manca Alessandro Manzoni, al secondo posto indubbiamente Cavour al terzo Giuseppe Verdi
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manca Alessandro Manzoni, al secondo posto indubbiamente Cavour al terzo Giuseppe Verdi
Hai ragione Alessandro Manzoni, scrittore padano, che raccontò nei suoi Promessi Sposi Padani la situazione di servitù dei padani nei confronti della dominazione spagnola, molto simile a quella successiva austriaca e poi sabaudo-romana.
Quindi Manzoni fa un paragone tra gli spagnoli e i gli austriaci, ma non immagina la futura dominazione romana.
La Figura di Don Rodrigo è simile alla figura del funzionario meridionale che viene in Padania a fare da padrone. ecc ecc ecc,
Al tempo di Manzoni c'era la dominazione austriaca, e successivamente quella sabaudo-romana, successivamente quella sabaudo-fascista-romana e in fine quella repubblicano-romana, ma il popoli padana hanno ottenuto la libertà.......
http://upload.wikimedia.org/wikipedi..._Hayez_040.jpg
ecco il poeta padano Manzoni.
Ma partiamo dalle origini
http://4.bp.blogspot.com/-1WYwZxfp_9...talia-1356.jpg
questi sono i primi segni delle popolazioni padane, cui noi stessi discendiamo per sangue.
Gente fiera, orgogliosa della loro terra, lavoratori indefessi, bla bla bla aggiungete voi vari attributi.
http://www.ilpiave.it/imgart/211206/celti.jpg
L'arrivo dei celti nel primo millennio precedente all'era cristiana, su determinante nella formazione dell'identità padana.
I celti legano noi padani alla Mitteleuropa, la parte sana del continente. oggi le lingue celtiche non vengono più parlate se non i ristrette parti delle isole britanniche, ma la mentalità celtica rimane, anche se parliamo lingue germaniche e neolatine.
Dante non è padano e il parmigiano-reggiano è nettamente più buono (però anche lui è padano:D )
Alberto da Giussano è un personaggio leggendario. Quindi direi Brenno ma visto che non c'è voto Ludovico il Moro, perché dopo di lui la Lombardia non è mai stata più libera.
P.S. Gli imperatori romani non sono considerati eroi nazionali, e dal punto di vista italiano mi sembra ingiusto che ci siano decine di vie dedicate ai più sparuti e sconosciuti irredentisti che nemmeno uno a Giulio Cesare o Augusto.
"La libertà non è un fine, è un mezzo. Chi la scambia per un fine, quando la ottiene non sa che farsene." Nicolás Gómez Dávila
Gómez Dávila intende posizionarsi al di là delle posizioni politiche tradizionali della destra e della sinistra e, sulla base di un tradizionalismo cattolico influenzato dalla probità intellettuale di Nietzsche, vede il proprio lavoro come sostenitore della "verità che non morirà mai".
Acrobazia,
Ossimoro.
O forse un fioco lume che invita a guardare i simboli per quel che non appaiono.