Peggiorano conti Grecia, taglio 30mila posti statali - Notizie del giorno: gli approfondimenti di ANSA - Notizie - MSN Italia
Ci sta la crisi, tanto invocata da bersani, ora ci siamo.
Da noi si parla soltanto di far cadere il governo: atto fortemente anticostituzionale, considerando che non é alla scadenza legislativa e che ha la
fiducia parlamentare.
I comunisti si sono fatti una costituzione ed ora sembra non vogliono osservarla.
Torniamo a bomba: la grecia, in crisi (meno crisi che da noi a sentire i comunisti bersanei) sta licenziando , senza cassaintegrazione 30.000
dipendenti statali:
La grecia ha una popolazione molto minore di quella italiana, quindi l'italia dovrebbe licenziare almeno 90.000 dipendenti statali e tagliare i diritti e stipendio di una certa misura.
Che fa la CGIL bersanea? Lo sciopero generale.
Non vi sembra da irresponsabili?
Peggiorano conti Grecia, taglio 30mila posti statali
Il Paese prevede ora un deficit dell'8,5%, contro la stima precedente del 7,6%. Il Pil e' atteso in calo del 5,5%, molto al di sotto delle previsioni precedenti
ROMA - L'intesa con la 'troika' c'e', e 30.000 statali perderanno il posto di lavoro, ma i target di bilancio fissati nell'accordo per il salvataggio sono ormai una chimera.
E la Grecia resta sull'orlo del baratro, da una parte obbligata a nuovi tagli per allontanare il default e dall'altra costretta a fronteggiare un malcontento sociale, in costante crescita proprio a causa dei tagli. Sul fronte delle buone notizie, Atene ha incassato il via libera della Troika (la delegazione composta da Bce, Fmi e Ue) al piano che prevede, oltre al taglio del 20% dei salari e dei dipendenti della P.A. entro il 2015, il licenziamento di 30.000 statali, condizione fondamentale per lo sblocco della sesta tranche di aiuti: un pacchetto da 8 miliardi di euro senza i quali la Grecia si sarebbe trovata senza i fondi per pagare gli stipendi gia' da ottobre.
Arrivato il via libera formale del consiglio dei ministri, le misure approdano domani in Parlamento. Il piano prevede il collocamento in un fondo 'di riserva per il lavoro' (una sorta di cassa integrazione) di circa 30.000 lavoratori, che rimarrebbero in tale fondo entro la fine dell'anno, pagati al 60% dello stipendio per un anno e quindi licenziati.
Ma quanto esce dal Consiglio dei ministri non e' altrettanto positivo: il nuovo bilancio per il 2011-2012 mostra impietosamente come la Grecia sia ancora molto lontana dal raggiungimento dei target fissati lo scorso luglio nell'ambito del piano di salvataggio. Per l'anno in corso, secondo quanto riferiscono alcune fonti, si prevede ora un deficit dell'8,5%, contro la stima precedente del 7,6%. Il Pil e' atteso in calo del 5,5%, molto al di sotto delle previsioni precedenti. Per il 2012, laddove l'accordo con la Troika parlava di un deficit/Pil al 6,5%, ora la nuova bozza stima un deficit al 6,8% del Pil.
Per il prossimo anno, la contrazione della crescita e' attesa al 2%, in linea con le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, ma nettamente peggiore rispetto alle stime utilizzate per l'accordo sul salvataggio dello scorso luglio, nel quale si prevedeva che l'economia della Grecia sarebbe tornata a crescere nel 2012. Colpa della recessione molto peggiore del previsto, prova a giustificarsi Atene; pesa invece la mancanza di riforme strutturali, ribattono i creditori.
E' sicuro che una crisi cosi' profonda, anche a livello internazionale, renda piu' difficile per la Grecia raccogliere il denaro necessario a rispettare i target, ma e' altrettanto vero che il costante rischio di rivolta sociale ha evidentemente frenato il Governo dal varare riforme ancora piu' dolorose. La parola passa quindi domani alle Borse, chiamate a capire e far capire se quanto uscito oggi dal consiglio dei ministri di Atene e' un passo avanti verso la soluzione della crisi o un pericoloso passo indietro verso il default della Grecia.




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hefico:

