quest'ultimo caso, al disastro della guerra in Libia, non all'amicizia sacrosanta con Putin).
    Ebbene sì, io preferisco il Berlusconi amico di Lukashenko e Vladimir Putin piuttosto che quello della rivoluzione liberale, semplicemente perché a me di essere "amico" degli Stati Uniti e del Regno Unito, di essere rispettoso delle regole del mercato e del laissez faire aut similia non è mai fregato assolutamente niente.
    Che Berlusconi fosse sotto attacco è palese e chi lo nega forse dovrebbe informarsi correttamente su certi retroscena politici e finanziari. Questo non assolve Berlusconi ma rende più grave la sua colpa perché, pur essendo sotto attacco e pur sapendolo, se n'è fregato e ha prestato il fianco per farsi attaccare e dileggiare.
    E no Florian, effettivamente nel panorama politico italiano non c'è spazio per una destra come la vorrei io, ma questo è un male e non un bene, perché ce ne sarebbe infinitamente bisogno. Perché questo paese non lo si può raddrizzare con le belle parole o con i politici riciclati che facevano i portaborse democristiani già negli anni '80, ma con una svolta seria, radicale e totale.
    Perché questo paese non lo si raddrizza con le ricette alternative dei vari Draghi e Montezemolo, ma con un ritorno al primato della politica con la "P" maiuscola (un'altra maiuscola, eh già....). Politique d'abord, insomma.
    Poi, per carità, ognuno è libero di illudersi con quel che vuole.
    Per me dopo il fallimentare governo Berlusconi non ci sarà il meglio ma solamente il peggio. E questo non lo penso per dire: "Allora teniamoci Berlusconi" perché sarebbe ugualmente suicida.
    Lo penso per dire che l'Italia, in questo momento, salvo sorprese, non ha scampo.
    E riguardo a ipotesi di novelle DC ribadisco: Dio ce ne scampi. Lo abbiamo già visto in 50 anni di cosa sono stati capaci i demo(nio)cristiani.
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  3. #13
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    Flo, il mondo dei sogni è quello di chi crede che la luce siano Pierferdinando Casini e Beppe Pisanu o Mario Draghi e Mario Monti o Pierluigi Bersani e Nicolino Vendola.
    Io sono perfettamente consapevole del fatto che ormai si è chiusa un'epoca. Berlusconi è finito per demeriti suoi. Non tanto per le "puttane", ma quanto se mai per le "puttanate" fatte in ambito di politica interna ed estera (mi riferisco, in quest'ultimo caso, al disastro della guerra in Libia, non all'amicizia sacrosanta con Putin).
    Ebbene sì, io preferisco il Berlusconi amico di Lukashenko e Vladimir Putin piuttosto che quello della rivoluzione liberale, semplicemente perché a me di essere "amico" degli Stati Uniti e del Regno Unito, di essere rispettoso delle regole del mercato e del laissez faire aut similia non è mai fregato assolutamente niente.
    Che Berlusconi fosse sotto attacco è palese e chi lo nega forse dovrebbe informarsi correttamente su certi retroscena politici e finanziari. Questo non assolve Berlusconi ma rende più grave la sua colpa perché, pur essendo sotto attacco e pur sapendolo, se n'è fregato e ha prestato il fianco per farsi attaccare e dileggiare.
    E no Florian, effettivamente nel panorama politico italiano non c'è spazio per una destra come la vorrei io, ma questo è un male e non un bene, perché ce ne sarebbe infinitamente bisogno. Perché questo paese non lo si può raddrizzare con le belle parole o con i politici riciclati che facevano i portaborse democristiani già negli anni '80, ma con una svolta seria, radicale e totale.
    Perché questo paese non lo si raddrizza con le ricette alternative dei vari Draghi e Montezemolo, ma con un ritorno al primato della politica con la "P" maiuscola (un'altra maiuscola, eh già....). Politique d'abord, insomma.
    Poi, per carità, ognuno è libero di illudersi con quel che vuole.
    Per me dopo il fallimentare governo Berlusconi non ci sarà il meglio ma solamente il peggio. E questo non lo penso per dire: "Allora teniamoci Berlusconi" perché sarebbe ugualmente suicida.
    Lo penso per dire che l'Italia, in questo momento, salvo sorprese, non ha scampo.
    E riguardo a ipotesi di novelle DC ribadisco: Dio ce ne scampi. Lo abbiamo già visto in 50 anni di cosa sono stati capaci i demo(nio)cristiani.
    Giò, ho parlato di "luce" in senso puramente relativo, ovvero rispetto al buio fondo di questi ultimi tristissimi anni berlusconiani.
    Io quello che onestamente non capisco è questo intestardirsi sulla volontà di cambiare il mondo, che è propriamente un'idea di sinistra. Il conservatore, al contrario, è convinto che il mondo cambi te. E per questo motivo si muove al passo dei tempi con prudenza e scetticismo.
    D'accordo, il conservatorismo non ti piace. Non piace a nessuno, anche a coloro che qui pure amano considerarsi tali. Perchè il conservatore non è un idealista e non crede nemmeno che esista quella cosa che viene chiamata giustizia. E' uno scettico ed è propenso a scegliere non il meglio, ma il meno peggio.
    Ora per me il peggio è l'accoppiata dei due scoppiati, Berlusconi e Bossi. Tutto il mondo ride di noi a causa loro e permettimi di dire che non è bello.
    Adesso resta da interrgarsi sul meno peggio. Fini aveva delle chance, ma è rimasto prigioniero d'un ambiente troppo litigioso e confusionario, oltre che ancora in buona parte fascista. E la conservazione (leggi, riformismo liberale) coi fascisti non la puoi fare, è inutile parlarne.
    Potrebbe risultar utile Casini, ma l'idea di un partito confessionale non mi aggrada. Come ho detto resto uno scettico e non accetto che la politica debba andare incontro a quelli che il Vaticano considera "principi non negoziabili". Un conservatore "negozia" per definizione.
    Allora aspettiamo la candidatura d'un Monti o d'un Montezemolo o d'una Marcegaglia, in grado di fare poche cose ma essenziali per tirarci su come Paese da questo stato d'inferiorità. Stiamo tallonando infatti la Grecia, non so se te ne sei accorto.

