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Rif: Case Editrici
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Sulle note : per quanto possano essere lunghe, preferisco sempre averle a piè di pagina che in fondo al capitolo o addirittura al libro. In questo modo sono consultabili subito senza dover usare due segnalibri.
R.
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eraclio
L'aspetto del libro è fondamentale invece, non solo la copertina, ma la formattazione del testo, la rilegatura, la qualità della carta etc. etc.
:giagia:
Avevo il conto rateale con UTET ed Einaudi, per cui ho molti libri di queste due case editrici, compresi molti "Classici" della prima e "Millenni" dell'altra; a ruota, ho un buon numero di volumi Adelphi e innumerevoli Oscar e Bur.
Da un paio d'anni mi sono dato alla ricerca di libri usati : ho trovato molti pezzi interessanti, anche di case editrici scomparse, e acquisito la consapevolezza che in passato l'oggetto libro era assai più curato nella sua fattura rispetto ai tempi attuali.
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eraclio
Ma non credo, nei saggi è all'ordine del giorno, perché magari contengono citazioni, riferimenti bibliografici etc. etc.
dal punto di vista della fruizione dello strumento libro è una bestemmia (note e bibliografia andrebbero sempre tenute separate)
poi a qualcuno può anche piacere, a me no
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Rosfebo
Ah già, la casa ed. di Mutti ( All'insegna del Veltro ). Ho qualcosina, ma troppo poco per citarla nel mio elenco.
Carocci ha inglobato la "Biblioteca Medievale" della Luni ( oramai scomparsa definitivamente ). Ottima mossa.
La Atanòr è una casa ed. storica, ma è scaduta molto.
R.
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sì infatti io ho acquistato un suo libro (di atanòr) non più in commercio. È lo stesso discorso di Rusconi che tuttavia al contrario di atanor ha cambiato proprio argomenti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ivan
cquisito la consapevolezza che in passato l'oggetto libro era assai più curato nella sua fattura rispetto ai tempi attuali.
Naah dipende così come dipende oggi.
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
H.I.M.
dal punto di vista della fruizione dello strumento libro è una bestemmia (note e bibliografia andrebbero sempre tenute separate)
poi a qualcuno può anche piacere, a me no
Vanno separate ma spesso ci sono dei riferimenti immediati, neanche a me piace ma dipende dalla natura del saggio secondo me. A volte è davvero necessario rimandare alla fine del capitolo o del libro stesso.
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eraclio
Vanno separate ma spesso ci sono dei riferimenti immediati, neanche a me piace ma dipende dalla natura del saggio secondo me. A volte è davvero necessario rimandare alla fine del capitolo o del libro stesso.
si possono trovare altre soluzioni
i progettisti grafici servono a quello
solo che oggi si va in direttamente dal tipografo che ha un grafico capace di impaginare alla men peggio
e la qualità delle pubblicazioni è diventata mediamente dozzinale
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Rosfebo
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Sulle note : per quanto possano essere lunghe, preferisco sempre averle a piè di pagina che in fondo al capitolo o addirittura al libro. In questo modo sono consultabili subito senza dover usare due segnalibri.
R.
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Ci sono libri dove in una pagina si trovano due righe di testo e tutto lo spazio restante occupato dalla note.
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Rif: Case Editrici
Astrolabio Ubaldini, Edizioni Mediterranee, Adelphi, Guanda, BUR, Jaca Book, Vecchiarelli.
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Regina di Coppe
Ci sono libri dove in una pagina si trovano due righe di testo e tutto lo spazio restante occupato dalla note.
:giagia:
A volte capita, soprattutto nelle edizioni di opere letterarie più o meno antiche e nei manuali o nei commentarii di diritto. Ma preferisco così.
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Rif: Case Editrici
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eraclio
boh la mulino a me piace, molto più oggettiva di Laterza ad esempio.
Ma sai, ormai ho una discreta biblioteca di entrambe le case editrici, mi sembra che varino molto in base all'autore e soprattutto alla materia. La Carocci e Il Mulino sono buone edizioni per quanto attiene la teoria o la "scienza" politica, ivi inclusa la geopolitica, la Laterza ha una collana di storia formidabile e variegata, di solito di buona qualità.