Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Carnage

  1. #1
    mai, eh...
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    Predefinito Carnage

    Visto ieri. L'ho trovato molto divertente.

    Si tratta di una pièce teatrale adattata per il cinema, si fa per dire: l'azione si svolge in un appartamento con quattro personaggi.
    Sono due coppie, i cui figli hanno litigato al giardinetto, che si incontrano per parlare "ragionevolmente" dell'accaduto. Da una iniziale bonhomie fasulla e improntata alla ricerca di un accordo ("siamo tutti persone civili, dobbiamo coltivare un senso della comunità") si passa in breve tempo a una tensione sotterranea e terribilmente imbarazzante, intervallata dalle continue telefonate al cellulare che riceve l'avvocato delle ditte farmaceutiche Alan (un favoloso Christoph Waltz), il cui figlio, armato, ehm...no, imbracciando un bastone, ha rotto due denti al figlio di Penelope (Jodie Foster) e Michael (John C. Reilly).
    Penelope è una sedicente scrittrice liberal e buonista, che si preoccupa del Sudan e del Darfour, lui è self made man, bonario e apparentemente mite venditore di articoli per la casa .
    La tensione e l'imbarazzo (che tengono il pubblico con le mani sui braccioli con uno spasmo allo stomaco, e che ricordano il profondo disagio di film come Festen), si rompono con una clamorosa e catartica vomitata di Nancy, giunta al limite della sopportazione, sul tavolo del salotto e sui preziosi volumi di Kokoskìhka e Bacon di Penelope, che innesca un'ulteriore escalation nelle dinamiche fra i personaggi, sempre più imprevedibili.

    Quattro eccezionali interpretazioni per un dramma da camera, che ricorda il già citato Festen, ma anche Pinter (pur essendo molto più divertente), dal taglio volutamente teatrale, che sconfina a tratti nella farsa e nel grottesco (la Foster ha il compito ingrato di incarnare l'insopportabile donna-che-vuole-salvare-il-mondo), ma che ritrae senza pietà le ipocrisie e la menzognera facciata della autocompiaciuta borghesia urbana, da una parte di tipo intellettuale e finto bohémien, dall'altra del genere rampante e avido, nouveau riche. Uno strato sottile e presuntuoso di civiltà che nasconde solo nevrosi, scontentezza e un egoismo spietato, e che può solo sfociare in una carneficina. Polanski non nasconde la propria simpatia per il personaggio che fin dall'inizio si palesa come predatore, l'avvocato traffichino Alan, che alla fine in mezzo a tutti apparirà, fra i quattro, come il più profondo.

    Molto godibile e da vedere rigorosamente in lingua originale (la Winslett e Waltz hanno due perfetti accenti newyorkesi).

    ****
    Ultima modifica di sugarbabe; 05-10-11 alle 17:36

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  2. #2
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    Predefinito Rif: Carnage

    E' nella lista della mugliera. Ti saprò dire. Ovviamente le tue recensioni ishpirano.
    "Bad karma"

  3. #3
    Cancellato
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    Predefinito Rif: Carnage

    è in lista. mi vogliono portare a vederlo al cnema ma è contro la mia religione. io al cinema vedo solo i film italiani trash

  4. #4
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Rif: Carnage

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    è in lista. mi vogliono portare a vederlo al cnema ma è contro la mia religione. io al cinema vedo solo i film italiani trash
    a meno che non lo passino al metropolitan non credo - come giustamente suggerisce anche la nostra Melusine-Judie Foster - valga la pena di vederlo doppiato.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  5. #5
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Carnage

    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    a meno che non lo passino al metropolitan non credo - come giustamente suggerisce anche la nostra Melusine-Judie Foster - valga la pena di vederlo doppiato.
    il metropolitan l'hanno chiuso.
    lo danno al nuovo olimpia in lingua originale.

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  6. #6
    mylos
    Ospite

    Predefinito Rif: Carnage

    Visto sta sera, strepitoso! era troppo divertente Alan, l'avvocato, sempre impassibile

  7. #7
    Carlo Merz
    Ospite

    Predefinito Rif: Carnage

    Sono andato a vedere Carnage carico forse di eccessive attese, perlopiu' immotivate, non sono infatti un fanatico di Polanski.
    E' stata una delusione anche peggiore del remake dei Cohen de Il Grinta.
    Io in genere odio i moralisti e i moralismi, per questo ad esempio ho disprezzato Inglorious Basterds, e Carnage gronda moralismo da tutte le angolazioni.
    Il quadretto in cui è rinchiuso, quello dei bambini che nella prima scena litigano e nell'ultima vanno d'amore e d'accordo, da tutta la dimensione del film, che poi è una sorta di richiamo al "buon selvaggio" decisamente fuori tempo massimo.
    I bambini sono innocenti e naturali e quindi possono litigare ferocemente e riappacificarsi senza tutte le complicazioni, quelle degli adulti (non meglio caratterizzati) che invece armati di tutte le piu' buone intenzioni finiscono in una spirale di odio e ubriachezza, fino a scadere nel ridicolo.
    In effetti l'unico intento del film è quello di mettere in ridicolo qualcuno.
    C'è da chiedersi chi.
    A vedere i personaggi (una coppia in carriera, medioalta borghesia e una coppia di media borghesia, lui è un bottegaio) si potrebbe essere tentati di pensare che Polanski voglia lanciare strali su chissà quale sistema sociale, su chissà quale postmodernità.
    In realtà i personaggi sono caratterizzati così banalmente e superficialmente che l'effetto è quello di un pensionato (evidentemente polanski) davanti al circolo ACLI che impreca e bestemmia contro qualche giovanotto che uscendo ha sputato in terra, salvo poi sputare in terra di nuovo anche lui.

    Nella pochezza dei personaggi si potrebbe vedere la pochezza della società newyorkese postmoderna (le due protagoniste femminili hanno diverse passioni superficiali, l'una ama l'africa, l'altra è animalista, ed entrambe queste passioni sembrano piu' caricature di passioni che passioni vere e proprie), ma a ben guardare sembra veramente fare una sovralettura impossibile.

    Il film è incentrato non sui contenuti, ma sulla forma, in particolare nello scambio dei ruoli tra chi aggredisce e chi si ritrae, tra chi esagera e chi modera, nel tentativo ultramoralista di cercare di dimostrare che nessuno è esente da certe mancanze e tentando di appiattire tutti i personaggi forzandoli verso prima l'ira e poi il ridicolo.

    Il che sarebbe forse molto piu' riuscito se non ci fosse stata la cornice dei bambini nel parco all'inizio e alla fine.

    Dal punto di vista strettamente tecnico il film sarebbe anche ben interpretato, gli attori sono molto espressivi, ma nell'economia del tutto questa finisce per essere una pecca.

    La pochezza dei personaggi è travolta dalla sovrarecitazione degli attori, che letteralmente si distorcono i connotati nei primi piani senza che ci sia un vero perchè, e tutto allora si trasforma non in un nichilismo morale, come vorrebbe Polanski, ma purtroppo solamente in vuota retorica.

 

 

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