    Quanto a Putin e Lukashenko, caro Giò io vivo in Occidente e l'idea che i nostri popoli potessero un giorno venir "putinizzati", o peggio "islamizzati" come si augurano altri pazzi destrorsi, non m'ha mai sfiorato. Semmai saranno prima o poi gli altri, i non occidentali, a diventare a poco a poco come noi.
    Detto questo, la politica non può prescindere da un minimo di pragmatismo. Difendere Berlusconi oggi significa aggrapparsi alla corda dell'impiccato; inseguire sogni romualdiani significa demandare ad altri l'azione politica e in tal modo indebolire la destra "reale" contro l'avversario di sempre. Quella sinistra che vuole cambiare il mondo mentre noi dovremmo limitarci a comprenderlo, anche quando non riusciamo proprio ad amarlo.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Giò, ho parlato di "luce" in senso puramente relativo, ovvero rispetto al buio fondo di questi ultimi tristissimi anni berlusconiani.
    Io quello che onestamente non capisco è questo intestardirsi sulla volontà di cambiare il mondo, che è propriamente un'idea di sinistra. Il conservatore, al contrario, è convinto che il mondo cambi te. E per questo motivo si muove al passo dei tempi con prudenza e scetticismo.
    D'accordo, il conservatorismo non ti piace. Non piace a nessuno, anche a coloro che qui pure amano considerarsi tali. Perchè il conservatore non è un idealista e non crede nemmeno che esista quella cosa che viene chiamata giustizia. E' uno scettico ed è propenso a scegliere non il meglio, ma il meno peggio.
    Ora per me il peggio è l'accoppiata dei due scoppiati, Berlusconi e Bossi. Tutto il mondo ride di noi a causa loro e permettimi di dire che non è bello.
    Adesso resta da interrgarsi sul meno peggio. Fini aveva delle chance, ma è rimasto prigioniero d'un ambiente troppo litigioso e confusionario, oltre che ancora in buona parte fascista. E la conservazione (leggi, riformismo liberale) coi fascisti non la puoi fare, è inutile parlarne.
    Potrebbe risultar utile Casini, ma l'idea di un partito confessionale non mi aggrada. Come ho detto resto uno scettico e non accetto che la politica debba andare incontro a quelli che il Vaticano considera "principi non negoziabili". Un conservatore "negozia" per definizione.
    Allora aspettiamo la candidatura d'un Monti o d'un Montezemolo o d'una Marcegaglia, in grado di fare poche cose ma essenziali per tirarci su come Paese da questo stato d'inferiorità. Stiamo tallonando infatti la Grecia, non so se te ne sei accorto.

