Karen Murphy sorride, la Premier League piange dopo la sentenza emessa oggi dalla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo che ha bocciato l’esistenza di limiti territoriali per la trasmissione in tv degli incontri di calcio.

Karen Murphy, proprietaria di un pub di Portsmouth, trasmetteva (e continuerà a trasmettere) all’interno del proprio locale le partite del campionato inglese non tramite la tessera Sky bensì da una tessera di un’ente greca. Il tutto per risparmiare diverse migliaia di euro all’anno. La denuncia da parte della Lega inglese (che con Sky Sport aveva siglato un accordo di esclusiva sul suolo britannico) non si è fatta attendere e dopo un lungo braccio di ferro, oggi è arrivato il verdetto del tribunale dell’UE che si è espresso, però, a favore della barista di Portsmouth: nessuno può impedire alla Murphy di utilizzare nei decoder del suo pub le schede di una rete greca anziché di una inglese poiché i privati possono utilizzare le schede ovunque nei 27 paesi dell’Unione Europea.

Una sentenza che pesa come un macigno sulle televisioni dei paesi più ricchi che rischiano di vedersi soffiare numerosi clienti da emittenti di paesi minori. Infatti benché l’Europa si proclami unita all’interno esistano delle divergenze enormi a livello economico tra un paese e l’altro e proprio la Grecia, da dove guarda caso viene la scheda incriminata del pub di Portsmouth, è quella messa peggio. Pensare che dopo questa sentenza i prezzi possano allinearsi pare quindi impossibile.

Così il verdetto sul caso Murphy è destinato ad influenzare il mercato delle emittenti tv nello stesso modo in cui quello sul caso Bosman ha influenzato il mercato dei calciatori, con l’abbattimento dei confini e la libera circolazione (all’interno dell’Unione Europea, ovviamente). Chissà a questo punto come si comporteranno i club la cui sopravvivenza in molti casi è legata proprio alle entrate derivanti dai diritti tv.

La vittoria di Karen Murphy, la Bosman del calcio in tv | Te La Do Io L'America .net