    Quanto a Putin e Lukashenko, caro Giò io vivo in Occidente e l'idea che i nostri popoli potessero un giorno venir "putinizzati", o peggio "islamizzati" come si augurano altri pazzi destrorsi, non m'ha mai sfiorato. Semmai saranno prima o poi gli altri, i non occidentali, a diventare a poco a poco come noi.
    Detto questo, la politica non può prescindere da un minimo di pragmatismo. Difendere Berlusconi oggi significa aggrapparsi alla corda dell'impiccato; inseguire sogni romualdiani significa demandare ad altri l'azione politica e in tal modo indebolire la destra "reale" contro l'avversario di sempre. Quella sinistra che vuole cambiare il mondo mentre noi dovremmo limitarci a comprenderlo, anche quando non riusciamo proprio ad amarlo.
    Gli autoproclamatisi rivoluzionari mi danno del conservatore e gli autoproclamatisi conservatori mi danno del rivoluzionario
    E' una cosa che si ripete di frequente :sofico:
    Un uomo di Destra dovrebbe essere scettico sugli individui, sulle loro tendenze anarcoidi e sulle "magnifiche sorti progressive dell'umanità", non dovrebbe essere scettico sui principi e sugli ideali, altrimenti non vi sarebbe alcuna differenza fra lui e un pannelliano.
    Se il conservatore è l'uomo del compromesso continuo, della negoziazione, della difesa dell'esistente purché sia, allora è poca cosa non solo politicamente, ma anche umanamente. Io so che una volta c'era qualcuno che sosteneva che essere veramente conservatori significa voler conservare ciò che vale la pena di essere conservato. Ecco Florian, lasciati consigliare dal sottoscritto questa definizione piuttosto che quella che ne hai dato, che assomiglia più a quella di un machiavellico democristiano. Il mio è un consiglio spassionato, non mi interessa - come ben sai - darti lezioni di alcunché (né te ne potrei dare).
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  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Gli autoproclamatisi rivoluzionari mi danno del conservatore e gli autoproclamatisi conservatori mi danno del rivoluzionario
    E' una cosa che si ripete di frequente :sofico:
    Un uomo di Destra dovrebbe essere scettico sugli individui, sulle loro tendenze anarcoidi e sulle "magnifiche sorti progressive dell'umanità", non dovrebbe essere scettico sui principi e sugli ideali, altrimenti non vi sarebbe alcuna differenza fra lui e un pannelliano.
    Se il conservatore è l'uomo del compromesso continuo, della negoziazione, della difesa dell'esistente purché sia, allora è poca cosa non solo politicamente, ma anche umanamente. Io so che una volta c'era qualcuno che sosteneva che essere veramente conservatori significa voler conservare ciò che vale la pena di essere conservato. Ecco Florian, lasciati consigliare dal sottoscritto questa definizione piuttosto che quella che ne hai dato, che assomiglia più a quella di un machiavellico democristiano. Il mio è un consiglio spassionato, non mi interessa - come ben sai - darti lezioni di alcunché (né te ne potrei dare).
    Veramente Giò, i pannelliani sono idealisti. Altrimenti non si metterebbero a fare gli scioperi della fame e della sete che fanno per le cause più svariate.
    Conservare ciò che vale la pena, certo, ma sempre nell'ottica del possibile e dunque del presente. Per la qual cosa noi non possiamo più rifarci a quanto proponevano i conservatori del passato, in quanto le loro indicazioni andavano bene per la società del loro tempo. Abbiamo bisogno di ragionare sui temi che ci presenta la società dell'oggi. Non è questo puro machiavellismo quanto del sano realismo.
    Ultima modifica di Florian; 28-09-11 alle 07:29

  6. #16
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    Veramente Giò, i pannelliani sono idealisti. Altrimenti non si metterebbero a fare gli scioperi della fame e della sete che fanno per le cause più svariate.
    Conservare ciò che vale la pena, certo, ma sempre nell'ottica del possibile e dunque del presente. Per la qual cosa noi non possiamo più rifarci a quanto proponevano i conservatori del passato, in quanto le loro indicazioni andavano bene per la società del loro tempo. Abbiamo bisogno di ragionare sui temi che ci presenta la società dell'oggi. Non è questo puro machiavellismo quanto del sano realismo.
    I pannelliani sono liberali, liberisti e laicisti. Forse sono "idealisti" nella loro prassi e sono caratterizzati da un ottimismo antropologico, che è effettivamente estraneo alla Destra. Ma nelle loro idee aderiscono ad uno scetticismo laico assai preoccupante, che di fatto scade nel relativismo.
    Ebbene, se per te non esistono "principi non negoziabili" non sei tanto diverso da uno scettico, nel senso filosofico del termine.
    Il dubbio, come diceva Sant'Agostino, non ha mai fondato alcunché.
    Vuoi ragionare sui temi della società di oggi? Va benissimo, ma mi chiedo in nome di quali principi. I principi del conservatorismo? Va bene e quale sarebbe il contenuto di questi principi? Se il contenuto di questi principi è il compromesso e la difesa dell'esistente, allora io passo perché l'esistente è un mondo di sinistra, non un mondo di destra e voler cambiare il mondo, oggi, significa voler spezzare il dominio culturale ed ideologico della sinistra, che non è solamente quella comunista e/o vendoliana, ma è anche e soprattutto quella liberale e progressista.
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  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    I pannelliani sono liberali, liberisti e laicisti. Forse sono "idealisti" nella loro prassi e sono caratterizzati da un ottimismo antropologico, che è effettivamente estraneo alla Destra. Ma nelle loro idee aderiscono ad uno scetticismo laico assai preoccupante, che di fatto scade nel relativismo.
    Ebbene, se per te non esistono "principi non negoziabili" non sei tanto diverso da uno scettico, nel senso filosofico del termine.
    Il dubbio, come diceva Sant'Agostino, non ha mai fondato alcunché.
    Vuoi ragionare sui temi della società di oggi? Va benissimo, ma mi chiedo in nome di quali principi. I principi del conservatorismo? Va bene e quale sarebbe il contenuto di questi principi? Se il contenuto di questi principi è il compromesso e la difesa dell'esistente, allora io passo perché l'esistente è un mondo di sinistra, non un mondo di destra e voler cambiare il mondo, oggi, significa voler spezzare il dominio culturale ed ideologico della sinistra, che non è solamente quella comunista e/o vendoliana, ma è anche e soprattutto quella liberale e progressista.
    Non ci siamo intesi. Io sono scettico, i radicali no. I radicali sono anticlericali punto e basta. E il fondamento dello scetticismo è la tradizione nel senso di consuetudine. Si difendono privilegi e disuguaglianze che "nessuno sa perchè esistono e di conseguenza nessuno sa perchè non dovrebbero esistere". Il conservatore è lontano tanto dai dogmi religiosi quanto dai principi razionalisti dei filosofi. Questo è il motivo per cui non esiste una "filosofia" conservatrice e tantomeno una "bibbia" conservatrice.
    La questione non è cambiare o mantenere l'esistente. Il problema che sta a cuore alla destra è quello di impedire il livellamento e da quando non è più possibile farlo attraverso il sangue ci si attiene al merito. Conservatore oggi è perciò chi si preoccupa che chi merita ottenga quanto dovuto, ovvero di più di chi non merita. Se la sinistra si dovrebbe in teoria occupare di chi rimane indietro nella scala sociale, la destra dovrebbe occuparsi innanzitutto dello sviluppo delle elites. Questo ieri, come oggi e come domani.
    Non è affatto vero, poi, come dici tu, che il nostro presente sarebbe intrinsecamente di sinistra. Tutte le rivoluzioni diventano conservatrici diceva qualcuno. E a maggior ragione oggi in cui è praticamente assente tra le forze politiche una volontà rivoluzionaria o radicale (che negli anni settanta era invece particolarmente presente).
    Se riflettiamo sul fatto che l'elemento più rivoluzionario della politica italiana è l'orecchino di Vendola non possiamo non convenire che al momento attuale una sinistra di tal fatta manca ancora più di una destra.
    Ciò che latita in quest'ultima è la consapevolezza di ciò che essa è, e la risolutezza nell'affrontare gli interessi suoi e del Paese. Purtroppo la presenza di cattolici e di fascisti impedisce ai conservatori di occupare stabilmente il lato destro e li costringe al ruolo di coscienza critica nelle più varie formazioni politiche.
    Ultima modifica di Florian; 28-09-11 alle 18:26

  8. #18
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    Non ci siamo intesi. Io sono scettico, i radicali no. I radicali sono anticlericali punto e basta. E il fondamento dello scetticismo è la tradizione nel senso di consuetudine. Si difendono privilegi e disuguaglianze che "nessuno sa perchè esistono e di conseguenza nessuno sa perchè non dovrebbero esistere". Il conservatore è lontano tanto dai dogmi religiosi quanto dai principi razionalisti dei filosofi. Questo è il motivo per cui non esiste una "filosofia" conservatrice e tantomeno una "bibbia" conservatrice.
    La questione non è cambiare o mantenere l'esistente. Il problema che sta a cuore alla destra è quello di impedire il livellamento e da quando non è più possibile farlo attraverso il sangue ci si attiene al merito. Conservatore oggi è perciò chi si preoccupa che chi merita ottenga quanto dovuto, ovvero di più di chi non merita. Se la sinistra si dovrebbe in teoria occupare di chi rimane indietro nella scala sociale, la destra dovrebbe occuparsi innanzitutto dello sviluppo delle elites. Questo ieri, come oggi e come domani.
    Non è affatto vero, poi, come dici tu, che il nostro presente sarebbe intrinsecamente di sinistra. Tutte le rivoluzioni diventano conservatrici diceva qualcuno. E a maggior ragione oggi in cui è praticamente assente tra le forze politiche una volontà rivoluzionaria o radicale (che negli anni settanta era invece particolarmente presente).
    Se riflettiamo sul fatto che l'elemento più rivoluzionario della politica italiana è l'orecchino di Vendola non possiamo non convenire che al momento attuale una sinistra di tal fatta manca ancora più di una destra.
    Ciò che latita in quest'ultima è la consapevolezza di ciò che essa è, e la risolutezza nell'affrontare gli interessi suoi e del Paese. Purtroppo la presenza di cattolici e di fascisti impedisce ai conservatori di occupare stabilmente il lato destro e li costringe al ruolo di coscienza critica nelle più varie formazioni politiche.
    Vedi Florian, tu credi che nessuno sappia quale sia il perché delle disuguaglianze e delle differenze naturali , io invece lo so con certezza e proprio perché lo so ritengo doveroso e giusto difenderle. Il mondo è innegabilmente di sinistra: individualismo, progressismo, consumismo, ecc. non sono di certo sinonimo di Tradizione e sono cose estranee alla Destra.
    Certo, nel sistema c'è sempre chi vuole la "conservazione della Rivoluzione" (o meglio: delle "conquiste" della Rivoluzione) e chi invece vuole "la seconda ondata". hefico: Il punto è che io della Rivoluzione della sovversione, ovverosia del progressismo, non voglio né la seconda ondata né la conservazione.
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    Predefinito Rif: Coi paolini o...

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Dunque, per i conservatori resta la scelta di fondo se andare a coabitare coi paolini cattolici oppure con i laici pannelliani.

    Se la partita si giocherà su questi tavoli voi quale scelta farete?
    Se la scelta è tra le due ipotesi che hai posto, non esito e scelgo i "paolini cattolici" (d'altra parte ultimamente mi sono "accasato" nell'UDC aspettando un centrodestra diverso).
    Però credo che i due "schieramenti" possano coesistere - come coalizione o come partito poco importa - perchè l'esperienza di tutti i grandi partiti conservatori occidentali sono la dimostrazione che ci sono molti punti in comune che sono più importanti delle differenze su matrimoni gay o eutanasia.
    E questa coesistenza è una questione fondamentale per il futuro del centrodestra.

    D'altra parte il PDL non era per l'anarchia dei valori, come disse Berlusconi in campagna elettorale nel 2008 ?
    Motivo per cui potevano convivere CL con i riformatori liberali (gli ex radicali di Della Vedova che poi hanno sostenuto Fini nel FLI).
    Per me questo esperimento si può e si deve ripetere. Nel rispetto del dialogo.
    Ultima modifica di paperino73; 29-09-11 alle 10:29
    We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate
    (Frank McKinney Hubbard)

 

 
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